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Da Castel Sant’Angelo a Palazzo Venezia un viaggio tra Armi e potere: | RECENSIONE

Da Castel Sant’Angelo a Palazzo Venezia un viaggio tra Armi e potere: | RECENSIONE
agosto 09
14:16 2018

La scoperta di una chiave di lettura del nostro Rinascimento nella mostra Armi e potere attraverso spade, corsaletti, armature e armi da difesa e da offesa, fino all’11 novembre 2018


La robotica di oggi vede i suoi primordi negli studi dei corazzai milanesi del 1400 per realizzare le armature? Appare proprio così scorrendo i prestigiosi pezzi della mostra Armi e Potere nell’Europa del Rinascimento, esposti a Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia fino all’11 novembre 2018.

È una sorta di carapace, che mima le forme del corpo alla luce delle necessità funzionali, l’armatura nata nella seconda metà del Trecento. Una grande innovazione per proteggere le varie parti del busto, degli arti, del volto, con il funzionamento meccanico dei diversi elementi. La conoscenza dei metalli e della loro capacità di elasticità e duttilità e la percezione precisa del corpo umano permettono di adeguare ad ogni uomo le armi a lui più adatte. L’armatura diviene un alter ego del gentiluomo e sono 160 i pezzi che vogliono far conoscere al grande pubblico straordinarie collezioni d’armi, rimaste per molto tempo poco note e apprezzate.

Bisogna innanzitutto sottolineare come siano state proprio le armerie dinastiche i primi veri musei. Venivano catalogate le armi , descritte ed esposte per essere ammirate non solo dai proprietari. Motore, forse, la presenza femminile che desiderava mettere in luce nelle occasioni pubbliche le proprie ricchezze e culture. Cui solo in seguito si aggiunsero raccolte di antichità.

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Elmi, spade, corsaletti, balestre, armature intere, armi bianche e da fuoco svelano le straordinarie collezioni di Castel Sant’Angelo e di Palazzo Venezia, restaurate e riordinate per questa esposizione. Insieme a una serie di importanti prestiti internazionali.
Nucleo centrale è la collezione Odescalchi, che non è però di origine dinastica. Ma nata dalla passione del principe Ladislao nell’800 e donata con i suoi 2000 pezzi nel 1959 al Museo Nazionale di Palazzo Venezia.

Nel Rinascimento italiano le armi assunsero una valenza totalizzante. Le XI sezioni della esposizione illustrano come oltre ad essere mezzi per colpire e difendersi, fossero strumenti per ribadire la rilevanza sociale. Assolvevano ad una pluralità di intenti e significati. Iconografici, simbolici, rituali, iconici. Le spade ad esempio erano simbolo dell’amministrazione della giustizia, inclusa quella degli uomini di Chiesa.
E in questo contesto si inserisce la storia dell’arte. Disciplina che riconosce le armi come manufatti di alto artigianato, in alcuni casi pari all’oreficeria. Far decorare le armature con simboli religiosi o cromie distingueva in battaglia chi le indossava e aveva anche il significato di allontanare la mala sorte. Tra i soggetti più amati prevaleva infatti il Gorgoneion. Ma l’arma poteva essere anche da celebrazione, per le parate, per i tornei, per l’arte venatoria.
Manufatti qui presentati per la loro capacità di mostrare la connessione con il tessuto sociale in cui nascevano, con le liturgie laiche della società aristocratico militare. Armi alle quali va riconosciuto, come già sottolineato, anche il ruolo di motore della ricerca scientifico-tecnologica.

Un intreccio complesso quello tra armi e uomini, mitologia e rappresentazione del potere. Da ammirare in ambienti così particolari come Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia in cui l’allestimento diviene un punto di forza che favorisce una migliore lettura delle opere in mostra e degli spazi storici che le ospitano.

ARMI E POTERE nell’Europa del Rinascimento


Castel Sant’Angelo
Lungotevere Castello 50 – 00193 Roma
Orario: h. 9,00 – 19,00
Fino al 9 settembre dal giovedì alla domenica h. 9,00 – 23,30

Palazzo Venezia
Piazza di S.Marco 49 – 00186 Roma
Orario: Martedì – domenica h. 8,30 – 19,30

Biglietto: unico intero € 15,00 – Ridotto € 7,50
Telefono: 06.32810410
www.art-city.it

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