Roma da Leggere

News

Chikungunya, stop alle donazioni di sangue a Roma. Cosa c’è da sapere sulla malattia da puntura di zanzara

Chikungunya, stop alle donazioni di sangue a Roma. Cosa c’è da sapere sulla malattia da puntura di zanzara
settembre 16
19:52 2017

Nuovi 17 contagi di Chikungunya nell’ultima settimana. A Roma è allerta, con disinfestazioni straordinarie e stop alle donazioni nel sud-est della Capitale

Continua a salire la preoccupazione riguardo al virus Chikungunya a Roma e nel Lazio.

E’ arrivato infatti a 47 il numero dei casi accertati di contagio nella regione: 1 a Latina, 6 a Roma e ben 40 ad Anzio.

Sebbene non sia la prima volta che questo virus colpisce l’Italia- c’era già stato un focolaio in Emilia Romagna nel 2007-, tuttavia stavolta la situazione sembra essere più grave.
Esiste infatti una notevole differenza tra l’epidemia registrata nel Lazio e quella in Emilia di 10 anni fa: l’autoctonia del virus.
Gli esperti descrivono questo focolaio epidemico come nato in Italia e non- come fu in Emilia-proveniente dall’Africa.
Tutto ciò a causa delle roventi temperature estive degli ultimi tempi che hanno contribuito, insieme ai territori paludosi, a creare l’habitat perfetto per la vita e la riproduzione dei veicolo di questo virus: La zanzara.

Vediamo ora tutto ciò che c’è da sapere sulla Chikungunya e sui provvedimenti presi a Roma per arginare la diffusione della malattia.

Chikungunya, la malattia trasmessa dalla puntura di zanzare infette

La Chikungunya è una malattia febbrile e virale causata dall’omonimo virus.

Il nome deriva dalla lingua makunde e fu coniato durante un grave epidemia in Tanzania nel 1952. Letteralmente significa “ciò che piega o contorce” in riferimento ai forti dolori articolari causati dalla malattia.

La Chikungunya è trasmessa attraverso la puntura di zanzare infette– specialmente la zanzara tigre- e presenta due fasi dopo un periodo di incubazione di 2-4 giorni:

  • Fase 1. Dura 6-10 giorni; il paziente presenta febbre, cefalea e forti dolori articolari che lo costringono praticamente all’immobilità;
  • Fase 2. Dura 2-3 giorni; il paziente presenta un esantema (compaiono su tutto il corpo piccoli puntini rossi che causano prurito) e alla fine la malattia si risolve spontaneamente anche se i dolori articolari possono persistere per vari mesi.

Il trattamento della malattia si basa principalmente sul controllo dei dolori articolari mentre l’unico vaccino previsto è riservato al personale medico e di laboratorio.  Di notevole importanza è l’azione di prevenzione delle punture di zanzara si a livello individuale sia collettivo con disinfestazioni urbane.

Situazione e provvedimenti per la Chikungunya

Quest’estate il focolaio individuato tra Anzio e Nettuno ha catturato subito l’attenzione delle autorità e, a differenza dei casi passati, anche l’interesse dell’Europa vista la velocità della diffusione.

Nell’ultima settimana infatti tra Anzio e Roma sono stati accertati ben 17 casi di contagio. La Capitale ha preso tempestivi provvedimenti per arginare l’epidemia attraverso interventi di disinfestazione nelle aree di contagio segnalate dalla ASL su suolo sia pubblico che privato, come ha annunciato in un comunicato l’Assessore all’ambiente Pinuccia Montanari.

Il provvedimento più importante riguarda però lo stop alle donazioni di sangue diramato con un’ordinanza del sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi.

La decisione, presa in accordo con il Centro Nazionale Sangue e la Regione Lazio, prevede il blocco delle donazioni nelle zone colpite dall’epidemia a causa dell’impossibilità di stabilire dal sangue la presenza del virus. E’ infatti sconosciuta l’effettiva possibilità di contagio interumano (ovvero attraverso il sangue oppure per via aerea).

Le Aree interessate allo stop sono quelle coperte dalla ASL2 che copre la zona sud-est di Roma con più di 1,2 milioni di abitanti.
Per tutte le altre aree della Capitale la donazione sarà ancora consentita ma con un periodo di quarantena di 5 giorni delle sacche di sangue, in cui si accerterà la salute del donatore.

Nonostante questi provvedimenti l’allerta rimane alta soprattutto nella Capitale che rappresenterebbe un trampolino di lancio perfetto per la diffusione della malattia in tutta Italia senza un’accurata opera di trattamento e contenimento dell’epidemia.