Atac, al via i licenziamenti legati all’inchiesta su Parentopoli

Atac, al via i licenziamenti legati all’inchiesta su Parentopoli
aprile 19
17:06 2017
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L’Atac ha comunicato di aver fatto partire 33 lettere di licenziamento per dirigenti, quadri e impiegati assunti per mere logiche clientelari dando corso a quanto richiesto dal Tribunale di Roma

La data del 19 aprile 2017 è di quelle da ricordare. L’Atac ha, infatti, comunicato di aver dato corso a quanto richiesto dal Tribunale di Roma, che, al termine dell’inchiesta sulla “Parentopoli romana”, aveva invitato l’Azienda dei Trasporti romana a “provvedere al ripristino della legalità”. Così, nella giornata di mercoledì 19 aprile, i vertici aziendali hanno comunicato ai dipendenti interessati l’immediata cessazione del rapporto di lavoro per nullità. Il licenziamento riguarda 33 assunti che ricoprivano tutti cariche amministrative: trattasi di dirigenti, quadri e impiegati le cui assunzioni – secondo quanto si legge nelle 125 pagine di motivazione della sentenza di condanna di 4 dirigenti ai vertici dell’azienda – erano state fatte “per mere logiche clientelari e in violazione di legge, senza alcuna valutazione dei requisiti minimi professionali richiesti da ogni profilo lavorativo.

Dunque, si chiude in questa maniera una vicenda iniziata oltre sei anni fa, quando ad amministrare Roma Captale vi era il sindaco Gianni Alemanno. E’ in quel periodo che scoppiò il caso di “Parentopoli”, con le assunzioni di mogli, figli, amiche e parenti in genere, di esponenti politici legati alla destra romana. Nelle loro motivazioni, i giudici avevano scritto che “diventa doveroso da parte dei soggetti competenti provvedere al ripristino della legalità“. E la risposta dell’Atac non si è fatta attendere, facendo partire 33 lettere di licenziamento. La volontà di allontanare queste persone era già stata manifestata dall’dei trasporti romana a fine marzo, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza. “La decisione dell’Atac – si legge nel comunicato diffuso dall’azienda – è arrivata al termine dei doverosi approfondimenti tecnico-giuridici sulle posizioni lavorative ancora presenti in azienda fra quelle dichiarate dal Tribunale ‘non solo illegittime ma anche illecite'”.

Dopo tanto marciume, quindi, finalmente sembra esserci anche per la Capitale un primo spiraglio di luce, sul cammino che porta ad un totale ripristino della legalità.

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