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ANEP, l’Associazione Nazionale Ecosistema e Protezione

ANEP, l’Associazione Nazionale Ecosistema e Protezione
giugno 08
18:44 2015

Presente dal 2012 con la sua prima sede sul territorio romano, ANEP Associazione Nazionale Ecosistema e Protezione, opera per la messa in sicurezza di persone, animali e cose. Nata da un nucleo di radioamatori continua a mantenere la sua tradizione facendo della radio lo strumento di sicurezza durante le emergenze. Oltre alla attività di protezione civile in emergenze, ha messo la sua competenza a disposizione della cittadinanza, con i corsi di formazione per BLS-D e operatori radio

A.N.E.P. Associazione Nazionale Ecosistema e Protezione nasce nel 2012, «dall’incontro di 5 amici ex guardie zoofile e radioamatori, che negli anni ’80, hanno partecipato a molte delle emergenze di inondazioni e terremoti» racconta Aldo Rossi, presidente dell’associazione. In quegli anni infatti ancora non esisteva una protezione civile formata e strutturata come quella odierna, e i radioamatori si prestavano a raggiungere i luoghi dei disastri per sopperire alla mancanza di elettricità e telefoni. «Le radiocomunicazioni erano l’unico strumento che permetteva di dare informazioni sull’emergenza del luogo, di comunicare con i vari enti» continua Aldo Rossi, che dovevano arrivare sui luoghi interessati con le indicazioni precise sulle strade dove il transito poteva essere interrotto a causa dei frequenti crolli di strutture.

In seguito è poi stata costituita la Protezione Civile Nazionale, «che ha permesso la prolificazione – commenta Aldo – di numerose associazioni di volontariato della protezione civile che poi per legge, una volta iscritte nell’albo della regione di appartenenza, diventano onlus a tutti gli effetti».

ANEP, nata nel 2012, come tutte le associazioni ha vissuto i primi anni alla ricerca della sua vera identità: «abbiamo cercato di capire cosa potevamo fare, e cosa veramente volevamo fare. Poi pian piano ci siamo ingranditi. Abbiamo costituito la sedere romana, poi Gioiatauro in Calabria, Torino e abbiamo una sede anche a Merano». Aldo Rossi in qualità di presidente ha strutturato l’appartenenza dei soci all’associazione attraverso il versamento di una quota di iscrizione perché «il volontariato non ha l’obbligo di partecipazione, ma non volevo che la nostra fosse una delle tante associazioni con molti iscritti sulla carta ma nessuno nella pratica» sottolinea.

ANEP vive di auto sovvenzionamento e, grazie a questo, ha potuto comprare delle attrezzature di emergenza, come le radio, e un gommone tender resistente ai fondali accidentati in cui ci si imbatte durante soccorsi in caso di inondazioni. Oltre a questo è una delle onlus accreditate a ricevere il 5×1000. L’associazione partecipa attivamente alle manifestazioni e ovunque viene chiamata, ma sempre «nel rispetto delle regole – precisa Aldo – per cui non siamo mai presenti nel controllo viabilità perché è assolutamente vietato, così come l’utilizzo delle palette».

L’obiettivo, la mission di ANEP Ecosistema e Pretezione è la messa in sicurezza, di persone prima di tutto ma anche di animali e cose. «Per noi anche le cose sono necessarie. – commenta Aldo – La valigia di una nonnina che hanno salvato i vigili del fuoco durante una inondazione contiene tutte quelle poche cose che le sono rimaste». Ricorda questo episodio. «Quando recuperammo questa valigia e gliela portammo dove era stata messa in sicurezza ricevemmo dei grossi ringraziamenti, perché finalmente le avevamo dato la possibilità di avere qualcosa di suo – e conclude – Protezione civile è anche questo».

Il personale volontario è sempre qualificato, formato attraverso corsi e in grado di rendersi conto sul se e quando intervenire e se la situazione necessità interventi di altre protezioni civili più esperte, di croce rossa o vigili del fuoco. «Non volgiamo trovarci in situazioni in cui non riusciamo a salvare la persona ma addirittura siamo noi che dobbiamo essere salvati».

Tra le sue attività ANEP  svolge anche diversi corsi di formazione per la cittadinanza, tra i quali quello sul BLS-D (Basic Life Support-Defibrillation) in collaborazione con Rete Emergenze. Altra importante iniziativa formativa è quella per operatori radio in emergenza, in cui vengono insegnati i corretti sistemi di comunicazione in caso di necessità. «Una parola è poco due sono troppo». Per ANEP questo detto è la realtà. «È necessario saper spiegare in pochissimo tempo dove sta il problema e cosa serve per risolverlo» conclude Aldo.

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