Roma da Leggere

News

Festa del Cinema di Roma 2015 #7: Todd Haynes presenta Carol

Festa del Cinema di Roma 2015 #7: Todd Haynes presenta Carol
ottobre 22
20:49 2015

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2015 #7: IL RESOCONTO DELLA settima GIORNATA DELLA KERMESSE CAPITOLINA ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA. Ospite d’onore il regista todd haynes con il suo carol

Dopo Freeheld, arriva alla Festa del Cinema di Roma un’altra storia d’amore tra due donne: Carol, film acclamatissimo a Cannes e presentato in anteprima dallo stesso regista Todd Haynes nella giornata di giovedì 22 ottobre 2015. Siamo a New York all’alba degli anni ’50, ed è inutile dire quanto sia difficile essere una donna gay in un’epoca tanto tradizionalista. Non a caso la vicenda di apre a Natale, uno dei periodi dell’anno più fortemente legato alle tradizioni. Sullo sfondo del rigido inverno della Grande Mela si conoscono e si innamorano Carol e Therese. La recente attenzione cinematografica per il tema dell’omosessualità, e dell’omosessualità femminile in particolare, ha permesso per la prima volta di parlare di ciò che prima era considerato un abominio morale, ma soprattutto ha compiuto il “miracolo” di superare i ruoli femminili stereotipati e atrofizzanti in cui il cinema si è impantanato per anni. Anche per questo motivo possiamo goderci le portentose interpretazioni di Cate Blanchett e Rooney Mara nei panni di due donne non solo forti e indipendenti, ma anche concrete, reali. Due personaggi vivi, perché non fingono di essere ciò che non sono, ma affermano la propria identità con coraggio, rifiutando di modellarsi su un prototipo di persona. Carol ha una grande forza motrice: segue il gioco della seduzione, ci tiene in sospeso; e quando finalmente le due protagoniste si abbandonano l’una all’altra lo spettatore si emoziona e si innamora insieme a loro. La parte migliore del film di Haynes è sicuramente la ricerca estetica curatissima. Carol è ricco di bellezza: nella fotografia, nella scenografia, nell’atmosfera, in ogni dettaglio. Nelle stesse parole che il regista ha usato per accompagnare il film: “Carol è capace di prescindere dal tema dell’orientamento sessuale delle sue protagoniste. E’ una storia d’amore eterna, senza tempo. Ed è per questo che l’ho amata così tanto”.

Guarda la photogallery della settima giornata del Festival e continua a leggere:

OURAGAN, L’ODYSSEE D’UN VENT – Non è certo la prima volta che la forza distruttiva degli uragani incontra il cinema. Hollywood stessa ci ha battuto cassa per anni. Ouragan, è ovvio, non è neanche lontanamente un blockbuster, ma riesce comunque a mettere in scena la potenza della natura e a sorprenderci, nonostante l’ormai scontata assuefazione da disaster movie. Sarà anche perché si tratta di un documentario e le immagini sono tutte vere, catturate durante 18 diversi cicloni che hanno colpito 12 paesi diversi. Ciò che colpisce del film di Cyril Barbancon e Andy Byatt è soprattutto la spettacolarità delle immagini (il 3D aiuta molto): Ouragan si addentra nell’occhio del ciclone, nelle strade flagellate dal vento, nelle immagini satellitari catturate dallo spazio e in quelle subacquee, restituendo un ritratto toccante della fragilità della vita, ma sottolineando anche la funzione produttiva delle catastrofi, che fanno posto al nuovo e mantengono gli equilibri del pianeta. Un lavoro visivo di grande impatto, che racconta come in eventi del genere si possa solo aspettare che la tempesta passi oltre.

GRANDMA –Amo coniugare la commedia con il dramma, un po’ come faceva Cechov” così il regista Paul Weitz ha presentato al pubblico il suo Grandma, inserito nella sezione Alice nella Città. E non ha avuto torto, perché il film è divertente, spiritoso, brillante: aggettivi che non si assocerebbero mai ad una storia che tratta il tema dell’aborto, del femminismo, dell’omosessualità. Grandma è un viaggio simbolico di tre donne alla ricerca di sé: tre generazioni a confronto – figlia, madre e nonna – che intraprendono un viaggio di formazione negli Stati Uniti di oggi, patria dei diritti e delle libertà, ma dove è ancora così difficile essere donna, gay, madre, o non-madre, nel caso della giovane protagonista adolescente che vuole abortire. Grandma è un film fortemente politico e femminista, eppure vivace in un modo tanto intelligente che non si può accusarlo di voler esprimere un giudizio di parte. Una commedia surreale e amabilmente sopra le righe che ha il sapore della vita vera.

Tags
Condividi

0 Commenti

Ancora nessun Commento!

Non ci sono commenti per ora, vuoi aggiungere uno?

Scrivi un commento

Scrivi un Commento