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In Amami quanto io t’amo la favolosa interpretazione di Paola Negrin | RECENSIONE

In Amami quanto io t’amo la favolosa interpretazione di Paola Negrin | RECENSIONE
dicembre 07
16:47 2017

Amami quanto io t’amo, del regista Roberto Belli, ha emozionato il pubblico romano del Teatro Petrolini a Testaccio, dal 23 al 26 novembre 2017,  portando in scena una delle storie più amate di sempre, quella de La signora delle camelie del romanzo di Alexandre Dumas figlio

Iniziano lentamente, sembrano quasi procedere con affanno, poi mano a mano crescono, incalzano, travolgono il pubblico trascinandolo in una tensione che apre a tutte le possibilità: sono le note del preludio de La Traviata di Giuseppe Verdi, che introducono sublimemente lo spettatore nella storia, suggerendo un ventaglio di sfumature diverse. Passano per la spensieratezza della festa in cui gli occhi di Alfredo si fondono ferocemente con quelli di Violetta, accarezzano la civetteria di lei, le sue speranze, il suo bisogno d’amore, presagiscono poi qualcosa di tragico e profondamente malinconico, ma umano. La bellezza eterna e unica di queste note non è descrivibile a parole. Esse riempiono l’anima. Iniziare il suo spettacolo di teatro a Roma, Amami quanto io t’amo, con queste note non poteva rappresentare scelta migliore per il regista Roberto Belli, che dal 23 al 26 novembre 2017 al Teatro Petrolini al Testaccio, ha emozionato il pubblico per quattro serate di seguito portando in scena una delle storie più amate di sempre, quella de La signora delle camelie del romanzo di Alexandre Dumas figlio.

Una storia a cui molti, a partire da Verdi stesso, si sono ispirati, una storia che sembra raccontata già troppe volte. E invece bisogna stare molto attenti a mostrarne il significato più profondo, quello più antico e allo stesso tempo attuale che riguarda l’amore e l’universo femminile in particolare. Roberto Belli ha deciso di intraprendere questa sfida e ci è riuscito benissimo dando vita ad uno spettacolo originale ed intenso, tutto da godere per i seguaci del teatro a Roma.

Amami quanto io t’amo, l’estro di Paola Negrin

Bisogna dire che non avrebbe ottenuto questo risultato senza il talento, l’estrosità, la delicatezza, la grazia e la grinta della sua attrice, la bravissima Paola Negrin, che per un’ora e mezza ha incantato il pubblico che seguiva la storia di Violetta ed Alfredo – o Marguerite e Armand – come se non l’avesse mai ascoltata prima, con lo stupore di chi la sente per la prima volta. A cavallo tra il romanzo di Dumas e l’opera di Verdi, la Negrin ha dato sfogo al suo talento attoriale suggerendo tutte le sfaccettature della storia, come nel preludio dell’opera di Verdi, senza privare il pubblico di momenti anche ironici.

Oltre che brava Paola Negrin è stata soprattutto vera, perché non si è limitata a interpretare il ruolo di Violetta, ma ha messo i panni di Maria, di Giorgia, di Roxana, di Svetlana, ovvero di ogni donna che non chiede semplicemente amore, ma chiede di avere rispetto, cura, devozione. Una missione questa che in sé richiama la dimensione primordiale dell’essere donna e insieme le responsabilità insite nel passato e nel presente sia degli uomini che delle donne.

Questo spettacolo, che si spera tornerà presto in scena a Roma e non solo, è consigliato anche per un pubblico giovane, in quanto permetterebbe ai ragazzi di conoscere sia il romanzo che l’opera in modo avvincente e immediato, e farebbe apprezzare loro le potenzialità del teatro, oggi troppo spesso sottovalutate. Quando un attore calpesta il legno del palcoscenico lo fa per trasmettere un’emozione sulla pelle e nell’anima dello spettatore, chiamandolo ad uscire dalla sua dimensione individuale. A giudicare dalla reazione del pubblico al Teatro Petrolini, questo spettacolo ha raggiunto pienamente lo scopo!

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