Roma da Leggere

News

Ricchi materiali e pregiati dipinti nella Sala di Achille e Sciro

Ricchi materiali e pregiati dipinti nella Sala di Achille e Sciro
febbraio 19
14:19 2018

Due tasselli di pulitura nella Sala di Achille e Sciro della Domus Aurea hanno evidenziato il pregio degli elementi decorativi

Cinque mesi è durato l’intervento conservativo nella Sala di Achille e Sciro, uno degli ambienti più prestigiosi della Domus Aurea. Visitabile con le aperture nei fine settimana tramite prenotazione.

La Sala è chiamata di Achille e Sciro per il pannello al centro della volta. Lo svelamento di Achille, nascosto nell’isola di Skyros e travestito da donna dalla madre Teti per sottrarlo alla morte in battaglia. E lo smascheramento da parte di Ulisse.
È posizionata nella parte orientale della Domus Aurea fatta costruire da Nerone sul modello dei grandi palazzi orientali, come Persepoli, realizzati a padiglioni immersi nel verde. Grandi architetti l’avevano eretta, Celer e Severus, che qui sperimentarono tecniche innovative. E il pittore Fabullus, che lavorò rifacendosi al ricco patrimonio della pittura greca.

Altissimo è il livello dell’apparato decorativo di questo ambiente a pianta rettangolare, absidata sul lato nord. Profusione d’oro, pigmenti preziosi, raffinatissimi dettagli.
La parte inferiore delle pareti era rivestita di lastre marmoree, ormai non presenti. Quella superiore decorata da intonaci realizzati con la tecnica mista a dipinto e stucco. Complesse architetture prospettiche racchiudono figure e ripartiture a fondo monocromo, in cui sono inserite figurine in stucco. Nei campi geometrici della volta si alternano raffinatissimi elementi vegetali, figure isolate, busti femminili alati e quadretti con scene di simposio legate alla sfera dionisiaca.

L’intervento ha comportato la messa in sicurezza, il consolidamento e fissaggio della pittura. E ha permesso lo studio della tecnica esecutiva e dei materiali costitutivi.
Sono stati effettuati due tasselli di pulitura e reintegrazione pittorica sugli affreschi. Che hanno anche permesso la valutazione dei costi necessari per il restauro vero e proprio del decoro.
Due le zone scelte, rappresentative del degrado causato eminentemente da infiltrazioni d’acqua e strati calcarei. Uno con una donna offerente, l’altro nel dipinto della volta.
Una complessa pulitura  ha riportato alla luce l’incarnato dei personaggi, dettagli anatomici, particolari delle vesti e delle architetture.
Lacune tondeggianti nella decorazione della volta fanno ipotizzare la presenza di pietre preziose nelle grottesche e l’impiego di materiali molto pregiati come la foglia d’oro e pigmenti come il blu egizio e il cinabro. Tutti elementi che dovevano brillare alla luce radente che filtrava nell’ambiente e rendere l’idea dello sfarzo e del lusso che si intendeva comunicare agli ospiti. Questo spazio è infatti vicino alla Sala Ottagonale, zona di ricevimento della Domus.

Con 100 mila franchi svizzeri di investimento e un’azione di partenariato pubblico-privato, gli interventi di restauro sono stati sponsorizzati dalla Fondazione Isabel & Balz Baechi,  che ha come mission la conservazione delle superfici dipinte dell’architettura.

Per ora si tratta di due tasselli ma ci auguriamo siano due finestre dei futuri interventi sui 30.000 metri quadrati di superficie decorata della Domus Aurea.

0 Commenti

Ancora nessun Commento!

Non ci sono commenti per ora, vuoi aggiungere uno?

Scrivi un commento

Scrivi un Commento