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Bullismo, fenomeno in crescita e campanelli d’allarme | FOCUS

Bullismo, fenomeno in crescita e campanelli d’allarme | FOCUS
febbraio 20
10:37 2017

Un approfondimento sul tema del bullismo come fenomeno sempre attuale ed in crescita che coinvolge bambini e ragazzi giovanissimi in situazioni di disagio nelle quali vittime e bulli devono essere aiutati

Il 7 febbraio 2017 si è celebrata anche in Italia –  in contemporanea con la giornata europea della sicurezza in rete il Safer Internet Day – la Giornata nazionale contro il bullismo. Una giornata sicuramente importante per riflettere su un fenomeno che ha visto negli anni una notevole crescita, evolvendosi nelle più moderne forme di cyberbullismo. Ma, come per tutte le cose, non bisogna limitarsi a trattare l’argomento solo una volta ogni 365 giorni. Da qui, l’esigenza di Roma da Leggere di trattare un tema attuale, delicato e quotidiano come quello del bullismo, anche al di fuori del periodo di concentrazione dei principali mass-media. Perché più se ne parla e maggiori sono le possibilità di contrastare determinati fenomeni comportamentali

Che cos’è il bullismo e quali sono i dati della sua diffusione

Per bullismo si intende un comportamento violento ed intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, che prevede atti di prevaricazione messi in atto nel tempo da parte di un adolescente o da un gruppo nei confronti di un altro coetaneo.

Il bullismo può mostrarsi in forma diretta, tramite violenze fisiche o psicologiche, oppure, in forma indiretta, danneggiando la vittima nelle sue relazioni sociali, favorendo l’isolamento e l’esclusione. Quando le azioni di bullismo si verificano attraverso Internet si parla di cyberbullismo.

Secondo i dati del Centro Nazionale di Ascolto del Telefono Azzurro, nell’anno 2015/2016 sono stati gestiti 270 casi di violenze (sul totale di 2055 dei casi gestiti dall’Associazione), dove per il 60% di questi si è trattato di richieste di aiuto in seguito ad atti di bullismo, mentre per il 10% dei casi si è trattato di cyberbullismo; fenomeno che vede una più alta concentrazione al nord nel 57% dei casi.

L’età delle vittime si sta abbassando; le violenze riguardano bambini sempre più piccoli. I dati evidenziano che più di 1 caso su 4 di bullismo riguarda bambini, mentre 1 caso su 2 riguarda preadolescenti e solo 1 caso su 6 coinvolge adolescenti.

I segnali per capire se tuo figlio è un bullo

Per riconoscere i segnali che costituiscono un campanello di allarme, la psicoterapeuta Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb ha rilevato i comportamenti più comuni che contraddistinguono la figura del bullo.

Tra le caratteristiche del bullo spiccano la spavalderia e la negazione delle proprie fragilità, con comportamenti impulsivi che si traducono in forme di prevaricazione. Spesso però, si è soliti vedere anche atteggiamenti diametralmente opposti, come lunghi silenzi e forme di risentimento nascoste. Chi commette atti di bullismo è anche una persona sola, incapace di esprimere i propri stati d’animo nel modo giusto, che cerca di essere compresa.

Spesso gli autori delle violenze hanno imparato a sottomettere gli altri dalla loro storia familiare. Si tratta di persone che hanno subito umiliazioni o vessazioni dai genitori o dagli educatori. In questo contesto il bullo si sente legittimato ad usare la violenza perchè per primo l’ha subita.

I bulli spesso provano imbarazzo e fuggono da gesti di affetto da parte dei familiari. Sono soliti rifugiarsi nell’utilizzo eccessivo delle rete e dei social come mezzi per affermare il proprio potere e la stima personale, sottomettendo persone più deboli. Le chat e i social educano i ragazzi ad un potere virtuale ed impersonale, che non passa più per la negoziazione dei sentimenti, in rete ogni reazione viene attutita dalla distanza e genera una percezione differente.

Infine, le forme di violenza e prevaricazione nascono da una mancata educazione al rispetto delle regole. Se il desiderio di ottenere qualcosa non incontra nessuno ostacolo, anche di fronte ad atteggiamenti prepotenti, per l’individuo sarà normale pensare che tutto è concesso. Il bullo sarà portato ad ignorare anche la regola che prevede il rispetto dell’altro.

Come combattere il fenomeno del bullismo

Il Centro Nazionale di Ascolto del Telefono Azzurro mette a disposizione un servizio di ascolto e consulenza attraverso la linea telefonica 1.96.96 (attiva 24 ore al giorno), dedicata a bambini e ragazzi fino ai 18 anni e alle loro famiglie.

Dopo aver analizzato la problematica del singolo caso, l’obiettivo è quello di guidare i ragazzi e le famiglie verso la risoluzione degli episodi di bullismo; lavorando sull’autostima e sulle risorse individuali come punto di forza nel contrastare la debolezza su cui fanno leva le violenze. Successivamente si cerca di coinvolgere i genitori in qualità di punto di riferimento del bambino/adolescente per guidarlo in un percorso volto alla consapevolezza giusta per poter affrontare il problema.

Il bullismo è una fenomeno che non deve essere sottovalutato, coinvolge sempre più ragazzi e bambini, i quali hanno bisogno di un punto di riferimento stabile, ruolo fondamentale che deve essere ricoperto dalla famiglia e dagli educatori.