Roma da Leggere

News

Live di Fabio Liberatori, un omaggio a Carlo Verdone ed uno al Progressive Rock | FOTO e RECENSIONE

Live di Fabio Liberatori, un omaggio a Carlo Verdone ed uno al Progressive Rock | FOTO e RECENSIONE
maggio 15
08:00 2019

Immagini e racconto della serata del 13 maggio 2019 che ha visto per protagonista all’Auditorium Parco della Musica il live di Fabio Liberatori, prima da solo (per suonare le colonne sonore dei film del regista e attore romano) e poi con la Reale Accademia di Musica


Un tuffo nel passato, con lo sguardo rivolto però al presente. Anzi, un doppio tuffo, perché il live di Fabio Liberatori (lunedì 13 maggio 2019 all’Auditorium Parco della Musica di Roma) ha presentato le due anime del maestro romano (già fondatore del gruppo Stadio negli anni ’80): quella del compositore di colonne sonore e quello del musicista.

Con un solo evento, infatti, Fabio Liberatori nel Teatro Studio Borgna, ha voluto così dare fare due omaggi: uno a Carlo Verdone ed ai suoi film, dei quali lui è stato sin dai primi (Borotalco e Acqua e Sapone) l’autore delle colonne sonore; l’altro al progressive rock, di cui Liberatori è un appassionato. Nella prima parte, solitario al piano e alle tastiere, il compositore ha compiuto un viaggio tra le musiche di alcune delle diciotto colonne sonore che ha composto per Carlo Verdone, facendosi accompagnare visivamente dalle immagini riguardanti ciascun lungometraggio; nella seconda, invece, Liberatori ha suonato con la Reale Accademia di Musica, storica formazione di progressive rock italiano, con la quale sta seguendo un percorso musicale come tastierista e autore di alcuni dei nuovi brani.

Guarda la galleria con le foto del live di Fabio Liberatori (foto di Maurizio Valentini) e continua a leggere

Carlo Verdone apre il live di Fabio Liberatori

Ad impreziosire il live di Fabio Liberatori all’Auditorium Parco della Musica è anche la presenza dello stesso Carlo Verdone, che apre l’evento testimoniando, per qualche minuto, del suo ventennale rapporto con il compositore romano. Un idillio professionale nato in maniera casuale, in quanto per il suo primo film (era il 1982) Verdone si avvalse del contribuito musicale di Lucio Dalla, il quale girò la scrittura e la composizione di brani e musiche agli Stadio e al giovane Fabio Liberatori. Da allora, i due hanno dato vita ad una lunghissima e proficua collaborazione, rafforzata anche dalla voglia di innovazione e sperimentazione musicale che caratterizza la produzione cinematografica dell’attore e regista.

Fabio Liberatori inizia il concerto proprio dai suoi esordi: “Borotalco è il mio primo film – racconta il compositore – in cui ho musicato le scene senza sfuggire alla necessità di abbinare musica e movimento. Dopodiché mi son appassionato e ho avuto la fortuna di proseguire con Verdone e inizialmente anche con gli Stadio, che sono stati il mio amore iniziale, con i quali abbiamo fatto un bellissimo percorso. In Acqua e Sapone, al di là del brano che dà il titolo al film, c’è una canzone C’è che è una delle mie preferite in assoluto del gruppo, insieme a Vorrei, pezzo che invece è presente nella colonna sonora de I due carabinieri“.

Quello che Liberatori propone al pubblico è un suggestivo viaggio musicale nel passato cinematografico di Carlo Verdone, in rigoroso ordine cronologico, toccando non tutte ma le principali colonne sonore alle quali Fabio è più legato: da I due carabinieri e Io e mia sorella a Compagni di Scuola e Maledetto il giorno che ti ho incontrato; da Perdiamoci di Vista e C’era un cinese in coma a Io, loro e Lara e Posti in piedi in paradiso, chiudendo il cerchio dei ricordi con il ritorno proprio al primo film, Borotalco, per eseguire Un fiore per Hal (contenuta anche nel primo disco degli Stadio) insieme alla voce di Erika Savastani della Reale Accademia di Musica. In mezzo, anche l’esecuzione di un brano di una colonna sonora di un film non di Verdone (Il Volpone di Maurizio Ponzi) e di Desert road, una canzone interpretata dalla figlia Sara per una prossima produzione d’animazione giapponese.

SCOPRI GLI ALTRI CONCERTI IN PROGRAMMA A ROMA A MAGGIO 2019

La Reale Accademia di Musica al live di Fabio Liberatori

Nella seconda parte del live di Fabio Liberatori, il progressive rock – una delle passioni principali del compositore romano – diventa protagonista e il palco si popola di musicisti: sono quelli della Real Accademia di Musica, capitanati dal loro leader Pericle Sponzilli: nel 2018, a distanza di quasi mezzo secolo, il chitarrista ha infatti riportato alla luce l’antico sodalizio musicale, coinvolgendo anche lo stesso Liberatori alle tastiere, oltre a Erika Savastani (voce), Andy Bartolucci (batteria) e Fabio Fraschini (basso). Durante questo set, la formazione presenta tutti i brani del loro ultimo album (datato 2018 ), Angeli mutanti. Quello proposto dalla Reale Accademia di Musica è un prog non avvolto su se stesso, ma aperto anche al blues ed alla ricerca musicale. Diversi sono i temi trattati dalle canzoni, passando dall’attualità (come la storia di un ragazzo in fuga da Aleppo, in Cosa nascondono le nuvole) al ricordo di chi non c’è più (The beat goes on- come la canzone); dalla religione (con Io sono qui, una dedica ad un maestro busddista, fonte di ispirazione dello stesso Sponzilli) alla nostalgia dei tempi andati, con i ricordi della gioventù e dei primi amori (con la ballad Johnny e Adele).  Alba, A dritta San Salvador, Tempo, La pista e il miraggio sono gli altri brani eseguiti che mettono in risalto l’amore per il rock progressivo classico degli anni 70′ rivisto con spruzzate di sonorità moderne, grazie anche alla complicità del sound che ciascun membro della rinnovata band ha portato con sé in questo progetto. Per la chiusura del concerto, però la band sceglie di fare un  tuffo nel passato, andando ad omaggiare le proprie origini : Mi scorri nelle vene (un brano del 1971 dei Fholks, dalla cui dissoluzione è nata la Reale Accademia di Musica) e Vertigine (del 1972) chiudono la serata che nel suo complesso ha celebrato l’arte musicale di un romano quale Liberatori che si è sempre distinto per la sua professionalità, la sua creatività e la sua voglia di innovare e modernizzarsi.