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Si riflettono negli splendidi ritratti e nelle identità femminile Eco e Narciso | RECENSIONE

Si riflettono negli splendidi ritratti e nelle identità femminile Eco e Narciso | RECENSIONE
maggio 28
19:20 2018
Un dialogo tra antico e moderno accompagna, con Eco e Narciso, i visitatori alla scoperta dei nuovi spazi di Palazzo Barberini

Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini è la mostra con cui si restituiscono alla città undici sale di Palazzo Barberini.

Aperta fino al 28 ottobre 2018 questa esposizione vede concludere una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò il Palazzo per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica. A quel tempo era in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e, dopo circa settant’anni, la tortuosa vicenda giunge finalmente al termine.

Una grande mostra Eco e Narciso, che unisce arte antica e arte contemporanea, con 37 opere di 25 artisti dalle collezioni delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini e del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Un dialogo sul tema del ritratto e dell’autoritratto, da Caravaggio a Giulio Paolini, da Raffaello a Richard Serra, da Bernini a Yan Pei Ming.
Oltre 750 metri quadri di percorso espositivo, affacciato sui giardini del Palazzo, che riannodano il passato col presente su un tema che vuole essere una riflessione visiva e concettuale sulla questione della rappresentazione dell’identità, sul ruolo che l’immagine svolge nell’apparire e nell’autopercezione.
Fa riferimento al mito raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio della ninfa Eco innamorata di Narciso, che la respinge e che morirà annegato, punito dagli Dei, nel tentativo di catturare la propria immagine di cui si era perdutamente innamorato.
Tratta i temi dell’io e dell’altro, della durata e della temporalità, dell’intimità e della socialità.

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Il percorso della mostra comincia sotto la grandiosa volta di Pietro da Cortona. Più di cinquecento metri quadrati di affresco per celebrare la gloria di Urbano VIII, che intreccia un dialogo inedito, di ordine psicologico, allegorico e performativo, con le Ore di Luigi Ontani. Per definizione il Narciso contemporaneo, la cui presenza si ostenta ed estremizza, ossessivamente ripetuta, per reinterpretare attraverso lo specchio della propria identità non solo il mito culturale, ma anche la problematica attuale del mascheramento, del rispecchiamento e del riflesso, la necessità dell’autorappresentazione. È il tema attualissimo di un’epidemia narcisistica, legata al dilagare delle immagini, ma che sembra già proliferare nella pittura barocca.

Nella Sala Ovale il Narciso del Caravaggio si rispecchia nel nulla, in un’ombra nella quale sprofonda. Si concentra sulla percezione dell’io che si prospetta in termini notturni-negativi, come desiderio, mancanza. Alla solida oscurità che invade la tela, si oppone Eco nel vuoto, l’opera site specific di Giulio Paolini che del mito sottolinea l’aspetto dell’assenza e della solitudine. Di Paolini che si è sempre interrogato sul problema dell’identità personale, sulla figura e sul ruolo dell’artista e del rapporto tra chi guarda e chi è guardato.
Proseguendo nell’Appartamento d’inverno si affrontano i ritratti di Enrico VIII, di Hans Holbein, e di Stefano IV Colonna, del Bronzino con quelli di Michel Butor e Hermann Melville. Ritratti ufficiali i primi due e gli scrittori preferiti dell’artista Richard Serra gli altri. I ritratti celebrativi di metà Cinquecento sottolineano attraverso dettagliati e chiari attributi l’identità del soggetto mentre in quelli di Serra prevale l’astrazione, la matericità e i personaggi appaiono come grandi cerchi neri che emergono dalla superficie.
Il percorso attraversa gli spazi dell’Appartamento nuovo, del Salone del trono, le Sale dell’udienza, la Cappellina con le opere di Guido Reni e di Shirin Neshat, con la Fornarina di Raffaello e l’opera di Monica Bonvicini e molte altre ancora.

Delle tre opere realizzate per la mostra, The Invisible Man di Yinka Shonibare entrerà a far parte della collezione del MAXXI. All’artista, di origine africana trapiantato in Inghilterra, è stato chiesto di realizzarne una che si ispirasse al quadro di Marco Benefial, ospitata nella Sala d’inverno. Shonibare ha creato un domestico, indispensabile in una famiglia come quella del ritratto, ma di fatto invisibile. Porta sulle spalle un grande sacco di vettovaglie, indossa vestiti sgargianti, ma è privo del volto, e al posto della testa ha una specie di globo, un mappamondo su cui sono incisi i nomi dei palazzi nobiliari di Roma e del Lazio. È di fatto fuori dal quadro, ma rientra idealmente nella scena ritratta da Benefial, e nella sua ostentata visibilità sottolinea piuttosto un vuoto, una mancanza di rappresentazione dell’altro, del diverso. L’autore riflette sul tema del post-colonialismo nel mondo globalizzato e rimarca lo sguardo che si appropria del diverso secondo la propria ottica, che esclude ogni interazione, ogni vera comprensione per imporre il proprio punto di vista o la propria presunta superiorità culturale e morale.

Questo ricco e interessante confronto prosegue anche al di fuori del Palazzo Barberini. Al MAXXI, dove vengono esposti La Velata, scultura settecentesca di Antonio Corradini,  e VB74 di Vanessa Beecroft, immagine della performance realizzata proprio al MAXXI nel 2014 e visibile oggi per la prima volta.

Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali
Barberini Corsini

Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane, 13  – 00184 Roma
Orario 8,30 – 19,00 (Martedì – Domenica)
Biglietto: Intero € 12,00  – Ridotto € 6,00
Nel periodo di apertura della mostra ridotto speciale per i possessori di biglietto del MAXXI: € 8.
Nello stesso periodo con il biglietto delle Gallerie Nazionali l’ingresso al MAXXI è ridotto a € 8
Tel. 06 4824184
www.barberinicorsini.org | www.maxxi.art

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