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Presentato La Pelle dell’Orso: suggestione e realismo in un film di Marco Segato

Presentato La Pelle dell’Orso: suggestione e realismo in un film di Marco Segato
ottobre 28
19:24 2016

Uscirà nelle sale, nel mese di Novembre, il film La Pelle dell’Orso, tratto dal libro di Matteo Righetto: un viaggio d’introspezione e crescita del giovane protagonista in un villaggio nel cuore delle Dolomiti, ambientato negli anni Cinquanta

Un viaggio d’esplorazione tra la dimensione intima, spirituale e quella fisica, dominata da una natura selvaggia in grado di travolgere ogni cosa. Così si mostra La pelle dell’Orso, film in uscita il prossimo 3 Novembre 2016 scritto e diretto da Marco Segato e tratto dall’omonimo romanzo di Matteo Righetto.

In occasione della presentazione, avvenuta giovedì 27 ottobre 2016 presso la Casa del Cinema a Roma, Marco Segato – insieme agli interpreti principali, Marco Paolini (Pietro Sieff) e Lucia Mascino (Sara), al produttore Francesco Bonsembiante e all’autore del libro Matteo Righetto  ha raccontato il percorso  e le suggestioni che hanno accompagnato la realizzazione del film.

Nodo focale, attorno al quale si snoda il viaggio d’introspezione e crescita del giovane protagonista, Domenico Sieff (interpretato da Leonardo Mason), è sicuramente quello di un’ambientazione aspra e suggestiva, dai toni folkloristici, che mette in scena la vita rurale di un villaggio nel cuore delle Dolomiti, negli anni Cinquanta. In un periodo storico a cavallo con la guerra, si ha la percezione di un’epoca che sta per finire, di un grande cambiamento a cui segue un futuro incerto. Nelle motivazioni del regista è qui che l’elemento della natura selvaggia, rappresentato dall’orso, chiamato Diaol (il diavolo), diviene una figura estinta che lascia il passo all’uomo sociale.

Nel descrivere la figura dell’orso (per il quale è stato utilizzato un animale vero), Marco Paolini, richiama alla mente aneddoti riguardanti le scene di caccia, raccontando in particolare, le sensazioni  e lo stupore nel girare la scena dello scontro con la feroce bestia.

Raccontando il personaggio, il regista e l’attore non mancano di sottolineare come la storia affronti il rapporto tra le due figure maschili principali, quella del padre Pietro Sieff e del figlio, Domenico Sieff. Il primo, descritto come uomo solitario, orgoglioso  e burbero, una figura di padre non educativa, ma al contempo una figura solida e rigorosa a cui il figlio, nonostante il difficile rapporto, imparerà ad affezionarsi. Il secondo, un giovane ragazzo, intraprenderà un lungo viaggio insieme al padre, abbandonando le sicurezze del villaggio in un percorso di cambiamento e crescita che lo vedrà trasformato. Nel frattempo, lo spettatore, osserva la scena come un forestiero, estraneo ai fatti e al di fuori della realtà del villaggio, una realtà chiusa, che non concede spazio a chi non ne fa parte.

È con soddisfazione che anche Lucia Mascino si racconta, descrivendo il suo personaggio femminile come figura rassicurante che interviene nel rapporto padre figlio velocizzandolo, favorendone così, il ricongiungimento. Una figura che, in ambiente crudo e potente, dalle tinte western, contribuisce ad un cambio di ritmo.

La Pelle dell’Orso si configura come un film di genere, un romanzo d’avventura e di formazione che non rinuncia ai contenuti del film d’autore.

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