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Incidenti Coppa Italia: Daniele De Santis negativo al test STUB

Incidenti Coppa Italia: Daniele De Santis negativo al test STUB
maggio 07
19:51 2014

Incidenti Coppa Italia: Daniele De Santis negativo al test STUB

Coppa Italia Finale Daniele De SantisI fatti che hanno preceduto la finale di Coppa Italia, Fiorentina-Napoli, lo scorso 3 maggio 2014 allo Stadio Olimpico di Roma (leggi l’articolo), restano ancora avvolti – in parte – nel mistero, dal momento che la dinamica degli accadimenti ancora non è del tutto chiara, alla luce anche degli ultimi accertamenti effettuati: Gastone, ovvero Daniele De Santis – l’ultrà romanista che secondo le prime testimonianze avrebbe sparato nella zona di Tor di Quinto contro il tifoso del Napoli, Ciro Esposito – è stato sottoposto martedì 6 maggio 2014 al test dello STUB, la versione moderna del guanto di paraffina. Gli esiti degli esami hanno dato responso negativo circa la presenza sulla mano dell’indagato di tracce evidenti di polvere da sparo compatibili con quelle del proiettile esploso che ha mandato all’ospedale, in condizioni critiche, il tifoso del Napoli (le cui condizioni restano gravi, ma nei cui confronti il giudice per le indagini preliminari di Roma ha respinto qualsiasi  misura restrittiva).

Tuttavia gli inquirenti non possono escludere De Santis dalla lista degli indagati. Le tracce di materiale piritico, infatti, pur non combaciando perfettamente con quelle della pistola (solo due componenti su tre corrisponderebbero all’esplosione di un’arma da fuoco) potrebbero essere state inquinate dai residui dei fumogeni, accesi sembrerebbe sempre dallo stesso De Santis.
Nonostante tutto, le forze dell’ordine possono contare anche sulle dichiarazioni di tre testimoni oculari che sembrerebbero individuare il tifoso giallorosso ed alcuni complici sulla scena del crimine.

LA DIFESA – In ogni caso De Santis continua a ribadire la propria innocenza. “Non sono stato io a Daniele De Santissparare” sono state le prime dichiarazioni alla polizia  subito dopo esser stato portato in ospedale sabato sera. Una versione alla quale gli investigatori non credono. Subito dopo lo sparo Gastone, questo il soprannome di De Santis, sarebbe stato percosso e malmenato ripetutamente da un gruppo di napoletani infuriati riportando numerose e gravi lesioni. E’ stato tratto in salvo da Donatella Baglivo, gestore del Ciak Village, attirata sulla scena dalle esplosioni che avvenivano fuori dal centro da lei amministrato.
La Baglivo ha dichiarato di avere rinvenuto l’arma da fuoco sospettata di aver ferito Ciro Esposito nei pressi dell’area degli scontri, ignorando che fosse stata usata, e di aver deciso di nasconderla per evitare che la folla furiosa di napoletani potesse utilizzarla per aggravare la situazione.

Daniele De Santisincidenti Coppa Italia NUOVI RETROSCENA – Emergono, poi, anche nuovi retroscena sulla vita personale di Daniele De Santis. E’ stato candidato nel 2008 alle elezioni amministrative del comune di Roma con una lista civica (Il Popolo della Vita per Alemanno) a sostegno dell’ex sindaco Gianni Alemanno (che ha subito sconfessato ogni coinvolgimento e collegamento) ottenendo 50 preferenze. Grazie ai social network, poi, sono state rintracciate una serie di foto che ritraggono Gastone immortalato in una sorta di piccolo bunker personale circondato da oggettistica di ispirazione nazi-fascista.

COS’E’ IL TEST DELLO STUB – In analisi forense, sin dal 1914, gli investigatori si sono avvalsi dell’utilizzo di strumenti di indagine utili a individuare le mani colpevoli di aver esploso colpi letali.
Il primo esempio è il guanto di paraffina, strumento ormai superato. La tecnica si basava sul rilevamento di diverse componenti dell’innesco e delle polveri di lancio dei proiettili di arma da fuoco che si vaporizzano all’atto dello sparo, risolidificandosi rapidamente e depositandosi sulle mani, sul viso e sugli abiti della persona che ha sparato, sotto forma di particelle microscopiche. Queste possono essere rilevate chimicamente anche dopo alcuni giorni.
La tecnica originale aveva il difetto di utilizzare sostanze che reagivano anche con sostanze non direttamente connesse ai residui di arma da fuoco portando gli investigatori, a volte, ad incriminare persone completamente innocenti ed estranee ai fatti a reati di estrema gravità.
Per ovviare a questo la scienza si è evoluta elaborando la tecnica dello STUB. Un tampone, solitamente, viene passato sulle mani del sospetto per raccogliere i residui di polvere da sparo. Questo campione verrà poi analizzato in laboratori specializzati con l’ausilio di microscopi elettronici o mediante attivazione neutronica ed altre metodiche.