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Beethoven senza pari all’Auditorium Parco della Musica

Beethoven senza pari all’Auditorium Parco della Musica
luglio 12
10:00 2012

 Intitolato con un felice gioco di parole, la settimana scorsa si è tenuto il primo concerto dell’evento di musica classica del mese: “Beethoven senza pari”. L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Carlo Rizzari in tre concerti con replica, esegue per il pubblico della Cavea dell’Auditorium le sinfonie dispari di Ludwig van Beethoven. Ovvero la Prima, la Terza, la Quinta, la Settima e la Nona. L’obiettivo è rivolto al grande pubblico, soprattutto ai giovani. Si tratta di brani rivoluzionari del repertorio sinfonico e allo stesso tempo tra i più celebri e popolari, e proprio per questo ideali ad avvicinare all’ascolto. La scelta è andata sulle Sinfonie dispari anche e soprattutto perché sono travolgenti e vibranti, rispetto alle pari più riflessive, ed esprimono appieno le caratteristiche di Beethoven, oltre a essere rappresentative delle innovazioni determinanti apportate dal compositore al genere sinfonico.

Le Sinfonie numero 1 e 5 sono state eseguite nel concerto di mercoledì 4 luglio e in replica giovedì 5. Il programma prevede altri quattro incontri. Le Sinfonie 3 e 7 mercoledì 11, in replica giovedì 12, e la Sinfonia 9 il 18 e il 19. Alla bacchetta c’è Carlo Rizzari, direttore siciliano, assistente di Antonio Pappano, che vanta importanti direzioni sia in campo sinfonico che in quello lirico.

Nella Prima Sinfonia è evidente ancora l’influenza di Mozart e di Haydn, ma già nel finale è possibile ascoltare la prima parte della rivoluzione che Beethoven apporta al genere. I colpi di trombe e timpani, quasi militari, esplodono rompendo con il passato e portando la Sinfonia fuori dal Settecento. La Quinta è la Sinfonia per eccellenza, è uno dei brani di musica più conosciuti di sempre e definisce i tratti grandiosi che vengono associati al suo autore. La Quinta si dispiega svelando un percorso emotivo, la manifestazione di una situazione di conflitto, il passaggio attraverso di essa e il successivo superamento di questi tormenti. La musica sembra rivelare delle scene, “procedendo con montaggi da cinema”, come ha definito il linguaggio musicale del compositore tedesco lo stesso Carlo Rizzari. La sua direzione è fortemente espressiva, attenta al ritmo, sobria, non si lascia trascinare dalla velocità e dall’enfasi. Caratteristica di queste esecuzioni è l’espressività, il suono ricercato da Rizzari è fermo, ma non brusco, diretto per dare risalto a tutte le voci e alla complessità della partitura.

Il prossimo appuntamento è per mercoledì 11 con le Sinfonie 3 e 7.