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Fiorella Mannoia, standing ovation il 27 luglio 2012 alla Cavea

Fiorella Mannoia, standing ovation il 27 luglio 2012 alla Cavea
luglio 28
15:49 2012

Fiorella Mannoia

La rossa delicata, sensuale, onesta ed impegnata non delude nemmeno stavolta. Comincia poco dopo le 21 con “I treni a vapore”, in jeans, maglietta e Converse nere. E il concerto di Fiorella Mannoia, dello scorso 27 luglio, alla cavea dell’Auditorium Parco della musica, diventa un continuo crescendo di sorpresa, ricordi, balli e impegno sociale. Felice, ringrazia il pubblico di Roma, dà il benvenuto a chi l’ascolta per la prima volta dal vivo e a luci soffuse canta “Io non ho paura”, pezzo tratto dal nuovo album “Sud” che dà anche il titolo al tour. “Se il diluvio scende” regala emozioni che colpiscono dritto all’anima. Sulle note della canzone la mano della Mannoia e quella di Natty Fred, cantante e musicista senegalese, si uniscono in segno di speranza e amore per il prossimo. “La novità di questo album è che ho iniziato a scrivere testi. Ho incontrato tante persone, provenienti soprattutto dal Sud del mondo, ho fatto molte domande e sono emerse tante riflessioni che mi hanno spinto a raccontarle attraverso le canzoni. Io, che giovane non sono, ricordo le speranze degli anni ’60, in pieno boom economico, per un futuro migliore e radioso. Guardandoci oggi mi chiedo cosa ci abbiano fatto. Eppure continuo a pensare che uniti, stretti l’uno con l’altro, noi possiamo riappropriarci delle stesse e nuove speranze per il futuro”. Questa è la premessa che Fiorella fa prima di cantare “Dal tuo sentire al mio pensare”. Affettuosa, gioiosa, abbraccia e ringrazia ogni componente della sua band. “Se solo mi guardassi” è uno dei brani nato dall’incontro con i musicisti. La Mannoia ha chiesto ad Ivano Fossati “il quale non sa mentire” un parere prima di inciderlo. E lui ne è rimasto così entusiasta che ne ha voluto scrivere la musica. E la collaborazione ed amicizia di lunga data tra i due artisti è ancora una volta sublime, speciale, da pelle d’oca. “Il nostro futuro è multietnico e non ci sarà nessuna legge che toglierà la speranza ad un popolo che,a dirla tutta, abbiamo affamato ed impoverito noi”. Il pubblico applaude, riflette e la guarda commosso e felice. Pubblico che esplode con tutta la sua voce e calore quando lei intona “I dubbi dell’amore”. Contenta canta “Luce” scritta per lei da Luca Barbarossa, canzone che racconta di quanto noi esseri umani abbiamo perso uno dei sentimenti più belli che ci possano appartenere, quello della compassione, del sentire insieme. Non meno toccante è la canzone “In viaggio” che contiene le parole che la Mannoia da ipotetica mamma avrebbe detto a sua figlia prima della partenza per cercare un domani migliore. “Perché ogni donna, anche se non ha figli, è madre” e non bisognerebbe dimenticare la sofferenza delle madri che vedono partire i loro figli alla ricerca di un sogno, una speranza e una possibilità. Abito lungo e bianco, a piedi nudi e balli con un gruppo di ballerini per la canzone “Quando l’angelo vola” dedicata a Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso dal 1984  al 1987, che morì assassinato a soli 38 anni. “Perché le idee non si uccidono. Noi abbiamo affamato i popoli del Sud del mondo e poi li respingiamo. Se le idee che ci sembrano giuste vengono, però, divulgate uomini come Sankara non moriranno mai”. I ballerini che la accompagnano in queste danze sono del Burkina Faso e provengono dal progetto Axè, nato nel 1990 a Salvador, Bahia (Brasile) ad opera di Cesare De Florio La Rocca con l’obiettivo di recuperare bambini e ragazzi di strada esclusi dalla vita sociale, affettiva ed istituzionale, attraverso l’arte che “rende visibili bambini e ragazzi invisibili alla società”. E riparte con leggings neri, piedi nudi per cantare “Non è un film” canzone con Frankie Hi-NRG e “Via con me” di Paolo Conte. Un ballo e un ritmo indiavolato sulle note di “Clandestino” di Manu Chao che regala vita ed energia al pubblico che balla, applaude e ride. Abito nero ed elegante per “Portami via”, “Oh che sarà” e “Quelle che le donne non dicono” dove Fiorella lascia cantare il ritornello al pubblico, guardandolo piena d’amore. Pantaloni grigi luccicanti, maglietta e Converse bianche per l’ultima parte del concerto. Sullo schermo, come in un film, i titoli di coda riportano i nomi di tutto lo staff che Fiorella ringrazia ripetutamente. “Convivere”, “Il cielo d’Irlanda” e “Cara” in ricordo di Lucio Dalla emozionano il pubblico che si alza in piedi e applaude a lungo con gli occhi e il cuore rivolti al cielo. Finale esplosivo con “Buontempo” dove la Mannoia balla, scende tra il pubblico accompagnata dai ballerini, donandosi al suo pubblico, che l’abbraccia e le stringe le mani. Che la Mannoia fosse un’artista impegnata, attenta alle diseguaglianze e alle sofferenze del mondo si sapeva. In questo album però allargato a tutto il Sud del mondo ha ampliato maggiormente questo impegno e questa attenzione. Ciò che dice, canta ed esprime è reale, vero. Sono parole che nascono dal cuore, da un vero sentire. Credo ci siano pochissimi artisti così onestamente, veramente, moralmente impegnate e brave. E tutta quest’umiltà e bravura è arrivata al cuore di ogni persona lì presente. Perché l’amore e il cuore si sentono e ripagano sempre.

Stefania Paradiso

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