Roma da Leggere

News

Il “Necci”, un’istituzione nel cuore del Pigneto dal 1924

Il “Necci”, un’istituzione nel cuore del Pigneto dal 1924
luglio 08
07:59 2012

Il bar Necci, al Pigneto,  è una istituzione , ma dal 2007 anno in cui la gestione è passata al giovane Massimo Innocenti  e al suo socio, lo chef inglese Benjamin Hirst si è affermato come locale di tendenza, dove poter gustare ottime colazioni, brunch, merende, aperitivi e cene.
Si trova in Via Fanfulla nel cuore del quartiere Pigneto nel Village Casilino popolato da giovani artisti registi emergenti musicisti e intellettuali.
Il locale ha all’interno 2 sale, la prima di ingresso è caratterizzata  da un lungo  bancone che espone varie prelibatezze a seconda della fascia oraria; brioches e lieviti al mattino piuttosto che pizzette e focacce a mezzogiorno e una seconda sala con deliziosi tavoli di legno in stile retrò che si affaccia sul cortile che circonda l’intero locale.
Il Necci fu la location del film di Pasolini l’Accattone e conserva di quei tempi l’atmosfera con l’oggettistica econ le foto in bianco e nero che si ammirano sulle pareti.
L’intero locale è arredato in stile vintage compreso il vecchio juboxe e possono accomodarsi circa 40 persone all’interno e il doppio all’esterno (grazie anche ai tavoli sociali)
Le vie del quartiere sono piuttosto strette e idonee al passaggio in scooter o meglio ancora in vespa per rimanere in tema, ma con un po’ di pazienza si riesce a parcheggiare anche l’auto.
C’è anche disponibile la griglia per il parcheggio delle biciclette.
Nonostante le origini britanniche dello chef si serve una cucina prettamente italiana e per meglio dire mediterranea. La caratteristica principale del locale è appartiene alla categoria bistrot facendo l’occhjolino alle nuove ispirazioni di osterie moderne. Infatti si può mangiare a qualsiasi ora del giorno (tipico dei bistrot) ma anche degustare piatti familiari (osteria) inoltre è aperto tutta la settimana per l’intera giornata.

Al Necci  e più correttamente dallo chef Ben si può andare per: le 8.00 di mattina per una profumatissima colazione, dal forno arrivano i lieviti  ottimi i cornetti ai semi di papavero, i plumcake e le crostate alle mele; per il brunch delle 11.00 quando fanno da padrone le sue ‘bruttarelle’ ( pizzette bianche croccanti) farcite con salumi, insalate e formaggi o le focaccine fritte con la bufala e il pomodoro fresco; per il pranzo light o per il pranzo della domenica, indimenticabili fusilli al ragù di pecora e le capesante in insalata;
per la merenda la pasticceria offre il meglio, millefoglie con crema chantille e fragoline, cheese cake, mousse di cioccolato e pere e la pastille ( una mela condida al brandy avvolta in una croccante sfoglia) e i classici biscotti al burro; ma anche per un buon aperitivo, da segnalare la carta dei vini ed infine per la cena con i piatti sperimentali della cucina creativa.

 

Per gli ‘irriducibili’ del fritto  si segnala anche il fish and chips fatto a regola d’arte secondo la ricetta londinese con  la pastella alla birra.



Si viene  accolti in un ambiente familiare e da camerieri piuttosto giovani e cortesi. Al mattino si può acquistare anche il pane fragrante prodotto dal forno stesso del Necci. Dal medesimo forno si producono panettoni alle mandorle a Natale e colombe pasquali, e tutta la pasticceria offerta dal locale.

Si può gustare anche soltanto una tazza di the o caffè e fermarsi a godere del fresco nel cortile. Locale dotato di wireless.
Costo medio 15/20 euro un po’ di più la sera a cena.

 

Contatti:

Via Fanfulla da Lodi, 68 – Pigneto – Roma
tel. 06.97601552
info@necci1924.com
www.necci1924.com
Orario di apertura >> 08:00 – 01:00; Aperto 7 giorni su 7. Aperti per colazione, pranzo, apertivo e cena.

Tags
Condividi

1 Commento

  1. Nina
    Nina marzo 14, 01:04

    Ho letto del locale sulla guida Lonely Planet dedicata alla capitale, ed attratta dal nome Pasolini mi ci sono recata in una domenica di marzo per pranzo. Del grande pensatore narratore suo frequentatore purtroppo non vi ho trovato nulla, se non un ritrattino in stile Warhol appeso a una parete secondaria poco visibile e comunque rifilata, non come la foto del gestore insieme a Grillo che invece trionfa gigante dietro la cassa. Al nostro arrivo non ci ha considerato nessuno, ho chiesto se potevo accomodarmi a qualche tavolo e una volta seduti nessuno del locale che ci chiedesse nulla, e zero menu sul tavolo o alle pareti (anche se poi lo si legge sul sito web). E già, perché i camerieri che circolano non prendono prenotazioni: devi recarti tu al banco interno, e una volta scelto fra le cibarie da gastronomia ivi esposte, devi essere tu a braccare l’attenzione di qualcuno sempre molto impegnato dietro al bancone per chiedergli se ti può sporgere il piatto prescelto, e se lo puoi pagare! Nessuno ti domanda se vuoi accompagnare il cibo a qualche bibita, problemi dell’ugola dell’avventore! Credo inoltre, perché non era scritto da nessuna parte e nessuno ci ha resi edotti di ciò neppure a mezzo tradizione orale -io l’ho immaginato vedendo arrivare gente che diceva che per mangiare alcuni piatti voleva accomodarsi all’uopo a tavoli speciali-, che a una certa ora scatti un’opzione pranzo di qualche tipo, che io non sono riuscita a cogliere perché ne ero ignara e sazia dei piatti stile “take-away” presi nell’attesa. I luoghi saranno anche quelli pasoliniani, ma lo scrittore precursore viene tristemente utilizzato come specchietto per le allodole per un locale oggi trendy e preoccupato più del rimanere fashion che di preservare l’autenticità di cibo, posti, tempi e stile dell’amato Pier Paolo che temo/spero si stia rivoltando nella tomba pensando a questo posto e al suo utilizzo. SERVIZIO: SCADENTE CIBO:DOZZINALE.

    Rispondi a questo commento

Scrivi un Commento