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G3 al Postepay Rock in Roma: Joe Satriani, Steve Vai e The Aristocrats, l’eccellenza sotto le stelle | RECENSIONE

Nella foto: Joe Satriani

G3 al Postepay Rock in Roma: Joe Satriani, Steve Vai e The Aristocrats, l’eccellenza sotto le stelle | RECENSIONE
luglio 05
22:34 2016

Grinta, tecnica ed eleganza sono state le variabili vincenti che hanno conquistato il pubblico del G3 al Postepay Rock in Roma sabato 2 luglio 2016. Dopo ben quattro anni di assenza dai palchi italiani, è stato per il G3 un grande show che, all’Ippodromo Capannelle, ha visto protagonisti Joe Satriani, Steve Vai e The Aristocrats

Steve Vai, Joe Satriani, The Aristocrats, ovvero il G3 al Postepay Rock in Roma 2016. Un trio che, sabato 2 luglio 2016, non poteva che rappresentare la perfezione. Finalmente, il G3 è tornato dopo quattro anni di assenza dall’Italia, con un grande show che si è concluso sotto le note della canzone di Neil Young, Rockin’ In The Free World. Una tecnica degna dei più grandi chitarristi del mondo, che si sono esibiti prima in una performance da solisti e successivamente in una jam session finale dove tutti insieme hanno interpretato alcuni classici, tra cui Message In A Bottle dei Police e Smells Like Teen Spirit dei Nirvana.

Grinta, tecnica ed eleganza  sono state le tre variabili fondamentali che hanno creato un’interpretazione sopraffina dei brani proposti, come la splendida tecnica selvaggia di Steve Vai, allievo storico di Joe, che nell’ordine di esibizione è salito prima di lui sul grande palco di Capannelle. Gli applausi sono stati più che meritati, per uno show in cui gli artisti hanno mostrato le loro grandi qualità. Il G3 è stato ideato da Satriani nel 1995 e nel corso degli anni vi hanno preso parte artisti del calibro di Steve Lukather, Yngwie Malmsteen ed Eric Johnson.  Dalla sua nascita ha avuto moltissimi cambiamenti e acquisito varie conformazioni, ma soprattutto, ha evidenziato in maniera eclatante il rapporto simbiotico che si forma tra chitarrista, strumento e melodia.

Il concerto del G3 al Postepay Rock in Roma a Capannelle ne è stata una dimostrazione, in cui la ricerca della perfezione e del particolare è stata la chiave di Volta per una tecnica avanguardista e se vogliamo irrazionale di concepire lo strumento in sé. Hanno estrapolato una forte libertà vitale, al di là del modo meccanico tra il movimento delle dita e del plettro, concepito come un qualcosa di naturale, in cui la chitarra diventa la ‘voce’ protagonista indiscussa ed effetti, suono e palco ne sono il corollario. Canzoni famosissime come Shockwave Supernova o Surfing With The Alien di Satriani hanno creato un mood irripetibile.

Hanno caratteristiche e modi di interpretazione dello spartito diversi tra loro, tra lo stile di Joe, come la critica di settore lo definisce, ”piacevolmente didattico”, ad uno più spregiudicato e spontaneo di Vai, che completano la modernità del power trio composto da Guthrie Govan (chitarra), Bryan Beller (basso) e Marco Minnemann (batteria). Velocissimi e con grande maestria si sono dimostrati i principi del Rock in Roma, per il gran finale anche con Mike Keneally, che sotto le stelle hanno sfoggiato potenza e regalità.