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Afterhours al Postepay Rock in Roma 2017: un trionfo annunciato per il concerto-celebrazione del trentennale della band

Fonte foto: Pagina Facebook Afterhours

Afterhours al Postepay Rock in Roma 2017: un trionfo annunciato per il concerto-celebrazione del trentennale della band
luglio 30
17:54 2017

La recensione del live degli Afterhours al Postepay Rock in Roma 2017: la band capitanata da Manuel Agnelli ha illuminato la notte di giovedì 27 luglio 2017 all’ippodromo Capannelle con un’esibizione di straordinaria entità

Serata straordinaria quella di giovedì 27 luglio 2017, nella quale gli Afterhours al Postepay Rock in Roma 2017 hanno portato la data zero del tour celebrativo per i trent’anni di vita della band.

Una band amatissima dal pubblico romano che accorre sempre numerosissimo ai concerti di Manuel e soci. Amore ricambiato visto che gli After sono spesso da queste parti, specialmente in zona Angelo Mai dove danno sempre vita a performance che vanno al di fuori dei loro normali concerti  con la libertà di chi, nei centri sociali, c’è artisticamente nato.

All’Ippodromo della Capannelle, luogo di esibizione dei live del Postepay Rock in Roma, mancano pochi minuti alle 22,00 quando, improvvisamente, gli Afterhours fanno letteralmente irruzione sul palco tra lo stupore generale del pubblico che ancora chiaccherava e sorseggiava birra, ascoltando la musica di sottofondo pre-concerto. Tutti sotto il palco ed è subito Strategie, pezzo storico della band, quasi una rarità nei loro live, che fa letteralmente impazzire il pubblico che, con i cori, si unisce alla voce di Manuel. Male di Miele e la mitica Rapace (doppietta presa dal capolavoro Hai Paura del Buio?, disco del 1997 che è pietra angolare del rock italiano tutto!), completano un tris al cardiopalma. Si crea un break emotivo con Sangue di Giuda, prima della loro “hit Sanremese” Il Paese è Reale, di cui avevamo quasi dimenticato la potenza musicale e la lirica narrativa che ai tempi del Festival aveva fatto sobbalzare più di una poltrona.

Riprendere Berlino ha un bell’inizio in distorsione che ben si sposa con la melodia della successiva Padania, dalla eterea intro acustica prima di esplodere nell’inciso. Germi, che mancava da una quindicina di anni nei live degli Afterhours, chiude col botto il “warm-up” della serata. Cambio di scenografia (si ammaina il gigantesco #30 ed appare l’angelo di Folfiri o Folfox) ed arriva la strumentale e super distorta Centuximab, con Iriondo e Pilia a demolire con fiumi di feedback la platea di Capannelle, prima della dolcezza di Grande con un Manuel vibrante e che fa il paio con la sognante Non Voglio Ritrovare il Tuo Nome.

Oggi prosegue nell’introspezione prima dell’irruenza di Nè Pani Nè Pesci, inutile dirlo, cantata da tutti. Ancora un paio di pezzi a completare la “sezione” dedicata all’ultimo disco, fra cui spicca Il Mio Popolo Si Fa dedicata al nulla che pervade nelle menti della gente della nostra povera Italia, prima di Costruire Per Distruggere, dove la tromba di Xabier Iriondo domina il pezzo creando un’atmosfera quasi circense eTutto Domani che va a chiudere la prima parte del concerto tra applausi scroscianti. La band ritorna sul palco con una sorpresa: alla batteria siede Giorgio Prette, storico batterista degli After (per 25 anni! Ora impegnato con Xabier Iriondo e Paolo Saporiti nella nuova avventura Todo Modo) che riceve ovazioni da un pubblico che non finisce più di invocarlo.

Il trittico con Giorgio dietro le pelli si apre con Ballata Per La Mia Piccola Iena dove, nel finale strumentale, tutti gli After fanno cerchio con Prette quasi a rendergli il giusto tributo per quanto dato alla band, e continua con La Sottile Linea Bianca dallo stile dannatamente LouReediano e le bacchette della batteria che si agitano e dirigono dal pulpito del drumset come nei bei tempi andati e stasera ritornati!.

Voglio Una Pelle Splendida ha bellezza e luminosità già nel titolo ed è una delle super-hit della band, fra le più amate dal pubblico che la canta a squarciagola e che applaude fino alla fine, omaggiando Prette con un coro da stadio mentre chiude il pezzo con la sua batteria sincopata. Un’altra pausa ed arriva Ossigeno, dall’album della svolta Germi, a creare di nuovo  marasma fra il pubblico che non crede alle proprie orecchie, tanto mancava live questo pezzo.

Eccitazione che continua con un filotto che vede scorrere una dopo l’altra canzoni che sono veri e propri monumenti al rock italiano: E’ La Fine La Più Importante, La Verità Che Ricordavo con un Manuel a torso nudo e microfono usato come lazo, 1.9.9.6. col bestemione ad aprirne le liriche, la meraviglia di Bianca e l’elettricità ammaliante di Bungee Jumping, prima del rush finale. Che si apre con l’ingresso sul palco di Agnelli e Prette che, annunciando scherzosamente il loro matrimonio dopo 25 anni di “fidanzamento”, attaccano con un ambo da Superenalotto milionario composto dai capolavori Non è Per sempre e la magia di Quello Che Non C’è che ha fatto limonare e pensare ad atti impuri più di una coppia!

La Sinfonia Dei Topi, un’altra grande assente da tempo immemore nei live degli after, viene applaudita con gioia mentre Manuel ne scova i difetti di esecuzione dovuti alla latitanza nelle scalette dei concerti e, dopo 30 pezzi come gli anni della loro storia, arrivano i saluti sulle suadenti note di Bye Bye Bombay in un reciproco scambio di strofe ed emozioni.

Inutile sottolineare la potenza e la magia del concerto degli Afterhours al Postepay Rock in Roma 2017, suonato da una band coesa e determinata come poche ce ne sono al giorno d’oggi. Una band con una storia che ha felicemente raggiunto (con non poche peripezie!) i 6 lustri di vita e capace di sfornare, dopo tutti questi anni, albums capolavoro e performance live che fanno emozionare ancora, come e più di prima. Lunga vita, quindi, agli Afterhours…in fondo oggi a 30 anni si è poco più che ragazzini.

 

Setlist:

-Strategie

-Male Di Miele

-Rapace

-Il Sangue Di Giuda

-Il Paese è Reale

-Riprendere Berlino

-Padania

-Germi

-Centuximab

-Grande

-Non Voglio Ritrovare Il Tuo Nome

-Oggi

-Nè Pani Nè Pesci

-L’Odore della Giacca Di Mio Padre

-Il Mio Popolo Si Fa

-Costruire Per Distruggere

-Tutto Domani

Encore 1:

-Ballata Per La Mia Piccola Iena (con Giorgio Prette)

-La Sottile Linea Bianca (con Giorgio Prette)

-Voglio Una Pelle Splendida (con Giorgio Prette)

Encore 2:

Ossigeno

-E’ La Fine La Più importante

-La Verità Che Ricordavo

-1.9.9.6.

-Bianca

-Bungee Jumping

Encore 3:

-Non è Per Sempre (con Giorgio Prette)

-Quello Che Non C’è (con Giorgio Prette)

-La Sinfonia Dei Topi

-Bye Bye Bombay