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L’artificio e la bellezza della pittura nelle Curiose riflessioni di Jean-François Niceron | RECENSIONE

L’artificio e la bellezza della pittura nelle Curiose riflessioni di Jean-François Niceron | RECENSIONE
marzo 11
17:24 2018

Fino al 10 giugno 2018 Palazzo Barberini ospita “Curiose riflessioni. Jean-François Niceron, le anamorfosi e la magia delle immagini”, una mostra dedicata all’inganno visivo nel Seicento


In un salone barocco di Palazzo Barberini, decorato con balaustre sul soffitto, ci imbattiamo in stravaganti e deformate tavole. Non facilmente leggibili. Di cosa si tratta? Sono i dipinti della mostra Curiose riflessioni. Jean-François Niceron, le anamorfosi e la magia delle immagini in  esposizione fino al 10 giugno 2018 a Palazzo Barberini, una delle sedi delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma. Un piccolo focus per valorizzare le proprie collezioni permanenti e divulgare il tema affrontato dal museo nel 2018. Il rapporto tra Arte, Geometria e Matematica

Poche opere, 4 dipinti realizzati secondo il sistema dell’anamorfosi cilindrica. Conservati nei depositi del Palazzo e raramente esposti al pubblico per la difficoltà di consentire la fruizione delle immagini rappresentate. Insieme ad opere provenienti da altri musei. Più un ritratto del frate francese Jean-François Niceron e due esemplari delle sue opere a stampa, La perspective curieuse e il Thaumaturgus opticus. Accompagnate da un dispositivo che permette la consultazione e l’esplorazione diretta di una versione digitale dei testi, illustrati da un corredo di tavole, disegni e diagrammi.

Anamorfosi

Ma cosa è l’anamorfosi? Un artifizio pittorico per cui una immagine, che appare distorta sul piano della superficie pittorica, si ricompone in maniera leggibile e diventa comprensibile solo ponendosi in un unico corretto punto di osservazione. Oppure attraverso uno strumento apposito che ne restituisca la giusta lettura. Si tratta di anamorfosi catottrica o cilindrica quando la superficie pittorica si ricompone in maniera leggibile solo guardandola riflessa sulla curva di un cilindro lucidato a specchio. O di anamorfosi diottrica quando, attraverso un cannocchiale con al centro una lente prismatica, la rifrazione permette  la visione di una immagine che non c’è nella tavoletta esposta.

Con la dottrina prospettica, nel Cinquecento vengono esplorati anche gli effetti ottici delle immagini anamorfiche. E sono usati soprattutto per mascherare immagini erotiche. La teoria e la pratica raggiunge la più considerevole fortuna in età barocca. Rifiorisce negli anni venti del 1600, dopo un viaggio del pittore Simon Vouet a Costantinopoli. Dove scopre quelle orientali e realizza il famoso disegno allegorico dell’anamorfosi cilindrica. Nel 1938 il teologo Jean-François Niceron, uno dei più brillanti matematici francesi, dedica il suo trattato alla prospettiva curiosa. Che, scrive, ha divertito lui e potrà non essere sgradevole ai curiosi. Ma il giovane scienziato non fu solo teorico della prospettiva, perché lasciò anche dei saggi concreti della sua Magie artificielle nel famoso affresco anamorfico nel convento romano di Trinità dei Monti.

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A Palazzo Barberini si possono gustare 2 sue anamorfosi catottriche che riproducono il Re Luigi XIII di Borbone. Re di Francia. A mezzo busto, con l’armatura di parata dalla quale fuoriesce un elegante colletto merlato, e l’altra in ginocchio davanti a un piccolo crocifisso con un angelo che sovrasta la scena.
La tavola di San Francesco di Paola per la quale Niceron pubblica il procedimento con cui giunge a realizzarla. Illustra lo schema semplificato concepito da lui per evitare i laboriosi calcoli matematici.
Il soggetto della coppia di amanti si riallaccia invece alla tradizione cinquecentesca in cui le anamorfosi venivano spesso utilizzate per celare rappresentazioni a sfondo erotico. Una spiona con una mano protesa per prestare l’orecchio allo scambio amoroso dei due giovani. E la mano dell’uomo che si infila sotto la veste della donna. Con il gioco erotico smascherato dal cilindro.
A concludere il percorso, il curioso cannocchiale anamorfico che consente al pubblico di vedere un’immagine che non c’è sulla tavola fissata in verticale. Il gioco ottico, facsimile dell’anamorfosi diottica, mostra un gioco anche semantico. L’immagine del re di Francia, che ha vinto l’impero turco nasce dall’insieme delle teste dei nemici sconfitti. Sono loro che offrono l’opportunità di creare il ritratto del regnante.

Intrigante, divertente e originale questo incontro con l’anamorfosi. Che inverte l’ordine della prospettiva classica e cambia le aspettative dello spettatore.
La morale anamorfica, che non sfuggiva agli autori del Seicento, è che una doppia deviazione della verità risulta talvolta necessaria per ricondurci inaspettatamente alla verità stessa. Se non a una verità ulteriore.
Le anamorfosi catottriche non sono quindi solo immagini riflesse, ma immagini che dovrebbero far riflettere.

 

Curiose riflessioni. Jean-François Niceron, le anamorfosi e la magia delle immagini

Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane, 13 – 00184 Roma
Orari: martedì – domenica ore 8,30 – 19,00
Biglietti: Intero € 12,00 – Ridotto € 6,00;
Tel. 06 4824184;
Email: Gan-aar@beniculturali.it
Sito web

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