Roma da Leggere

News

Venezia, Londra, Roma nei dipinti e nei disegni di Canaletto 1697-1768 | RECENSIONE

Venezia, Londra, Roma nei dipinti e nei disegni di Canaletto 1697-1768 | RECENSIONE
aprile 20
10:43 2018

Le opere di Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto, che ha rivoluzionato il genere della veduta impregnandola di una nuova poesia a Palazzo Braschi fino al 19 agosto 2018

È ricomposta per la prima volta la tela Representation of Chelsea College e la si può ammirare fino al 19 agosto 2018 al Museo di Roma Palazzo Braschi nella mostra Canaletto 1697-1768.

Strana storia quella della tela, finita nel 1751 e successivamente tagliata in due, forse per la difficoltà di venderla a causa della sua dimensione. I tentativi di riunirla sono stati condotti fin dal 1996 da Alastair Lang, curatore del Nationals Trust, cui appartiene una delle parti. Grazie all’accordo con il Governo cubano e col Museo Nazionale dell’Avana, dove è esposta la parte destra del dipinto, si può valutare oggi l’intera veduta di Chelsea da Battersea, come l’aveva progettata il Canaletto.

Ma comincia da lontano il racconto di Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto, che questa grande retrospettiva celebra ricordando il 250° anniversario della morte del pittore veneziano. Viene presentato il più grande nucleo di opere esposto in Italia. 42 dipinti, 9 disegni, 16 libri e documenti d’archivio. Quadri che si integrano con gli splendidi ambienti di Palazzo Braschi.

La storia del Canaletto

Si parte della prima citazione per esteso del nome del Canaletto, in due libretti di opere di Alessandro Scarlatti messe in scena per il carnevale del 1720, proprio al teatro Capranica di Roma. Inizia giovanissimo a collaborare con il padre Bernardo alla realizzazione di fondali per le opere teatrali allestite a Venezia. La pennellata veloce, i forti contrasti di luce e la prospettiva sono la sua prima maniera.
A Roma arriva nel 1719 dove in 23 piccoli fogli disegna i monumenti dell’antica Roma, uno dei quali è copiato dal fratello maggiore Cristoforo ed è in mostra. La piramide di Caio Cestio e la porta di San Paolo. E dipinge i capricci archeologici, vedute ottenute mediante la combinazione di elementi reali e fantastici, come il Capriccio notturno con ponte. Diviene il giovane rivoluzionario del capriccio storico.
Il ritorno a Venezia comporta un lungo periodo di sperimentazione di nuovi soggetti e l’elaborazione di una tecnica che rende con naturalezza l’architettura stessa della città. Inizia la produzione di vedute. Utilizza la camera ottica e l’uso di questo strumento meccanico lo avvicina al fervido clima dell’Illuminismo. Figlio del Secolo dei lumi, è soggiogato dalle nuove scoperte di Newton sulla composizione della luce e dalle teorie di spazio e tempo assoluto e relativo. Lavora sulla luce, sulla sua intensità, sulle sue gradazioni. Modifica la prospettiva per fini espressivi. Dà importanza all’aspetto architettonico, con le figure in funzione subordinata, con la dovizia di particolari. Conquista la realtà componendo dettagli che hanno intenzione di ricordare luoghi della mente.

Incorrect URL attribute definedGuarda la gallery di CANALETTO 1697-1768 e continua a leggere

Questo slideshow richiede JavaScript.

La costruzione dell’immagine di Venezia lo rende celebre in tutta Europa tanto da suggellare il suo successo nel collezionismo internazionale. L’aristocrazia britannica è tra i suoi maggiori committenti. L’acquisto o la commissione dei dipinti del Canaletto diveniva un irrinunciabile prestigio per ogni gentleman del Grand Tour.
Si trasferisce in Inghilterra forse per cercare in loco la clientela. I nove anni trascorsi a Londra sono un periodo di creatività feconda a contatto con una realtà urbana, climatica e storica profondamente diversa da quella da lui conosciuta. Le vedute sono più panoramiche di quelle veneziane, con un orizzonte più ampio, con una tendenza a una certa monocromia.
Tornato a Venezia compone opere innovatrici in formato verticale che raccontano la vita veneziana, ma con una nuova sensibilità. Dopo essere stato accolto tardivamente nell’Accademia, perché il vedutismo era considerato un genere minore, muore quasi in povertà.

La critica su Canaletto

Come la sua vita, anche il giudizio critico sul Canaletto ha subito nei secoli uno stravagante percorso. Esaltato dai contemporanei, la sua figura ha sofferto del pregiudizio limitativo di pittore fotografo. Il momento meno positivo è stato raggiunto nell’800 con la famosa stroncatura del critico inglese John Ruskin, che poco apprezzava l’arte dell’illuminista. Ma nel 1946 Roberto Longhi riscopre e sottolinea la grandezza assoluta del pittore, quale quella di uno dei più grandi artisti del Settecento italiano.

A Palazzo Braschi le otto sezioni della mostra sono un vero e proprio dossier sulla personalità e la creatività del Canaletto. Permetteranno di apprezzarne l’opera nella sua interezza e di produrre nuove conoscenze ed emozioni sul pittore.

CANALETTO 1697 – 1768

Museo di Roma Palazzo Braschi
Piazza Navona 2 – Piazza San Pantaleo 10, 00186 – Roma
Orario: da martedì a domenica h. 10 – 19
Biglietti: Intero €. 11,00 – Ridotto € 9,00
Tel. 060608
www.museodiroma.it

Tags
Condividi

0 Commenti

Ancora nessun Commento!

Non ci sono commenti per ora, vuoi aggiungere uno?

Scrivi un commento

Scrivi un Commento