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Dylan Dog, c’è un po’ di Roma negli ultimi incubi a colori

Dylan Dog, c’è un po’ di Roma negli ultimi incubi a colori
aprile 24
14:54 2013
Dylan Dog

La copertina del n. 10 del Dylan Dog Color Fest (copyright Sergio Bonelli Editore)

C’è un po’ di Roma, nell’ultimo Dylan Dog a colori. O meglio, questa volta è un romano a condurre il noto Indagatore dell’incubo in una storia in cui il peggior incubo è niente meno il suo fido assistente, Groucho.

Si tratta di Alessandro Bilotta, 36enne romano che ha sceneggiato Addio Groucho, la prima delle quattro storie contenute in Altroquando, il decimo volume della collana Dylan Dog Color Fest, edita dalla Sergio Bonelli Editore. L’albo (la cui cadenza è semestrale) è uscito nelle edicole  il 23 aprile 2013.

Quella proposta  dal sempre più affermato autore di fumetti è il racconto di un Dylan Dog cinquantenne, che si trova in una Londra di un futuro più o meno prossimo, caratterizzato non solo da una decandenza esteriore (una città che cade letteralmente a pezzi), ma anche interiore con  la perdita della speranza e soprattutto l’avanzare del sentimento di abbandono di se stessi.

Dylan Dog

Una tavola realizzata da Paolo Martinello tratta da “Addio Groucho”, scritta da Alessandro Bilotta (Copyright: Sergio Bonelli Editore-A. Bilotta)

Bilotta trascina quindi l’Indagatore dell’Incubo in un ipotetico quanto oscuro futuro, o meglio lo fa nuovamente, dal momento che questa è la seconda storia che lo sceneggiatore romano ambienta in una Londra “che verrà”: anzi, rispetto a quella precedente (apparsa sul Dylan Dog Color Fest n. e intitolata) questa ne costituisce il prequel, svelando quale atroce dinamica ha portato il suo amico ed assistente Groucho a diventare uno di “loro”, uno zombie, ovvero uno dei morti viventi che caratterizzano sin dal primo numero le storie vissute dall’eroe bonelliano.

Dylan Dog

Altre illustrazioni di Paolo Martinello per “Addio Groucho” (Copyright: Sergio Bonelli Editore – A. Bilotta)

La tragicità degli eventi, la profondità e lo svolgimento della storia (in cui vengono richiamate diverse “vecchie conoscenze” di Dylan) e le splendide tavole (quest’ultime realizzate da Paolo Martinello) rendono Addio Groucho un gioiellino, imperdibile per i fan di questa storica serie a fumetti.

“Dylan Dog, stanco e invecchiato, accetta quello che sembra un facile incarico – spiega Alessandro Bilotta – e cioè eliminare uno zombie che terrorizza le strade di Londra. Le cose vanno nella maniera peggiore e Groucho, morso e contagiato, comincia il suo lento cammino verso la morte eterna! Una storia che s’intitola Addio Groucho parte già senza speranza, una storia di cui si è già letto il seguito e si sa che non lascia nessuno spiraglio di luce. Eppure mi sono addentrato in queste trame pensando che avesse senso raccontarle”.

Dylan Dog

La copertina di “Il lato oscuro della Luna”, scritta da Bilotta e disegnata da Matteo Mosca per le “Le Storie” (Copyright: Sergio Bonelli Editore – A. Bilotta)

Le altre storie presenti sull’albo sono: La banda maculata (di Serra/Bignamini), I giorni oscuri (di Caccivio/Cestaro G. e R.), Doppia identità (di Gualdoni/Raimondo).

Quella pubblicata sul Color Fest n. 10 è solo l’ultima, in ordine cronologico, delle storie che Bilotta ha scritto per la serie bonelliana più famosa d’Italia.

Per l’autore romano, questo 2013 si sta dimostrando molto fortunato e profilico: a febbraio è uscita una storia (scritta però diversi anni prima) dal titolo L’impostore e pubblicato sul n. 317 della serie regolare; mentre il mese successivo è stata la volta della sua prima sceneggiatura per la nuova serie bonelliana Le Storie, scrivendo un ispiratissimo Il lato oscuro della Luna, un racconto sulle lunghe attese: “quella del ritorno – racconta ancora Bilotta –  quella della realizzazione dei desideri e quella della fine di un viaggio. È la storia di sogni di bambini scagliati verso le stelle, dell’assenza dei padri e delle esistenze dolenti di chi nello Spazio ci è andato davvero, avvicinandosi a Dio per pochi giorni”.

Gianluca Vicinanza