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Eugenio Bennato, la questione meridionale riecheggia a Villa Ada

Eugenio Bennato, la questione meridionale riecheggia a Villa Ada
luglio 30
09:21 2012
Eugenio Bennato a Villa Ada, Roma

Eugenio Bennato il 26 luglio 2012 a "Roma incontra il mondo"

Parafrasando il titolo della storica rassegna musicale di Villa Ada, per la terza volta consecutiva Roma ha incontrato “il Grande Sud” del mondo, quel meridione senza confini geografici portato sul palco da Eugenio Bennato e dalla sua band. Lo scorso 26 luglio, ospite a “Roma incontra il mondo”, l’artista napoletano ha rappresentato quei temi a lui tanto cari, quali il Sud, la questione meridionale, il brigantaggio ed il coraggio di chi muore lottando per degli ideali. E, ancora una volta, Roma ha ricambiato con una calorosa accoglienza, spingendo i musicisti sul palco ad un ulteriore non previsto “bis”, al ritmo di quella taranta che negli anni è diventato il marchio di fabbrica di Eugenio Bennato.

È un piacere vedere suonare Bennato, così come è piacevole vedere sul suo volto la soddisfazione per la risposta del pubblico a quel movimento della “Taranta Power” che lui stesso ha fondato e che fa proseliti per l’Italia e in Europa, proponendosi come un’antagonista dell’appiattimento culturale e mediatico della globalizzazione.
Eugenio Bennato porta in scena sul palco di Villa Ada i brani del suo ultimo disco, “Questione meridionale” (uscito alla fine del 2011), un lavoro che concentra nuovi brani incentrati su una problematica a lui tanto cara. Si comincia con il “Mondo corre”, un elogio alla lentezza in un mondo dai ritmi sempre più sfrenati e che “non aspetta chi non ce la fa”; per proseguire, poi, con due vecchi successi quali “Taranta Power” e “Ritmo di contrabbando”, i quali già scatenano i primi movimenti sotto il palco. Il tutto prima di ripescare nuovamente dall’ultimo album: “Neda” (dedicata alla ragazza uccisa a Teheran nel 2009 e diventata il simbolo della rivolta) e soprattutto “Balla la nuova Italia” conducono in un crescendo emozionale alla travolgente “Taranta Sound” in cui la vocalist Sonia Totaro si scatena in un frenetico ballo, seguita poi dall’assolo rap del marocchino Mohammed Ezzaime El Alaoui.
Il ritmo si fa incalzante, così come anche la temperatura s’innalza sempre di più tra un pubblico che partecipa con entusiasmo sulle note della famose “Che il mediterrano sia” e “Brigante se more”.
Bennato, poi, ritorna sulla questione meridionale, con il brano che dà il titolo al suo ultimo lavoro in studio; poi, con “Il sorriso di Michela” e “Ninco Nanco”, passa in rassegna due storie di briganti: una donna (Michelina Di Cesare, uccisa a 27 anni) ed un uomo (Giuseppe Nicola Summa, detto “Ninco Nanco”), che nel loro piccolo – sebbene abbiano lottato nell’illegalità rendendosi protagonisti di numerose ed efferate rappresaglie contro il potere sabaudo, di ruberie e di assalti – sono diventati una sorta di eroi popolari per la loro contrapposizione a soprusi e repressioni.
Eugenio Bennato mette in risalto le storie di briganti e brigantesse intenti nella lotta contro il neonato Stato, ma il suo insistere su questi temi non deve ingannare: la sua idea non è affatto secessionista, non auspica un ritorno al passato, né tantomeno una divisione del meridione dall’Italia.
Con “Riturnella” il cantautore partenopeo prende fiato dando spazio alla sua band, per poi procedere con “Si va”, una delle nuove canzoni dedicata agli emigranti italiani in America (con tanto di ritornello in inglese). Poi, ancora, largo spazio alla band composta da Enzo Lambiase alla chitarra, Stefano Simonetta al basso, Chiara Carnevale alle percussioni, Sonia Totaro e Mohammed Ezzaime El Alaoui vocalist. Infine, tra i bis “Addio sud” e “Tammurriata nera”, un classico napoletano rivisitato in chiave più “energica”. Il tripudio per Bennato e band è servito. Il pubblico non vuole che vadano via: riprendono gli strumenti e tornano a suonare. Ed ecco una sorpresa sia per Bennato che il pubblico romano: sulla scena irrompe la piccola Eugenia, la figlia di 8 anni dell’artista napoletano che, con un foulard rosso, si improvvisa in un vorticoso ed applauditissimo ballo.

Gianluca Vicinanza

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