Roma da Leggere

News

Come fare per… scrivere una tesi

Come fare per… scrivere una tesi
giugno 05
17:01 2014

Scrivere una tesi di laurea: guida pratica per lo studente per la scelta di argomento, relatore e tempi. Dall’indice alla bibliografia

Una laurea, al pari di un matrimonio o una nascita, non rappresenta soltanto un traguardo, ma un evento indimenticabile nella vita di studenti e familiari. Ecco perché è bene preparare in tempo e correttamente la propria tesi.

QUANDO INIZIARE A PENSARCI – Anche nei primi mesi di università! Se ci si confronta con un argomento che potrebbe costituire oggetto di interesse, è bene prenderne nota. Tornerà utile quando si dovrà presentare formalmente la proposta di tesi. Indicativamente, per un lavoro dignitoso, è bene cominciare, quanto meno a definire l’argomento, almeno 1 anno prima della discussione.

LA SCELTA DELL’ARGOMENTO – L’ideale è scegliere un argomento che appassioni, intrighi, incuriosisca o che, magari per motivi personali e/o familiari, abbia un significato anche emotivo. Una forte motivazione nella trattazione e approfondimento dell’argomento abbrevierà i tempi di elaborazione e farà sentire meno la stanchezza. Talvolta, può essere il relatore o la stessa Università a suggerire un argomento, magari perché finalizzato ad apportare un contributo in una ricerca già in corso. In questo secondo caso aumenta la visibilità e il prestigio del lavoro, ma a scapito dell’autonomia dello studente.

LA SCELTA DEL RELATORE – Il relatore si sceglie dopo aver definito l’argomento. E’ la figura che garantisce l’autenticità, l’originalità e il valore scientifico dell’elaborato e della metodologia utilizzata. Pertanto, deve essere un esperto della materia. E’ anche la persona che sosterrà lo studente in tutto il suo percorso e lo aiuterà a rimuovere qualsiasi tipo di ostacolo, anche di natura emotiva o psicologica. Ecco perché, è importante che venga scelto un relatore che si stimi e con il quale ci si sente in affinità.

LA TIPOLOGIA DI TESI  A seconda di finalità e metodi/strumenti utilizzati, si distingue tra:

tesi compilativa/descrittiva: contempla lo “stato dell’arte” rispetto all’argomento trattato, ovvero la letteratura esistente a riguardo. Per essere certi di aver raccolto tutte le informazioni disponibili, non è sufficiente consultare libri o manuali; occorre estendere la  ricerca anche alle pubblicazioni (su riviste nazionali e internazionali). Gli articoli possono essere cercati sulle banche dati on line dello specifico ambito professionale (es. Pubmed per le scienze sanitarie, Ipsoa per quelle giuridiche e fiscali, ecc.) Alcuni possono essere scaricati gratuitamente, altri si possono richiedere pagando con carta di credito. In ogni caso, gli abstract sono free e contengono gli elementi per rintracciare le biblioteche che ospitano la relativa rivista (un sito utile, a tal fine, è www.sbn.it, la rete delle biblioteche italiane).

– tesi sperimentale: può consistere nella presentazione di un progetto o di una ricerca. Il progetto può prevedere modifiche o alternative migliorative a ciò che è già esistente o essere totalmente innovativo. In entrambi i casi, è necessario contemplare uno spazio dedicato alla presunta stima economica del progetto. La ricerca, sia essa quantitativo o qualitativa, prevede la definizione di un’ipotesi e lo studio per ottenere dati che possano confermarla o confutarla. I requisiti essenziali di una ricerca sperimentale sono: domanda, ipotesi, campione, strumenti e metodi per la raccolta e l’elaborazione dei dati, discussione e conclusioni. Anche la tesi sperimentale, al pari della tesi compilativa, deve essere preceduta da una buona ricerca bibliografica di sfondo.

IL DIAGRAMMA DI GANTT  E’ una sorta di “tabella di marcia” che consente una pianificazione dettagliata delle attività da svolgere e dei tempi che si prevedono necessari per realizzarle. A questo, si può, volendo, aggiungere la matrice delle responsabilità: una griglia che include anche le diverse figure implicate nelle attività o alle quali rivolgersi per eventuali autorizzazioni (chi sceglie una tesi sperimentale deve fare i conti anche con tutti gli aspetti relativi al consenso informato, trattamento di dati sensibili e non, ecc.).  Preventivare obiettivi e scadenze da rispettare è l’unico modo per raggiungere la meta e non perdersi nei momenti di scoraggiamento.

L’INDICE Una prima stesura di indice serve a definire come strutturare la tesi. I primi capitoli devono introdurre l’argomento: descriverne la significatività e il contesto di riferimento, eventuali cenni storici e/o legislativi. I successivi saranno il cuore della tesi: nelle tesi compilative dovranno rappresentare lo stato dell’arte sull’argomento; in quelle sperimentali saranno dedicati alla presentazione del progetto o della ricerca realizzati. Le conclusioni, insieme all’introduzione, vanno scritte alla fine: devono riferirsi alle premesse iniziali e evidenziare il contributo originale del proprio lavoro. E’ opportuno anche scrivere un abstract di quanto elaborato. Questo è essenziale qualora, una volta discussa, si pensi di realizzare un articolo sulla propria tesi.

LA BIBLIOGRAFIA E LA SITOGRAFIA – Rappresentano i riferimenti delle fonti consultate. Il riferimento bibliografico di un libro deve contenere: Autore/i, titolo del libro, casa editrice, città e anno di pubblicazione. Il riferimento bibliografico di un articolo deve contenere: Autore/i, titolo dell’articolo, titolo della rivista, anno di pubblicazione, volume e pagine di riferimento. La sitografia deve contenere: indirizzo del sito consultato e data di ultima di consultazione.

Non esiste un unico stile con cui comporre una bibliografia: tra quelli più utilizzati e riconosciuti a livello scientifico, l’APA style e il Vancouver style. Alcune Università dettano in modo puntiglioso le linee guida per l’elaborazione della tesi alle quali lo studente è tenuto a conformarsi, altre danno solo delle indicazioni di massima. In ogni caso, è importante che la bibliografia e la sitografia si costruiscano man mano che si procede con il lavoro di tesi. E’ impensabile ricostruire alla fine le fonti consultate e delle quali, magari, non si ha più traccia, né cartacea, né informatica.

IL TITOLO – E’ il biglietto da visita della tesi. Deve riferirsi al nucleo centrale del lavoro in modo sintetico, esaustivo ed accattivante: lettori e uditori dovranno essere catturati e sedotti ad ascoltare e leggere!

Raggiunto il traguardo tesi, si può procedere con l’organizzazione della festa di laurea… Al via con i confetti rossi!

Tags
Condividi

0 Commenti

Ancora nessun Commento!

Non ci sono commenti per ora, vuoi aggiungere uno?

Scrivi un commento

Scrivi un Commento