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Cambiamenti climatici, Univerde chiede un Piano di Adattamento

Cambiamenti climatici, Univerde chiede un Piano di Adattamento
settembre 13
19:06 2017
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Si è tenuta il 12 settembre 2017 a Palazzo Madama un’ importante conferenza sui cambiamenti climatici. La fondazione Univerde ha chiesto al Governo l’approvazione di un Piano di Adattamento. A 10 anni dall’unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici l’Italia non può più aspettare. Tragedie annunciate ed evitabili come quelle di Livorno devono finire. Tanti interventi e dati per comprendere e analizzare la situazione del nostro Paese

 

Come è possibile perdere ancora la vita nel 2017 per le conseguenze di un alluvione? La Tragedia di Livorno del 10 settembre 2017 mostra ancora una volta gli esiti di un disastro naturale frutto dei repentini cambiamenti climatici ai quali però l’Italia non riesce a far fronte per la mancanza di un Piano di Adattamento.

Questo è il tema principale portato avanti martedì 12 settembre 2017 durante la Conferenza tenutasi nella   Sala Caduta di Nassirya a Palazzo Madama.

Su iniziativa della Senatrice Loredana De Petris, la fondazione Univerde ha celebrato il decennale dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici tenutasi nel 2007.
Fu allora che il Ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, oggi presidente di Univerde, portò per la prima volta all’attenzione delle istituzioni il pericolo dei cambiamenti climatici.

10 anni di ritardo sulla questione del clima

Avere perso dieci anni è stato un crimine, ora basta ritardi. Fenomeni estremi come bombe d’acqua e alluvioni stanno stravolgendo lo scenario climatico del Paese e il recente disastro di Livorno ci ricorda che le nostre città sono vulnerabili ai pericoli.

Così il Presidente di Univerde attacca le istituzioni. Colpevoli di non aver mai preso questo tema come una priorità, consentendo negli ultimi 10 anni a eventi naturali, perfettamente evitabili, di trasformarsi in stragi e tragedie.

La Presidente di Legambiente Rossella Muroni  sottolinea a questo proposito che nella sola estate 2017 sono stati 126 i comuni colpiti da siccità e incendi, dimostrando come ” l’Italia sia uno dei paesi più soggetto ai cambiamenti climatici e dunque più a rischio”.

Qualche dato sui cambiamenti climatici

Mettiamo a confronto i dati raccolti in questo decennio 2007-2017 dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

  • Territori interessati da forte criticità idrogeologica:     10% (2007) e 19,4% (2017);
  • Popolazione esposta a rischio frana:    992.403 abitanti (2007) e 1.124.679 (2017);
  • Temperatura media (rispetto al trentennio 1960-1990):    +1 C° (2007) e +1,58 C° (2017);
  • Aree legate al fenomeno della desertificazione:    40% (2017).

In particolare il dato sulla temperatura risulta incredibilmente significativo se si considera che nell’ultimo secolo la temperatura della superficie del pianeta è aumentata in media di 0.6 C°

Ciò sottolinea come l’area del Mediterraneo sia una zona molto sensibile ai cambiamenti climatici e come, per logica conseguenza, l’Italia rappresenti uno dei paesi più vulnerabili.

Le richieste della Conferenza

In che modo dunque l’Italia può tutelarsi e affrontare il problema dei cambiamenti climatici?

La fondazione Univerde chiede a gran voce al Governo di approvare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, già pronto dal 2015, ma entrato in consultazione solamente il 3 agosto 2017.

Il documento ha lo scopo di creare un quadro generale della situazione del nostro Paese. Cercando di prefigurare scenari futuri, riconoscere le fragilità del territorio e suggerire possibili interventi.

Vengono individuati, inoltre, quattro obiettivi principali:

1) contenere la vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali ed economici agli impatti dei cambiamenti climatici;
2) aumentare la capacità di adattamento degli stessi;
3) migliorare lo sfruttamento delle opportunità;
4) favorire il coordinamento delle azioni a diversi livelli (nazionale, regionale e locale).

Già 26 paesi europei possiedono un Piano di Adattamento mentre 12 addirittura possiedono già un Sistema avviato. Questo sta a riprova di come le “Istituzioni siano stupide”: così le definisce, in un intervento alla Conferenza, il Direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio. Poiché, pur avendo gli strumenti e le conoscenze in grado di mitigare e di contenere gli effetti dei cambiamenti climatici, nessun provvedimento è stato ancora preso.

L’opinione pubblica

Nonostante la politica non sia riuscita in questi 10 anni ad a considerare come vitale la problematica dell’Adattamento, la stessa cosa non si può dire per gli italiani.

La popolazione infatti ha dimostrato un interesse sempre maggiore nei confronti dei cambiamenti ambientali dovuto ai chiari segnali lanciati dall’ambiente e dal territorio. Ma anche, come fa notare il Presidente dell’ ISPRA Stefano Laporta, grazie all’opera di divulgazione operata sia attraverso conferenze di questo genere, sia attraverso i media e infine anche alla pubblicazione di dati da parte dei vari enti.

Fondamentale infatti è, secondo Valerio Giannubile, rappresentante di “Isola della Sostenibilità”: “portare la tematica e il dibattito sulla questione ambientale e climatica a livello di opinione pubblica”.

Insomma, mentre 10 anni fa quasi nessuno affrontava la tematica ambientale, oggi è al centro di molti dibattiti anche tra gli italiani. Dimostrando che mentre la politica, l’amministrazione e la burocrazia sono rimaste indietro in realtà la mentalità del Paese è andata avanti.

Conclusioni

“Sono stati persi dieci anni dall’allarme lanciato nel settembre 2007 e ora occorre approvare subito il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. E’ ora che il Governo prenda tale questione come una priorità”, ha dichiarato la Sen. Loredana De Petris.

Mentre Pecoraro Scanio invita ancora una volta la politica a “non soffermarsi sul problema del giorno ma a puntare lo sguardo più in avanti”, evitando di perdere di vista i problemi del futuro.

 

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1 Commento

  1. Irene
    Irene settembre 14, 19:48

    Vi leggo sempreee Ho imparato come commentare! ciaooo Non sono un robot hihihihi Come faccio a non farlo piu?

    Rispondi a questo commento

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