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Mafia Capitale, il Consiglio dei Ministri salva Marino. Più poteri al Prefetto Gabrielli

Mafia Capitale, il Consiglio dei Ministri salva Marino. Più poteri al Prefetto Gabrielli
agosto 28
18:35 2015

Il 27 agosto 2015, senza il sindaco Marino e con l’improvviso timore delle telecamere di Matteo Renzi, il Consiglio dei Ministri ha sciolto il X Municipio, ma ha salvato il Campidoglio. Nuovi e ampi poteri sono stati dati al prefetto Franco Gabrielli con quello che pare essere l’ultimo estremo tentativo di salvare la Capitale

Niente commissariamento per la Capitale e un sindaco a metà. È questa la decisione presa il 27 agosto 2015 dal Consiglio dei Ministri che si è riunito in Campidoglio per decidere le sorti di Roma. Dopo un anno di crisi e di Mafia Capitale, in poco più di un’ora le delibere: sciolto il X Municipio (Ostia) per Mafia, resiste invece il Campidoglio, contro le speranze del M5S, ma al primo cittadino viene affiancato il prefetto Franco Gabrielli. Marino pare aver preso bene questo demansionamento, mandando dai Caraibi, dove è ancora in vacanza, l’apprezzamento e la fiducia per il lavoro svolto dal consiglio: «sono soddisfatto per le decisioni che arrivano dal Governo»; e ha aggiunto, in riferimento a Gabrielli: «abbiamo avviato il risanamento e lo proseguiremo fino in fondo».

Franco Gabrielli così si ritrova a capo degli otto “ambiti”, così definiti dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano, più critici dell’amministrazione capitolina: gli atti di indirizzo e controllo del Comune su verde pubblico e ambiente, campi nomadi, immigrazione, emergenza abitativa; i regolamento sull’affidamento lavori, servizi e forniture; la revoca “in autotutela” delle commesse assegnate senza gara; un albo per i lavori e i servizi in economia; il monitoraggio sulla centrale unica degli acquisti; l’avvio dell’annullamento delle decisioni dirigenziali contestate; l’integrazione dei controlli interni; la verifica e revisione dei contratti, compresi quelli con l’Ama.

Alla conferenza stampa nemmeno Matteo Renzi si fa vedere, lasciando la parola al Ministro Angelino Alfano e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio de Vincenti: i vizi procedurali che hanno caratterizzato l’amministrazione non sono stati di certo negati, però Alfano dichiara che «la legge prevede il commissariamento, ma abbiamo ritenuto che per questo non sussistessero i presupposti e che ci fossero invece per un supporto del Viminale allo scopo di cambiare la rotta».

Ultima decisione presa dal consiglio dei ministri ha infine riguardato il Giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco. Anche in questa situazione – «Il successo del Giubileo è il successo dell’Italia», commenta il sottosegretario – il potere passa al prefetto Gabrielli. Nello specifico, conclude De Vincenti, saranno dimezzati i tempi che «riguardano i bandi a evidenza pubblica, per lavori connessi alla mobilità e alla viabilità, che consentano di attrezzare Roma e migliorare la capacità della città di gestire l’evento con grandi afflussi dei pellegrini». Nonostante il tempo stringa pare che tutti, presenti e non, siano convinti che Roma ce la farà.