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Ironia social Raggi no a Roma 2024: così la rete si scatena per la rinuncia alla candidatura per le Olimpiadi

Ironia social Raggi no a Roma 2024: così la rete si scatena per la rinuncia alla candidatura per le Olimpiadi
settembre 22
17:15 2016

Giornata rovente quella di mercoledì 21 settembre 2016: il sindaco della Capitale non si presenta ad un incontro con il presidente del Coni, Malagò. Poi, in conferenza stampa annuncia la linea del Campidoglio: “no alle Olimpiadi del mattone”. Secca la risposta del numero 1 della massima istituzione sportiva: “Noi trattati senza rispetto. Ma andremo avanti”. Ed intanto, sul web fioccano i commenti e i fotomontaggi. Ecco il meglio dell’Ironia social Raggi no a Roma 2024

Quello che ci aspettava è quanto poi accaduto. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi ha dato il suo “no” alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Quello che non ci si aspettava, però, era il prima e il dopo il suo annuncio in conferenza stampa. Il “prima” è rappresentato dal mancato incontro tra il sindaco e il presidente del Coni, Giovanni Malagò, previsto intorno alle 14, con quest’ultimo impegnato a fare un ultimo tentativo di mediazione e di convincimento sulla prima cittadina della Capitale. Ma dopo circa 40′ di vana attesa in Campidoglio, il numero 1 della principale istituzione sportiva italiana ha “levato le tende” indignato per la mancanza di rispetto di Virginia Raggi. Quest’ultima si è poi scusata adducendo a un contrattempo legato a precedenti impegni di lavoro, mentre il Corriere dello Sport l’ha fotografata in un ristorante non distante proprio dalla sede del quotidiano sportivo.

Di certo, è comprensibile la volontà da parte della Raggi di “boicottare” l’incontro per dare un’immagine risoluta opposizione al carrozzone imprenditoriale-politico che Malagò si porta dietro, dietro il cartello del comitato promotore delle Olimpiadi 2024 a Roma. Ma sicuramente, il modo in cui ha evitato l’incontro, non è stato né garbato e rispettoso del suo interlocutore e nemmeno positivo all’immagine della stessa Virginia, che sin dal primo giorno della sua legislatura è sotto la lente d’ingrandimento dei media per tutti i passi (soprattutto quelli falsi) che effettua con la fascia tricolore addosso.

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Il ‘no’ della Raggi in conferenza stampa

Dopo lo sgarbo a Malagò, il sindaco di Roma nel pomeriggio ha tenuto la tanto attesa conferenza stampa in cui ha confermato la sua volontà di non procedere con il sostenere il comitato promotore di Roma 2024: “E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura – afferma la Raggi nella conferenza stampa trasmessa in streaming dal blog di Grillo e in diretta Facebook dalla pagina di Roma Capitale -. Non abbiamo mai cambiato idea, ma rafforzato la nostra posizione. Ci viene chiesto di assumere altri debito e noi non ce la sentiamo”.

Per il sindaco (o la “sindaca” come il suo staff preferisce chiamarla) è un chiaro ‘No’ a quelle che lei stessa definisce “le Olimpiadi del Mattone. “Siamo ancora pagando i debiti per gli espropri di Roma 1960. Non vogliamo che lo sport venga usato compre pretesto per una nuova colata di cemento in città. Ci ricordiamo bene come sono andati i Mondiali di Nuoto, con impianti abbandonato ed inutilizzati che restano come gusci vuoti”.

D’altronde la Raggi non ha fatto altro che mantenere la linea intrapresa in campagna elettorale, quando al ballottaggio è riuscita a diventare sindaco con il 67% dei voti. Dopo la presa di posizione della prima cittadina, il passo successivo sarà quello di far votare al consiglio capitolino la mozione per rifiutare la candidatura, annullando la delibera precedente del sindaco Marino con la quale si chiedeva a Coni e governo a candidare Roma e allo Stato di impegnare fondi pubblici.

La replica di Giovanni Malagò

Come detto, conclusa tale conferenza stampa non è mancato anche un “dopo”. Il presidente del Coni, ovviamente, non ha preso bene lo smacco della riunione saltata e il “no” reso in via ufficiale. “Il sindaco di Roma avrebbe dovuto dedicare al mondo dello sporto un po’ più di attenzione e di rispetto. Ho chiamato Silvia Scozzese, il commissario per il debito di Roma e le ho chiesto se è vero che Roma ha debiti da addebitare ai giochi di Roma 1960. Mi ha risposto via mail dicendomi che si tratta di debiti commerciali, espropri per alcune case del villaggio olimpico per poche centinaia di migliaia di euro. Questa è demagogia, polulismo”.

E quasi come una minaccia, Malagò ha tirato fuori lo spauracchio del danno erariale: “Ora gli amministratori che eventualmente firmeranno la delibera dovranno assumersi le loro responsabilità”. Il riferimento è a quei 20 milioni di euro che – sulla base della delibera di Marino – sono stati sinora spesi dal comitato promotore per sostenere la candidatura della Capitale. Siccome la legge prevede la responsabilità individuale per chi causa un danno alle casse dello Stato, in questo caso, per via della “discontinuità amministrativa” rispetto alla precedente gestione, i consiglieri comunali – qualora venisse individuato effettivamente un danno erariale con l’approvazione di questa delibera – potrebbero doversi trovarsi nelle condizioni di risarcire il Coni a loro spese, con circa 500mila euro a testa.

Intanto, non sono mancante le reazioni sui social, con la rete che – come sempre – si è scatenata in commenti e fotomontaggi. All’indomani di questa rovente giornata, Malagò ha rincarato la dose affermando che formalmente non è finita e che citeranno l’amministrazione comunale per danno erariale”.

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