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Al Vittoriano l’abbondanza rubensiana dei corpi nelle opere di Botero | RECENSIONE

Al Vittoriano l’abbondanza rubensiana dei corpi nelle opere di Botero | RECENSIONE
maggio 09
12:07 2017
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Forma, colore, volume. La cifra stilistica di Fernando Botero che 50 opere esposte al Complesso del Vittoriale ci mostrano fino al 27 agosto 2017.
L’occasione per avvicinarsi in maniera diversa ai lavori del pittore colombiano. Guardare il suo percorso con una visione d’insieme che esalta e chiarifica la sua ricerca in un allestimento che segue criteri tematici.

Un’opera riconoscibile per uno stile inconfondibile. Forme abbondanti, linguaggio ridondante e originale che accentua i volumi e la plasticità tridimensionale.
Botero dilata le forme come atto funzionale per far comprendere anche l’importanza del colore, steso in grandi campiture piatte, uniformi, senza contorni e ombreggiature.
Colori brillanti che riportano alla memoria l’America Latina dove non c’è posto per le sfumature e anzi si favorisce l’esuberanza delle strutture.

Come in Le sorelle, La strada, dipinti della sezione Vita latino-americana, che risentono dei racconti e del clima della sua terra natale, in cui continua a rispecchiarsi e trarre alimento.
Le tavole policrome dell’arte coloniale, l’arte popolare, quella precolombiana.
Il tutto coniugato con la cultura occidentale, incontrata e amata in Giotto, Mantegna, Velasquez, Goya.
E ricrea alla sua maniera e reinterpreta dipinti celeberrimi con benevola ironia, cercando di ricrearne lo spirito.

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Fa scompare nelle sue tele la dimensione morale e psicologica.
I Nudi sono privati di qualsiasi malizia. I corpi, nonostante l’abbondanza, risultano ammantati da una straordinaria grazia, con una sensualità avvolgente.
Il concetto di abbondanza è fortissimo anche nelle Nature morte dove si percepisce la dolcezza delle forme.

Un quadro diviene un ritmo di volumi colorati dove l’immagine assume il ruolo di pretesto, sostiene l’artista. Il piacere viene dall’esaltazione della vita, e la sensualità nasce dall’esaltazione della forma.
La deformazione deriva da una inquietudine estetica, ha una ragione stilistica.

Se un quadro di Botero può indurre al sorriso, la visione di questa mostra annulla l’effetto comico. Si scopre un universo più complesso. Un senso di nostalgia e smarrimento cattura il cuore dell’osservatore. Qualsiasi personaggio è distaccato. Privo di stati d’animo riconoscibili.

Non fa satira l’autore, non esprime mai un giudizio. Caratteristica dei dipinti dedicati al potere, ai politici. Non esprime valutazioni, ad attrarlo è l’eleganza multicolore degli abiti sgargianti dei rappresentanti del potere, lo sfarzo barocco degli ambienti. Il giudizio è a carico dell’osservatore, che non può che provare emozioni forti.

Opere di qualsiasi luogo e di qualsiasi tempo quelle di Fernando Botero. Un apolide che ha anticipo di decenni l’attuale visione globale di un’arte senza più steccati e confini.

BOTERO

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
Via San Pietro in Carcere  00186  –  Roma
Orari: lunedì – giovedì    9,30 – 19,30; venerdì – sabato  9,30 – 22,00; domenica ore 9,30 – 20,30
Biglietti: Intero € 12,00 – Ridotto € 10,00
Tel. 06 8715111
www.ilvittoriano.com

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