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Diritti passeggeri aerei, ecco cosa fare in caso di ritardo prolungato

Diritti passeggeri aerei, ecco cosa fare in caso di ritardo prolungato
marzo 10
22:13 2014

Diritti passeggeri aerei, ecco cosa fare in caso di ritardo prolungato

Sebbene le regole che governano i diritti dei passeggeri aerei siano state ben definite sia a livello nazionale, europeo ed internazionale e l’Enac abbia diffuso sul suo sito un’utile guida per il viaggiatore, in molti non sanno ancora come procedere per vedersi garantire i diritti che gli sono riconosciuti. Questo ed i successivi due articoli della rubrica La finestra sul diritto vogliono, quindi, essere un memo sintetico sui diritti che ogni passeggero ha, riportando una breve guida sulle azioni da compiere a propria tutela. Per sinteticità si riporterà solo la normativa applicabile ad i voli comunitari o che siano compiuti con vettori comunitari, cui si applica la normativa dell’Unione Europea.

1 – DIRITTI IN CASO DI RITARDO PROLUNGATO

Il ritardo prolungato è definito tale facendo un distinguo a seconda della tratta del viaggio, ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE n. 261/2004. Il ritardo di n. 2 ore o superiore si considera prolungato per quei voli intracomunitari o internazionali la cui tratto sia eguale o inferiore a 1500 Km. Il ritardo di n. 3 ore o superiore si considera prolungato quando concerna un volo intracomunitario con tratta di viaggio superiore ai 1500 km o volo internazionale la cui tratta sia superiore a 1500 km ed inferiore a 3500 km. Il ritardo di n. 4 ore o superiore si considera infine prolungato per quelle tratte di viaggio internazionale superiore ai 3500 km. Ciò vuol dire che qualora il passeggero subisca un ritardo prolungato, così come sopra indicato, ha diritto a: pasti e bevande avendo riguardo al ritardo occorso; trasferimento in un albergo per il pernotto se necessario, a carico del vettore aereo; trasporto dall’albergo predetto all’aeroporto a carico del vettore aereo; due chiamate telefoniche, messaggi, fax o e-mail. Qualora il ritardo sia superiore a n. 5 ore, il passeggero avrà diritto a rinunciare al volo ed a richiedere il rimborso integrale del biglietto senza vedersi applicate alcune penali o spese. La Corte di Giustizia ha, poi, statuito in varie pronunce (ex multis la sentenza del 26 febbraio 2013 Air France SA/Folkerts) che “l’articolo 7 del regolamento n. 261/2004 dev’essere interpretato nel senso che, in forza di detto articolo, il passeggero di un volo con una o più coincidenze che sia stato ritardato alla partenza per un lasso di tempo inferiore ai limiti stabiliti dall’articolo 6 di detto regolamento, ma che abbia raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo di durata pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto, ha diritto a compensazione pecuniaria, dato che detta compensazione non è subordinata all’esistenza di un ritardo alla partenza e, di conseguenza, al rispetto dei presupposti stabiliti da detto articolo 6.” Pertanto, qualora il passeggero arrivi alla destinazione finale, a seguito di una o più coincidenze ritardate, con un ritardo superiore alle 3 ore potrà richiedere la compensazione pecuniaria prevista dal citato art. 7 che stabilisce un risarcimento pari a: € 250,00 per tutte le tratte pari o inferiori a 1500 Km; € 400,00 per le tratte intracomunitarie superiori ai 1.500 Km e per tutte le altre comprese fra i 1.500 km ed i 3.500 km; € 600,00 per le restanti tratte non comprese nelle precedenti, fatta salva la possibilità in tutti i casi di proporre un vettore alternativo ai sensi del comma 2 del citato art. 7. L’art. 12 del citato regolamento stabilisce inoltre che il Regolamento CE “lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare. Il risarcimento concesso ai sensi del presente regolamento può essere detratto da detto risarcimento.”
Si noti bene che la Convenzione di Montreal, firmata dalla Comunità Europea il 09.12.1999 ed approvata dal Consiglio con la decsione 2001/539/CE, stabilisce all’art. 19 che: “Il vettore è responsabile del danno derivante da ritardo nel trasporto aereo di passeggeri, bagagli o merci. Tuttavia il vettore non è responsabile per i danni da ritardo se dimostri che egli stesso e i propri dipendenti e incaricati hanno adottato tutte le misure necessarie e possibili, secondo la normale diligenza, per evitare il danno oppure che era loro impossibile adottarle”. Pertanto, secondo la Corte di Giustizia (ex multis, si veda la sentenza del 23 ottobre 2012 fra Nelson/Deutsche Lufthansa Ag + altri) non si può chiedere la compensazione e, quindi, non possono essere addebitati al vettore gli eventuali ritardi dovuti a “circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che sfuggono all’effettivo controllo del vettore aereo” (cit. sentenza Sturgeon del 19 dicembre 2009) ai sensi del Reg. n. 261/2004.

(continua nella prossima puntata)

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1 Commento

  1. Ynot
    Ynot luglio 08, 03:41

    Grazie per queste informazioni, molto utiliper chi viaggia

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