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Festa del Cinema di Roma 2015 #8: arrivano Alaska e Paolo Villaggio

Festa del Cinema di Roma 2015 #8: arrivano Alaska e Paolo Villaggio
ottobre 23
21:56 2015

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2015 #8: IL RESOCONTO DELL’ottava GIORNATA DELLA KERMESSE CAPITOLINA ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA.

E’ italiano il film più atteso della giornata del 23 ottobre alla Festa Del Cinema di Roma 2015: si tratta di Alaska, nuovo lungometraggio di Claudio Cupellini. Il regista di Lezioni di cioccolato e Una vita tranquilla porta al festival una storia d’amore ambientata tra Milano e Parigi. Convincenti i due attori protagonisti (Elio Germano e Astrid Berges-Frisbey), ma nel complesso le due ore del film non appassionano, anzi affaticano. Alaska è poco conclusivo e risente molto della lunghezza dell’arco narrativo. Fin dall’inizio si fa fatica a sospendere l’incredulità e la trama non rende certo il compito più facile. Fausto e Nadine si conoscono a Parigi: lui è un cameriere in un hotel di lusso, lei una modella, ma l’uno scombinerà il destino dell’altro. I due attraverseranno moltissime vicissitudini; troppe per risultare credibili o rendere emotivamente partecipi. Soprattutto, il difetto più evidente di Alaska è il non riuscire a dimostrare che tipo di film voleva essere. Il risultato è un puzzle di parti che non formano un intero coeso, coerente, risolutivo. Un film, nelle stesse parole di Elio Germano, «di aspirazione internazionale». Un’ambizione che in questo caso costa alla pellicola la sua credibilità. Inverosimile e esagerato: less is better.

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Esattamente agli antipodi sta invece Full Contact, dell’olandese David Verbeek: un lavoro minimale, con poche parole e molti silenzi. Full Contact è formato da tre episodi distinti, presentati però come se fossero un continuum cronologico e lineare, il che rende il film un’esperienza spiazzante e di difficile interpretazione. Protagonista è Ivan: prima un enigmatico membro dell’esercito americano che si occupa di pilotare droni e bombardare obiettivi militari, poi un moderno Robinson Crusoe che vive in solitudine su una scogliera e infine un uomo in cerca di redenzione che vive a Parigi. Quale sia il rapporto tra i tre Ivan, il film non ce lo mostra, restando aperto a moltissime chiavi interpretative. L’unico filo conduttore sembra essere il bisogno di stabilire un contatto in un mondo in cui anche la guerra ormai si combatte da remoto. Full Contact sembra suggerire che c’è ben poca differenza tra il pilotare un drone da centinaia di migliaia di km di distanza e l’imbracciare un fucile per uccidere qualcuno che è una persona vera, che possiamo guardare negli occhi.

La penultima giornata della kermesse ha visto protagonista anche un grande classico, amatissimo tutt’oggi: recentemente restaurato, è arrivato al Festival Fantozzi, insieme ai suoi storici interpreti: Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro e Plinio Fernando. «Fantozzi funziona anche meglio nell’Italia di oggi», ha spiegato Villaggio: «è un personaggio attualissimo in un Paese come il nostro, caratterizzato da una drammatica decadenza culturale. Mi ricordo che quando uscì al cinema soprattutto le donne non avevano voglia di vederlo, lo consideravano un personaggio triste. Anche oggi non è che faccia ridere, ma è in qualche modo rassicurante. Lancia un messaggio universale, preciso, e cioè che non siamo soli nell’essere infelici». La Mazzamauro ricorda invece di essere stata scelta per caso, perché era nota come colei che lavorando con Fellini aveva osato prenderlo in giro chiamandolo “Felloni”. «Dovevo fare la moglie di Fantozzi» racconta l’attrice, «ma quando mi videro dissero che non andavo bene, perché mi ricordavano più brutta». Insieme, Villaggio e la Mazzamauro sono ancora un coppia esplosiva, esilarante: un duo in grado di far sbellicare un’intera sala conferenze.  Oggi come quarant’anni fa, Fantozzi resta un piccolo grande capolavoro, neanche lontanamente scalfito dal tempo.

IL PROGRAMMA DI SABATO 24 – L’ultima giornata della Festa del Cinema di Roma si aprirà con due film molto attesi: Legend con Tom Hardy e Il Piccolo Principe. Spazio anche al cinema italiano di Paolo Sorrentino, con La Grande Bellezza – che sarà proiettato con l’aggiunta di 30 minuti di contenuti inediti – e Cercando la Grande Bellezza, documentario che analizza il modo di pensare e di fare cinema del regista napoletano. L’ultimo degli incontri ravvicinati sarà quello con Paolo Villaggio e Anna Mazzamauro, mentre l’omaggio conclusivo della Festa sarà dedicato al maestro del surrealismo Luis Buñuel e al suo Nazarin.

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