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Lazio e Roma VS Juventus, Francesca Barra: “Complimenti a Zaza, ora temo Dzeko”

Lazio e Roma VS Juventus, Francesca Barra: “Complimenti a Zaza, ora temo Dzeko”
gennaio 21
19:53 2016

Lazio e Roma VS Juventus: due sfide in quattro giorni tra le squadre capitoline e i bianconeri, tornati a lottare su tutti i fronti ad altissimi livelli. Il commento della giornalista e scrittrice Francesca Barra: “Temevo l’imprevedibilità dei biancocelesti, ma la Juventus è squadra completa”. Sui giallorossi, prossimi avversari: “Temo Dzeko, gli manca solo il gol”

Due incontri in quattro giorni sull’asse Roma – Torino: mercoledì 20 gennaio 2016, allo Stadio Olimpico, si è consumata l’eliminazione della Lazio dalla Coppa Italia ad opera della Juventus, mentre domenica 24 gennaio  il posticipo  di campionato vedrà la Roma volare a Torino per affrontare i campioni d’Italia.

Un doppio incontro per le Capitoline. Per la Lazio l’esito è stato negativo: per l’ennesima volta i biancocelesti si sono arresi davanti alla forza bianconera, per l’ennesima volta Stefano Pioli è crollato al cospetto del suo tabù. L’allenatore laziale non ha mai vinto contro la squadra allenata da Massimiliano Allegri e anche in occasione dei quarti di finale la sconfitta è stata su tutti i fronti. Una Lazio mai in grado di impensierire i campioni d’Italia, nonostante in campo non ci fossero le prime scelte. E ora la Juventus sogna l’undicesima vittoria in campionato proprio contro l’acerrima nemica: la Roma, prossima avversaria. Giallorossi incapaci di vincere, nonostante i soldi spesi e l’arrivo in panchina di Luciano Spalletti. La Roma, all’ombra della Mole, vuole rinascere e fare lo sgambetto alla Juventus, che dopo un avvio difficile, è tornata a lottare per lo Scudetto.

Temi di cui abbiamo parlato con Francesca Barra, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva e radiofonica. L’anno scorso ha  pubblicato da Garzanti il suo sesto libro Verrà il vento e ti parlerà di me, ma la sua competenza sportiva la ammiriamo spesso al Processo del Lunedì. Con lei abbiamo parlato di queste due  partite.

Questo il suo commento sulla sfida di Coppa Italia, vinta grazie al gol di Lichtsteiner: “Lo ammetto, ero preoccupata. La Lazio è imprevedibile e noi avevamo una formazione rischiosa. A riposo Buffon, Dybala e Morata in campo che ultimamente non riesce a darci soddisfazioni. Poi sono arrivati i piedi di Zaza e la calma olimpica del gol dell’ex Lichtsteiner e tutto è rientrato. Non ho dubbi sul fatto che la Juventus sia, a questo punto, la migliore squadra in Italia. La più completa” ha dichiarato senza nascondersi.

Sul campionato, invece, la Juventus è tornata ai livelli della passata stagione. Corsa a due con il Napoli quindi per lo scudetto?
“La Juventus è una squadra non di solisti, ma compatta e collaborativa. E’ cresciuta moltissimo e ha patito gli infortuni iniziali e anche la ricerca di un equilibrio con i nuovi acquisti. Ma è disciplinata, non ha leader egoisti che impongono il proprio gioco come invece è accaduto a discapito di Dzeko. Allegri è un allenatore perfetto. Profilo basso, umiltà, sangue freddo e tanta disciplina. Il Napoli non so come potrebbe mantenere l’alta quota senza Higuain”.

Il big match della seconda giornata di ritorno vedrà la Roma contrapporsi alla Juventus e sarà il primo vero test per Luciano Spalletti. Questo il parere della giornalista sul ritorno del tecnico e sul match: “Non sono favorevole alla delegittimazione di un allenatore. La prima partita con Spalletti ha dimostrato che non esiste un capro espiatorio. Mi dispiace molto che una tifoseria così passionale possa lasciare lo stadio vuoto. Spero torni a risplendere. E lo dico da juventina che però ha vissuto a Roma tanti anni e ha conosciuto la forza e la dedizione per una squadra simbolo. Temo una sorpresa, però, data dall’umore e da Dzeko e questo sì che sarebbe merito del nuovo allenatore. L’attaccante nell’ultima partita ha finalmente giocato come terminale avanzato della squadra e non dietro gli esterni (Gervinho e Salah), bravi giocatori ma più solisti che assist-man per lui. Con loro in campo Dzeko veniva a centrocampo per toccare qualche pallone ma davanti era inestistente. Con Spalletti ha avuto occasioni, anche se ancora impreciso. Ha solo bisogno di un gol per sbloccarsi. Un po’ come il nostro Morata. Potrebbe essere determinante. Ma posso sperare che non avvenga?”