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La Galleria Nazionale si rinnova. Come ci accoglierà?

La Galleria Nazionale si rinnova. Come ci accoglierà?
ottobre 25
09:50 2016

Time is Out of Joint è la mostra con cui riapre i battenti la rinnovata Galleria Nazionale e che esporrà le sue opere fino al 15 aprile 2018

Entrare nella rinnovata Galleria Nazionale provoca un momento di disorientamento. Dove sono le rassicuranti collezioni dell’Ottocento, le tele di inizio Novecento? Non si parla più di GNAM, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, il nuovo look ha rispolverato la vecchia Galleria Nazionale e l’arte è diventata soprattutto contemporanea. La moderna è stata messa un po’ in sordina.

Guardiamo un po’ cosa è successo a questa Galleria Nazionale, all’edificio realizzato dall’architetto Cesare Bazzani nel 1911 e alle sue collezioni.

Un lavoro iniziato molti mesi fa ha cercato di riportare alla luce l’originaria struttura, togliendo gli interventi che si sono susseguiti negli anni.
Un guardare all’eredità con gli occhi di questo tempo, sottolineano gli allestitori. Si è cominciato dall’ingresso e dalla Sala delle Colonne.
Il riallestimento, operato dal designer Martí Guixé, ha messo al centro l’idea di ospitalità e accoglienza nella Sala, dove un tappeto d’epoca ha sostituito l’installazione di Alfredo Pirri. La sala espositiva è stata separata da un filtro leggero e delicato che lascia intravedere la mostra.

La Galleria Nazionale è uno dei venti musei italiani autonomi e in questa veste si propone come luogo aperto alla ricerca e spazio di riflessione sui linguaggi, sulle pratiche espositive e sul ruolo del museo contemporaneo.
La riapertura parziale è avvenuta lo scorso 20 giugno 2016. In parallelo si è lavorato sulla ristrutturazione dell’immagine, sulla creazione di un nuovo sito web per posizionare questa realtà tra i grandi musei internazionali.

 

Lo scorso 11 ottobre 2016 la Galleria Nazionale ha inaugurato un nuovo capitolo della sua storia con la restituzione al pubblico degli spazi completamente rinnovati e con la profonda rilettura delle sue collezioni.  Questo nuovo corso si è aperto con un discorso sul tempo, la mostra Time is Out of Joint, 500 opere di cui una quarantina provenienti da musei pubblici e collezioni private con circa 170 artisti.
L’esposizione risulta incentrata sulla percezione della dimensione temporale, indagata attraverso i lavori di riconosciuti maestri internazionali, di protagonisti della scena delle ultime generazioni e di singoli artisti emergenti.

L’esposizione, la quale resterà aperta fino al 15 aprile 2018, sonda l’elasticità del concetto di tempo, non lineare, sconnesso, ma stratificato. Tutto dipende dal nostro sguardo che deve analizzare il gioco continuo di rimandi oltre il tempo e lo spazio. Non si è aiutati da corredi didattici. Il visitatore è lasciato da solo nel guardare opere apparentemente lontane tra loro, come l’ottocentesco Ercole di Canova che si specchia nel mare di zinco di Pino Pascali con alle spalle un’opera di Giuseppe Penone del 2002.

Nessun allestimento può durare più di dieci anni, spiegano i curatori. Lo sguardo del mondo cambia velocemente e i musei devono toccare temi più ampi, produrre sensazioni anche spettacolari per chi li attraversa.
Ma il pubblico può essere lasciato completamente solo, così all’improvviso, o non sarebbe meglio dargli una mano in questa innovativa ma difficile rivoluzione nella storia dei musei?

Time is out of joint

Fino al 15 aprile 2018
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti, 131 – 00196 Roma
Orari: dal martedì alla domenica 8,30 – 19,30
Biglietti: Intero 10,00 euro – Ridotto 5,00 euro
Tel. 06 3229 8221
www.lagallerianazionale.com