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Festa del Cinema di Roma 2015 #9 Chiudono Legend e Il Piccolo Principe

Festa del Cinema di Roma 2015 #9 Chiudono Legend e Il Piccolo Principe
ottobre 25
00:00 2015

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2015 #9: IL RESOCONTO DELLA NONA E ULTIMA GIORNATA DELLA KERMESSE CAPITOLINA ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SABATO 24 OTTOBRE 2015. CHIUSURA CON LA GRANDE BELLEZZA E L’INCONTRO CON PAOLA CORTELLESI E CARLO VERDONE

L’ultima giornata della Festa del Cinema di Roma, sabato 24 ottobre 2015, si è chiusa con le proiezioni di Legend, Il Piccolo Principe e un omaggio a La Grande Bellezza, presentato in versione inedita con 40 minuti di contenuti aggiuntivi. Gli “incontri ravvicinati” terminano invece con Paola Cortellesi e Claudio Verdone. Ultimo film proposto in selezione ufficiale, Legend racconta la vera storia dei gemelli Ron e Reggie Kray – due dei gangster più famosi d’Inghilterra – e della loro ascesa nella Londra degli anni ’60. Tom Hardy è l’eccelso interprete di entrambi i protagonisti, tanto convincente che sembra di stare a guardare due attori diversi. Spetta a lui l’ingrato compito di portare sulle spalle un intero film che non spicca mai veramente il volo, soprattutto a causa di una storia che non pare ingranare sul grande schermo. Legend non si decide mai ad imboccare un’unica direzione narrativa. Le premesse c’erano tutte: ma dopo un inizio brillante e divertente il film di Brian Helgeland esaurisce già il suo potenziale e resta anonimo e poco significativo.

L’ultimo film presentato per Alice nella città è stato Il Piccolo Principe di Mark Osborne, già regista del classico d’animazione Kung Fu Panda. Non c’è bisogno di dire quanto sia difficile confrontarsi con un’opera del genere, così popolare e dai contenuti così universali. Il film di Osborne purtroppo non riesce a fare altrettanto. La storia di Antoine De Saint-Exupéry viene rimaneggiata e inserita in una cornice narrativa inedita, infarcita di stereotipi che è impossibile ignorare. Il Piccolo Principe che tutti conosciamo è diventato un adulto che come tutti gli altri vive in un mondo “da grandi”: grigio, spaventoso, fatto di subumani dediti esclusivamente al lavoro e alla produttività. Il libro più famoso di sempre viene banalmente trasformato in un cliché che oppone da una parte l’infanzia, con la sua spensieratezza e vivacità, e dall’altra la dimensione degli adulti: tutti infelici, avidi, vanitosi, arrivisti. Neanche la bellezza delle citazioni o le affascinanti animazioni risollevano una storia per lo più noiosa, che recide grossolanamente i legami con il libro. Più un’interpretazione personale, che un vero e proprio adattamento.

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Nella giornata conclusiva di questa decima edizione sono stati consegnati anche i premi della giuria di giovani ad Alice nella Città. I ventidue ragazzi e ragazze dai 15 ai 18 anni selezionati in tutt’Italia hanno scelto di premiare Four Kings della regista tedesca Theresa Von Eltz per “la grande efficacia e sensibilità di quest’opera prima, la recitazione travolgente e studiata, la sua fotografia dai colori freddi ma capaci di trasmettere calore e per il giusto equilibrio tra musiche e silenzi”.  Il premio Camera D’Oro 2015 è andato invece a The Wolfpack di Crystal Moselle, mentre la menzione speciale è stata assegnata ad un’altra donna: la regista turca Deniz Gamze Erguvem, in concorso con il suo Mustang. In assenza di una vera e propria giuria, il premio per il miglior film in Selezione Ufficiale è stato assegnato dal pubblico, che ha scelto di eleggere Angry Indian Goddesses di Pam Nalin.

Rispetto all’edizione 2014 questo Festival, o Festa, come preferisce chiamarlo il direttore artistico Antonio Monda, è risultato piuttosto sottotono, registrando il 21% in meno di biglietti venduti e circa il -20% sugli incassi collettivi. Complici anche i minori spazi disponibili, i prezzi dei biglietti più “popolari” e un giorno in meno di programmazione. Ma l’insuccesso è dovuto soprattutto all’assenza di star di richiamo internazionale sul red carpet. La formula che si è scelto di seguire è quella, spiega Monda: “dell’intimità del cinema, dell’emozione condivisa nel buio di una sala. Tutto il resto – coriandoli e lustrini – viene dopo”. Una decima edizione di scarso appeal per un vasto pubblico, ma a cui va riconosciuto il merito, questo sì, di aver presentato molti film di qualità: piccole e grandi rivelazioni, che nel buio della sala hanno fatto la differenza.

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