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C.I.A.O. onlus, per non avere paura dei colori

C.I.A.O. onlus, per non avere paura dei colori
luglio 05
18:07 2015

Dall’insegnamento dell’italiano per stranieri di una scuola di Acilia, nel 2008 nasce C.I.A.O. onlus Centro per Integrazione, Accoglienza e Orientamento. Un’associazione che negli ultimi anni ha allargato le sue attività ad ogni tipo di progetto di inclusione sociale, dal teatro, allo sport, ai corsi nelle scuole, fino alla Festa dell’Arcobaleno, che coinvolge ogni anno l’intera cittadinanza

Partire dall’insegnamento agli stranieri per arrivare a diffondere il concetto di integrazione e accoglienza anche agli italiani. C.I.A.O. onlus nasce nel 2008 dall’unione di alcuni insegnanti che, dopo anni di attività nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano agli stranieri, decidono di costituirsi in associazione. «C.I.A.O. Centro per Integrazione, Accoglienza e Orientamento – spiega Flavio Tannozzini, uno dei fondatori dell’associazione e attuale Vicepresidente – ha origine dalla precedente esperienza della scuola Effathà», una scuola di italiano per stranieri presente dal 1999 presso il Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto ad Acilia.

«L’obiettivo primario  – continua Tannozzini – è sempre stato quello di integrazione e accoglienza» – continua – che nel tempo, ha ampliato il suo raggio d’azione, coinvolgendo, oltre alla lingua, molte altre attività. Da ormai 7 anni infatti presentano nei licei romani i corsi di educazione alla mondialità «i cui temi principali sono intercultura, globalità e gestione dei conflitti», spiega il Vicepresidente.

Un altro progetto che è stato realizzato nei mesi scorsi è il laboratorio teatrale del Lido di Ostia. Lo spettacolo realizzato dai ragazzi, «che hanno continuato a lavorare insieme anche quando il progetto era finito», commenta Flavio, verrà presentato domenica 5 luglio 2015, alla parrocchia San Giorgio di Acilia, durante un incontro di presentazione dell’associazione. Una piccola anticipazione dello spettacolo teatrale, che raccoglie anche il senso della compagnia CousCousXinjidoù: «Siamo tutti sulla barca di Enea, noi siamo i suoi compagni di viaggio, migranti clandestini in fuga da una città distrutta dalla guerra e che errano da anni per mare in cerca di una nuova patria. Siamo i futuri fondatori della civiltà di Roma. Ad un certo punto, di notte, Palinuro il nostro pilota cade in acqua e si perde tra i flutti… Noi sulla barca non abbiamo nulla per ricordarlo, allora ognuno racconta una storia del suo paese di origine per ricordare l’amico caduto in mare, di quell’uomo, Palinuro, oggi un promontorio porta il nome. Le gesta di quei migranti giunti nel lazio in barca sono rimasti nella nostra storia e mitologia, chi ricorda oggi i migranti che cadono in mare?».

Ultimo, ma non per importanza, è il progetto che coinvolge ragazzi stranieri, di diverse età e provenienze, maschi e femmine, ma anche diversamente abili, in una squadra di calcio. «Resto del Mondo – spiega Flavio – è presente da 5 anni e facciamo anche dei tornei. Si è rivelato un bellissimo esperimento di integrazione a 360 gradi».

Da tutte queste iniziative guidate dall’obiettivo univoco dell’integrazione, 7 anni fa è nata la Festa dell’Arcobaleno. «Al parco Arcobaleno ad Acilia – racconta il Vicepresidente – proprio 7 anni fa sono stati aggrediti e picchiati dei ragazzi del Bangladesh. Allora abbiamo deciso che era il momento di dare un segnale forte e abbiamo fatto la prima edizione della Festa dell’Arcobaleno, da nome del parco».La festa (la cui ultima edizione si è svolta domenica 6 giugno 2015 – ha come sottotitolo Io non ho paura dei colori, «perché – spiega Flavio – spesso la rabbia e l’odio nascono dall’ignoranza», intesa nel suo senso più puro. Per questo C.I.A.O. ha deciso di ripetere ogni anno la festa, per permettere alla comunità di Acilia «dove anni fa c’erano spesso casi del genere», di conoscere lo straniero, e viceversa, di far conoscere l’italiano, per un’integrazione sempre più profonda.

Guarda la photogallery della Festa dell’Arcobaleno 2015

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