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Fabi, Silvestri e Gazzè, si spengono le luci sul tour del trio

Fabi, Silvestri e Gazzè, si spengono le luci sul tour del trio
agosto 02
18:09 2015

Cala il sipario su Il padrone della festa, il progetto musicale di Fabi, Silvestri e Gazzè, nato dalla complicità di tre grandi amici: la recensione del live del 30 luglio 2015 al Postepay Rock in Roma, che ha rappresentato la degna conclusione di un tour ricco di emozioni e soddisfazioni. A salutarli oltre 20.000 fan che, assieme al trio, hanno viaggiato, cantato, ballato e sognato

In una calda sera d’estate, sotto un cielo illuminato da una meravigliosa luna piena, si è concluso il tour de Il padrone della festa, il progetto discografico congiunto di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè: un’ultima ed imperdibile festa che, giovedì 30 luglio 2015, ha chiuso la prima parte della nuova edizione del Postepay Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle.

Nato dal desiderio di condividere una parte del loro percorso musicale e artistico per la profonda amicizia e stima reciproca che li lega da più di vent’anni – il progetto a sei mani del carismatico trio romano ha rappresentato una delle esperienze musicali più riuscite dell’ultimo anno, con un disco d’oro a meno di due settimane dall’uscita dell’album e due tour, in Europa e in Italia, con concerti quasi tutti sold out. Un’esperienza che avrebbe dovuto concludersi con la data del 22 maggio all’Arena di Verona ma che, tuttavia, «non poteva non chiudersi nella città dove tutto è iniziato». E’ proprio Roma a salutare l’enorme successo conquistato da Fabi, Silvestri e Gazzè: ad attenderli a Capannelle, oltre 20.000 spettatori, accorsi da tutta Italia per godere, un’ultima volta, di un sodalizio artistico irripetibile. Giovani, meno giovani e tante famiglie, del pubblico colpisce l’eterogeneità, a riprova della capacità del trio di entusiasmare intere generazioni, senza alcuna distinzione d’età. Un solo filo conduttore: la bellezza; quella dei rapporti umani e dello stare insieme ma, soprattutto, quella che nasce dalla buona musica.

Dopo qualche ora di trepidante attesa – sullo sfondo delle immagini più belle di un viaggio straordinario iniziato in Sud Sudan con i Medici con l’Africa CUAMM – fanno il loro ingresso sul palco i tre cantautori romani, pronti a scaldare il pubblico al ritmo di Alzo le mani, probabilmente la canzone simbolo di un tour di braccia al cielo. Ad affiancare Niccolò, Daniele e Max in una squadra vincente, la superband di amici che li ha accompagnati durante questi mesi: Roberto Angelini (chitarre elettriche e slide), il polistrumentista Massimo “Dedo” De Domenico, Gianluca Misiti (tastiere), Pietro Monterisi (batteria), José Ramon Caraballo Armas (percussioni e tromba) e Adriano Viterbini (chitarre elettriche).

Fabi Silvestri e GazzèCome per le precedenti esibizioni, nella data romana di fine tour passato e presente si intrecciano indissolubilmente, creando un momento musicale unico, in cui alle versioni live dei brani del nuovo disco si alternano gli evergreen delle carriere soliste. Uno show perfetto che nasce dall’affiatamento spontaneo tra tre amici, la cui complicità è senza dubbio la carta vincente: sorridono, si emozionano, si abbracciano e si spalleggiano in gag esilaranti Fabi, Silvestri e Gazzè; si divertono proprio come ai vecchi tempi – quando il futuro non era stato ancora scritto – consapevoli di aver trionfato, insieme.

Per due ore e mezza l’Ippodromo delle Capannelle si trasforma in una gigantesca, ma familiare, discoteca all’aperto, tra ritmi coinvolgenti, refrain cantati all’unisono da un pubblico in estasi, momenti di grande ilarità o profonda commozione. Ogni cosa, però, nasce per avere una fine: così, sulle note della title track Il padrone della festa – accompagnata dall’immagine di un mondo rosso che si avvicina minaccioso per il messaggio di rispetto di cui si fa portatore il testo – si spengono le luci sul progetto comune dei tre artisti che, generosamente, si sono messi in gioco, donandosi artisticamente ed umanamente senza risparmiarsi. L’emozione per la fine di un percorso lungo due anni si fa allora evidente, mentre la nostalgia si fa strada nei cuori di musicisti e fan, sebbene «ogni addio, in fondo, sia un arrivederci»: sommersi dalle ovazioni di un pubblico entusiasta, Fabi, Silvestri e Gazzè si allontanano a fatica dal palco e da quei 20.000 spettatori che, esprimendo la propria gratitudine con un interminabile e meritato applauso, vorrebbero che la festa continuasse ancora, per non dover salutare la formazione unica di un grande trio.

Non poteva esserci finale migliore per il tour del progetto comune di Fabi, Silvestri e Gazzè, un viaggio denso di emozioni e soddisfazioni, nato per trasmettere la potenza del collettivo sul singolo e l’importanza del mettersi assieme.

La scaletta del concerto:
Alzo le mani (FSG)Life is sweet (FSG)
Sirio è sparita (Gazzè)
Una buona idea
(Fabi)
Il flamenco della doccia
(Silvestri)
L’amore non esiste
(FSG)
Come mi pare
(FSG)
Ma che discorsi
(Silvestri)
E’ non è
(Fabi)
Il solito sesso
(Gazzè)
Vento d’estate
(Fabi, Gazzè)
Il mio nemico
(Silvestri)
L’avversario
(FSG)
Mentre dormi (Gazzè)
Costruire
(Fabi)
L’autostrada
(Silvestri)
Capelli
(Fabi), Occhi da orientale (Silvestri), Il timido ubriaco (Gazzè) – medley
Cara Valentina (Gazzè)
Il negozio di antiquariato (Fabi)
Testardo
(Silvestri)
La favola di Adamo ed Eva
(Gazzè)
Lasciarsi un giorno a Roma
(Fabi)
Salirò
(Silvestri)
Sornione
(Fabi, Silvestri)
Una musica può fare
(Gazzè)
Gino e l’Alfetta
(Silvestri)
Sotto casa
(Gazzè)
Cohiba
(Silvestri)
Il padrone della festa
(FSG)