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A Palazzo delle Esposizioni una retrospettiva su Cesare Tacchi

A Palazzo delle Esposizioni una retrospettiva su Cesare Tacchi
febbraio 07
22:37 2018
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Fino al 6 maggio 2018 il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita una grande mostra monografica su uno dei suoi figli, Cesare Tacchi. Circa 100 opere a documentare un percorso tanto creativo quanto esistenziale dell’artista romano.


 “Sentire… Se dipingete chiudete gli occhi e cantate” (Pablo Picasso) è il titolo di un grande dipinto esposto da Cesare Tacchi alla Galleria La Tartaruga nel 1975 per una mostra personale che voleva confermare la sua dimensione e maturità artistica. Quel “sentire” che, seppur rubato alla storia dell’arte, sembra davvero, allora come oggi, voler significare tutto il molteplice paesaggio artistico che, per senso come per atto,  fin dai primi anni ’60 l’artista romano è andato costruendo nel suo percorso creativo.

Per questo motivo Roma, sua città natale, rende omaggio al  figlio artista Cesare Tacchi, a poco più di tre anni dalla sua scomparsa, con la mostra monografica Cesare Tacchi. Una retrospettiva, visibile dal 7 febbraio al 6 maggio 2018 presso le sale di Palazzo delle Esposizioni.

Il percorso della mostra, suddiviso cronologicamente, presenta più di 100 opere della produzione di Tacchi, a dimostrazione delle sue poliedriche capacità artistiche e di metodo. Dai primi poco conosciuti lavori degli esordi alle tele smaltate della “realtà della immagine”, fuoco centrale per una intera generazione affaccendata nella critica della nuova civiltà di massa; dai dipinti estroflessi ed imbottiti, le cosiddette “tappezzerie“, nella definizione di una realtà particolare, se si vuole “familiare” nel corredo floreale di questa tappezzeria dolce e suadente, sfumata dall’artista di un forte senso di disillusione e felicità tra coppie di amanti e amichevoli incontri. Incontro che sembra essere il fil rouge che trasporta lo spettatore all’interno di ambienti corredati da sculture in vilpelle, non oggetti d’uso a detta dello stesso Tacchi, quanto oggetti-quadri raffiguranti elementi di arredo impossibili, quali poltrone inutili piuttosto che porte o sedie incongrue, che gettano il seme di una nuova relazione tra l’opera stessa ed i suoi destinatari.

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Dunque si presenta una selezione significativa di opere si stampo concettuale realizzate da Cesare Tacchi nei primi anni Settanta. Introdotta dalla nota performance Cancellazione d’artista, compiuta in occasione della rassegna “Teatro delle mostre” alla Galleria La Tartaruga di Roma nel maggio del 1968, la nuova fase espressiva di Tacchi si mescola tra la sperimentazione comunicativa del linguaggio fino alla testimonianza artistico-ieratica di una pratica che fa dell’azione rituale uno strumento di riappropriazione del proprio corpo, degli strumenti dell’arte e dell’altro da sé.

L’ultima sala della retrospettiva mostra i grandi dipinti realizzati da Tacchi negli anni Ottanta, espressioni di un linguaggio che da testimone esemplare della sperimentazione assoluta e della pratica artistica, solitario e misterioso Uccel di bosco (1982), si rinnova in uno Spirito dell’arte (1990) assoluto, concentrato strenuamente nella continua ricerca espressiva della dialettica della vita.

 

Cesare Tacchi. Una retrospettiva

7 febbraio – 6 maggio 2018
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – 00186 Roma
Orari: dal martedì alla domenica ore 10,00 – 20,00; venerdì e sabato ore 10,00 – 22,30.
Prezzi: biglietto intero € 10;  ridotto € 8.
Tel. 060608
www.palazzoesposizioni.it

 

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