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Il MoVi, la sfida del Volontariato moderno

Il MoVi, la sfida del Volontariato moderno
luglio 07
22:18 2012

Oggi più che in passato, valorizzare il ruolo del volontariato sembra essere una necessità impellente. Lo sa bene il MoVi (Movimento Volontariato Italiano) che dal 1978, costituitosi come organizzazione associativa di tipo federativo apartitica e aconfessionale, lavora senza sosta con interventi di aiuto per le persone in difficoltà e progetti su tutto il territorio nazionale. La crisi economica, la globalizzazione, la disgregazione della società e la stessa difficoltà di controllo e gestione delle istituzioni nei confronti dei problemi sociali, rendono fondamentale e irrinunciabile l’azione del volontariato. Proprio per questo il MoVi punta molto sul ruolo socio-politico ed educativo del “movimento” e si pone, in maniera unica, come centro di aggregazione e coordinamento delle varie realtà di volontariato  sparse sul territorio nazionale e internazionale. Il gruppo,  poi, sensibilizza continuamente l’opinione pubblica sui problemi di giustizia sociale e solidarietà. Attualmente, grande attenzione è rivolta alle nuove forme di povertà ed emarginazione che aumentano con un ritmo vertiginoso. «Gli individui  ― come ha ricordato Marian Harkin,  deputato europeo membro del programma del volontariato delle Nazioni Unite ― si sentono spesso impotenti di fronte alla globalizzazione, come delle zattere che fluttuano sulle onde, senza un’ancora stabile. Il volontariato può servire da ancora per coloro che influenzano il cambiamento nella propria comunità». Proprio per questo, il MoVi vuole offrire un volontariato maturo e moderno in grado di porsi anche come un’alternativa valida di impegno socio-politico arrivando dove le istituzioni  sempre più spesso non riescono più ad intervenire. Un volontariato quindi attivo e fortemente partecipativo che punta molto a coinvolgere sempre più giovani. Proprio per questo, il Movimento del Volontariato italiano propone continuamente tantissime iniziative, come, ad esempio, “XXL – spazi larghi di partecipazione giovanile” che ha coinvolto 1200 giovani di otto regioni italiane. Il progetto durato per tutto il 2011 ha promosso 50 iniziative dedicate ai giovani tra i 15 e i 30 anni. Nel Lazio, ad esempio, si sono svolti laboratori di cinema interculturale, in Calabria si è lavorato invece per realizzare una radio web gestita direttamente dalle associazioni di giovani. Da ricordare anche il progetto “Educa” (tenutosi a settembre 2012 a Rovereto)  giunto alla sua quarta edizione e totalmente incentrato sull’educazione dei giovani e arricchito da dibattiti e  conferenze  affidati a filosofi, professori ed educatori. Ogni anno poi per rinforzare l’unità del volontariato vengono organizzati incontri su tutto il territorio nazionale. Molto attesa è infatti la Conferenza Nazionale dei volontari in programma dal 5 al 7 ottobre 2012 all’Aquila.  Oggi essere volontari non vuol dire solo dedicare del tempo agli altri , ma vuol dire aprirsi a se stessi, alle proprie emozioni, vuol dire arrivare ad allargare il proprio spazio mentale e riscoprirsi finalmente parte di un tutto che non possiamo ignorare che esista.

Francesca Cotugno
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Tel: 06  6538261
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