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Festa del Cinema di Roma 2015 #5 Monica Bellucci presenta Ville Marie

Festa del Cinema di Roma 2015 #5 Monica Bellucci presenta Ville Marie
ottobre 20
23:05 2015

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2015 #5: IL RESOCONTO DELLA QUINTA GIORNATA DELLA KERMESSE CAPITOLINA ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA. PROTAGONISTA MONICA BELLUCCI CON IL FILM VILLE MARIE

Protagonista assoluta della giornata del 20 ottobre è stata Monica Bellucci, intervenuta alla Festa del Cinema di Roma per presentare Ville Marie, film in cui interpreta il ruolo di una famosa attrice che vive un rapporto conflittuale con il figlio. Diretto da Guy Edoin, Ville Marie è un film corale che segue le storie di quattro protagonisti i cui destini si intrecciano nella cornice di un ospedale. «Il mio è un personaggio che è molto vicino ad ognuno di noi» ha spiegato la Bellucci: «una donna che cade e deve imparare a rialzarsi, come succede spesso nella vita». L’attrice, madre di due bambine, ha raccontato che non si sente affatto simile alla protagonista e ha parlato del complicato ruolo di un genitore che lavora nel mondo dello spettacolo: «Conosco molti figli di attori e attrici. Sono tutte persone che hanno sofferto molto. Io spero che mie figlie mi vedano come una madre prima che come un’attrice. E spero che avranno di meglio da fare nella vita che guardare i miei film, che vivano la loro realtà, non la mia. Voglio essere una mamma per loro, non un’attrice». Oltre che in Ville Marie, la vedremo prossimamente anche in Spectre di Sam Mendes, nuovo capitolo della saga dedicata a James Bond. E per il futuro la Bellucci svela di voler tornare ad interpretare un ruolo comico, nonostante la difficoltà di trovare commedie ben scritte. Al momento l’attrice è impegnata con le riprese del nuovo film del regista serbo Emir Kusturica, On the Milky Road.

Guarda la photogallery della quinta giornata del Festival e continua a leggere:

MUSTANG – Inserito nella sezione Alice nella Città, Mustang è un film intenso e amaro sulla condizione delle donne nella Turchia moderna. Un paese complesso e contraddittorio, che tende una mano verso occidente ma allo stesso tempo pianta stolidamente i piedi nelle proprie tradizioni antiquate e conservatrici. Mustang racconta la storia di cinque giovani sorelle, costrette alla reclusione domestica dallo zio: una punizione per aver fatto il bagno in mare e scherzato con un gruppo di ragazzi. Un gioco innocente, ai nostri occhi. La storia è molto simile a quella che raccontò qualche tempo fa Sofia Coppola ne Il Giardino delle Vergini Suicide. Con la differenza che lo sfondo stavolta è la Turchia, il Paese che dopo il crollo dell’impero ottomano ha fatto di tutto per rinascere come Stato laico, ma dove ancora oggi la modernità tarda drammaticamente ad arrivare. Con una differenza significativa: quella tra la Turchia rurale, dove tutti osservano tutto e giudicano, e la Turchia moderna, che guarda a occidente; quella che ogni turista ritrova nella più grande megalopoli del Paese, Istanbul, dove infatti fuggono tutti i personaggi del film in cerca di libertà, o semplicemente in fuga da un indesiderato matrimonio combinato. Mustang non perde l’occasione di denunciare velatamente, tra le righe, la preoccupante inversione di rotta della Turchia di Erdogan. Dalla tv, in sottofondo, ascoltiamo infatti l’intervento di un politico vicino al presidente che non molto tempo fa sollevò un polverone di polemiche per aver invitato il gentil sesso a “non ridere in pubblico, perché una donna dovrebbe essere casta. Dovrebbe conoscere la differenza tra pubblico e privato”. Mustang ci mostra come sono sempre le donne le prime vittime di un sistema chiuso in sé stesso. Un mondo in cui le relazioni sentimentali sono complicate e fonte di imbarazzo. Un circolo vizioso in cui la famiglia si rivela una trappola, e l’unica cosa che conta è mantenere disperamente le apparenze.

HITCHCOCK/TRUFFAUT – Accorre numeroso il pubblico in sala per la proiezione del documentario dedicato al celebre maestro della suspence Alfred Hitchcok: Hitchcock/Truffaut mette in scena l’ intervista che il cineasta francese fece al regista americano; una conversazione avvenuta nel 1962 e durata otto giorni, da cui è stato tratto libro omonimo e da cui nacque una duratura amicizia. Costantemente tormentato dal dubbio di non essere un artista ma un semplice intrattenitore, Alfred Hitchcock è nato negli stessi anni in cui nasce il Cinema e ne ha vissuto l’epoca più gloriosa: quella sfavillante dello Studio System. Hitchcock/Truffaut gli rende omaggio e ne ripercorre la carriera facendoci ascoltare ancora una volta la sua voce. A celebrarne la grandezza e il genio troviamo anche grandi registi quali Wes Anderson, Martin Scorsese, David Fincher, Akira Kurosawa, Richard Linklater. Furono il lavoro e la dedizione di Truffaut che valsero ad Hitchcock il riconoscimento definitivo come artista. Hitchcock/Truffaut ce lo mostra per la prima volta mentre ci racconta i suoi film, nati da sogni ad occhi aperti e dall’esame attento delle proprie paure e timori. Ma soprattutto dal rifiuto dell’ordinario, perché, parola sua: «La normalità non riesce mai a soddisfarmi».

SHOWBIZ – Ritratto nudo e crudo della Roma della movida, dei club e delle discoteche, attraverso le storie di quattro personaggi che questi ambienti li hanno frequentati per anni: Shultz, Riccardo Modesti, Massimo Marino e Stefano Natale. E’ Showbiz, il nuovo documentario del regista e giornalista Luca Ferrari, che si propone di raccontare il “lato b della Grande Bellezza”; quello delle feste, della vita notturna romana, delle emittenti televisive locali con i loro programmi pieni di donne svestite e uomini a caccia di notorietà. Protagonisti quattro uomini che hanno vissuto di e in televisione, fotografati con i vip e paparazzati in vacanza, in ombra rispetto ai “pezzi grossi” eppure star nel loro piccolo. Ma Showbiz racconta anche l’altra faccia della medaglia: quella di un mondo ormai lontano, che si è spento all’alba del nuovo millennio e a cui si può solamente guardare con nostalgia nella solitudine del proprio appartamento affacciato sulla tangenziale. Una malinconica e surreale parabola sulla Dolce Vita capovolta.

IL PROGRAMMA DI MERCOLEDI 21 – Il Festival prosegue con le proiezioni di The End of The Tour, Dobbiamo Parlare, Game Therapy e i primi due episodi della seconda stagione di Fargo. Per la retrospettiva dedicata alla Pixar sarà proiettato A Bug’s Life, mentre per Alice nella Città è prevista l’anteprima di Iqbal: bambini senza paura.

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