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Luciano Re Cecconi: 40 anni fa la morte del campione. La vicenda nel libro di Guy Chiappaventi

Luciano Re Cecconi: 40 anni fa la morte del campione. La vicenda nel libro di Guy Chiappaventi
gennaio 17
14:46 2017

Luciano Re Cecconi moriva 40 anni fa per un colpo di pistola al culmine, probabilmente, di un tragico scherzo. Il giornalista Guy Chiappaventi ricostruisce la vicenda nel suo libro “Aveva un volto bianco e tirato. Il caso Re Cecconi” per capire cosa accadde quella sera. Uno spaccato della Roma degli anni di piombo

Era il 18 gennaio del 1977. Una sera invernale come tante a Roma. Luciano Re Cecconi, campione d’Italia della Lazio  del ’74, entrò con due amici in una gioielleria. Restarono pochi minuti lì e a distanza di 40 anni ancora non si capisce bene cosa accadde in quei minuti. L’unica certezza è che Bruno Tabocchini, titolare del negozio, estrasse dalla tasca la sua pistola e il colpo che partì uccise all’istante Luciano Re Cecconi.
Una tragica vicenda, con risvolti giudiziari ancora nebulosi: di questo parla il libro “Aveva un volto bianco e tirato. Il caso Re Cecconi” scritto dal giornalista Guy Chiappaventi presentato a Roma nella sala della Dolce vita Gallery. C’erano gli ex compagni di Re Cecconi, Pino Wilson, Giancarlo Oddi e Felice Pulici, il magistrato Alfonso Sabella, che ha arrestato boss mafiosi come Brusca e Bagarella, e le foto di Marcello Geppetti. L’atmosfera giusta per rivivere gli anni di piombo, il contesto storico feroce in cui accadde la vicenda.
Le loro testimonianze, i ricordi legati a quelle ore e all’uomo Re Cecconi per capire, se una spiegazione è possibile, cosa sia successo quel 18 gennaio.
Come ricorda Felice Pulici, Re Cecconi era soprannominato il Saggio. E i soprannomi, ci insegna la storia, qualcosa di vero la possiedono.  Era serio ed affidabile, tanto che Tommaso Maestrelli, l’allenatore della Lazio che conquistò lo scudetto, non aveva problemi ad affidargli i figli per qualche serata. Anzi, era l’unico giocatore della Lazio ad avere tanta confidenza con la famiglia Maestrelli. Maurizio Maestrelli, figlio dell’allenatore,  era un ragazzino all’epoca dei fatti. Quella sera passò davanti  la gioielleria: “Capimmo che era successo qualcosa,  ma non immaginavamo un dramma del genere”, ha ricordato.
E allora un ragazzo così saggio, un uomo ormai, “dalla vita lineare“, come ricorda l’autore Guy Chiappaventi, avrebbe mai potuto fare uno scherzo simile, entrando in una gioielleria dicendo “fermi tutti è una rapina”? E soprattutto, è possibile che Tabocchini non abbia riconosciuto Luciano Re Cecconi, scambiandolo per un malintenzionato? E’ sufficiente aver subito diverse rapine in poco tempo per avere il grilletto così tanto facile?
Erano anni difficili a Roma. I gioiellieri erano le vittime preferite dei rapinatori. Furti e rapimenti erano all’ordine del giorno, un vero e proprio clima di terrore. Questo, probabilmente, animava Tabocchini. Eppure sembra impossibile che non conoscesse Re Cecconi. Così come sembra impossibile che il Saggio abbia fatto uno scherzo tanto pericoloso quanto sciocco.
Una storia tragica, quindi, quella che si legge nel libro “Aveva un volto bianco e tirato – Il caso Re Cecconi” edito da Tunuè. Guy Chiappaventi con il suo libro non vuole riaprire il caso, ma ci permette di mantenere vivo il ricordo di quel fatto e capire meglio  l’ Italia in quegli anni. Quarant’anni dopo la storia di un campione morto troppo presto e in modo inspiegabile, la fine di una catena di casualità incredibile, di una squadra che ha lasciato il segno, di un processo-lampo e di un giallo nella Roma del 1977. Soprattutto le emozioni di una Capitale in cui i fatti di sport, cronaca e politica si intrecciano da sempre.