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Gianna Nannini a Roma, un’esplosione di energia rock | RECENSIONE e FOTO

Gianna Nannini a Roma, un’esplosione di energia rock | RECENSIONE e FOTO
luglio 23
16:39 2016

Nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica, venerdì 22 luglio 2016, è tornata Gianna Nannini a Roma per regalare altre due ore di emozioni e di grande musica. Ancora un grande evento messo a segno nell’ambito della rassegna Luglio suona bene

Uno spettacolo nello spettacolo. Quasi che uno spettatore avrebbe dovuto pagare un doppio biglietto per assistere al – di per sé pregevole – all’esibizione musicale e, in contemporanea, anche allo show sul palco della protagonista. E’ Lei, Gianna Nannini, 62 anni appena compiuti e non sentirli! Gianna Nannini a Roma è tornata a grande richiesta, dopo il live proprio lì, all’Auditorium Parco della Musica, il 13 e 14 aprile 2016. Questa volta la location, venerdì 22 luglio 2016, la location è stata spostata all’aperto, nella cavea della struttura ideata da Renzo Piano. Location tipica dell’estate romana e della rassegna di Musica per Roma, Luglio suona Bene.

La cantante senese sbugiarda la sua carta d’identità e mette in mostra un’energia da far invidia ad un ventenne. Un vero e proprio animale da palcoscenico – molto rock per giunta – capace di rapire lo spettatore e di affascinarlo anche se si trovasse a cantare l’elenco telefonico. La Nannini salta, si lascia trasportare dalla musica rock delle sue storiche hit (non a caso il suo tour si intitola HitStory), saluta e ringrazia il pubblico, invitandolo sotto il palco, malgrado gli steward si affannino a mantenere tutti seduti in platea. La rockstar canta ed interagisce con i suoi calorosi fan, in una maniera genuina. Come quando le lanciano una bandana con la scritta “Sardegna al potere” e lei subito intona a cappella un canto in dialetto sardo…

Durante il live, come è d’obbligo per le donne di spettacolo, la Nannini effettua due cambi d’abito, pur sempre mantenendo gli shorts di jeans, mostrando un fisico da ragazzina. E proprio come se per lei il tempo si fosse fermato, si può permettere anche di buttarsi di spalle  sopra il suo pubblico, che la sorregge fin a quando un addetto al palco l’aiuta a risalire dal palco.

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Durante le due ore di concerto, Gianna parla poco e niente. Ci pensano i suoi musicisti con i loro strumenti, tra cui un sestetto di archi e la sua gestualità. Ma quelle poche volte che apre bocca non per cantare, l’artista senese lascia sempre il segno, anche per la simpatia. Come quando, dopo una toccante interpretazione a cappella del brano di Antonello Venditti, Roma Capoccia, voluto per omaggiare il pubblico romano afferma che “mi sono venuti i brividi sulla pelle delle gambe… E io non le scopro mai perché sono troppo belle e poi lascerei le altre senza lavoro! Io invece sono per l’occupazione femminile…”.

Per quanto riguarda la scaletta, Gianna Nannini a Roma propone quelle che sono le sue canzoni e cover contenute nella sua ultima raccolta, partendo subito forte con il trittico America e Avventuriera e Possiamo sempre, prima di far abbassare un po’ la temperatura della cavea con Profumo, Ragazzo dell’Europa e la cover di Luigi Tenco, Ciao amore ciao. E’ un colpo di batteria a riportare l’energia sul palco, seguito dalle note della storica Bionda, seguita poi da Ogni tanto, prima di ‘sparare’ l’apprezzata doppietta revival costituita da Fotoromanza e I maschi. Su Revolution, l’artista si diverte a sdraiarsi da una delle violiniste, facendola anche cantare sul ritornello, mentre prima del primo cambio di abito e di una pausa con intermezzo strumentale, si concede due gradite cover riarrangiate in chiave elettrica (Lontano dagli occhi di Sergio Endrigo e Dio è morto dei Nomadi).

Il concerto prosegue trascinando lo spettatore tra momenti di calma apparente (Dea, Mama, Maledetto Ciao, Io, Amandoti) prima di sopraffarlo con improvvise ondate di energia pura (con le “giovanili” Bello e impossibile, Latin Lover), prima del finale impreziosito da due hit della seconda parte della sua carriera, Sei nell’anima e l’acclamatissima Meravigliosa creatura. Per i bis, Gianna regala ancora un’altra cover, L’immensità di Don Backy, prima di congedarsi definitamente da un pubblico romano letteralmente in estasi e letteralmente ai piedi della regina del rock italiano con Un giorno disumano e Notte magiche (quest’ultima dedicata alla prossima vittoria, senza però specificare se si riferisse alla Roma o alla Lazio…).

La sensazione che ti lasciano addosso le due ore di concerto di una donna senza età come Gianna Nannini è che questa esperienza va assolutamente vissuta almeno una volta nella vita, e possibilmente ripetuta alla prossima data romana…