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Mafia capitale ultime notizie: altri 6 arresti e caos dentro e fuori il Campidoglio

Il sindaco Marino nell'Aula Giulio Cesare, il cui restauro è finito tra le gare d'appalto risultate truccate

Mafia capitale ultime notizie: altri 6 arresti e caos dentro e fuori il Campidoglio
giugno 09
18:08 2015

Mafia Capitale ultime notizie: continua l’emersione alla luce dello scandalo che coinvolge le istituzioni cittadine. Martedì 9 giugno 2015 la Guardia di Finanza ha proceduto ad altri 6 arresti per il restauro dell’Aula Giulio Cesare, mentre fuori la seduta comunale per le surroghe dei consiglieri arrestati la gente urlava alle dimissioni. Intanto, Vincenzi lascia il ruolo di capogruppo Pd in Regione

Ancora una giornata convulsa, piena di tensione, con altri arresti e con un clima che non è mai stato così rovente. Lo scandalo di Mafia Capitale continua ad emergere dal sottobosco del malaffare romano, sotto i colpi della nuova indagine che  – dopo aver portato all’arresto di  – (LEGGI L’ARTICOLO) – martedì 9 giugno 2015 ha aggiunto un nuovo capitolo: per una serie di appalti truccati, infatti, sono stati effettuati altri sei arresti. Tra le gare finite nel mirino degli inquirenti anche quella per il restauro dell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio (dove si riunione l’Assemblea capitolina e i cui lavori si erano svolti tra il mese di aprile e quello di settembre del 2010 per un costo di 2,5 milioni di euro), che era stata affidata a trattativa privata a Fabrizio Amore, uno degli imprenditori coinvolti in Mafia Capitale e che per quest’appalto è indagato per turbativa d’asta. In manette è finito anche un alto dirigente in servizio alla Sovrintendenza dei beni culturali di Roma Capitale ed un imprenditore. I reati contestati a tutti coloro sottoposti al provvedimento cautelare sono quelli di associazione a delinquere, truffa aggravata e continuata a danno del Comune di Roma, falso e turbativa d’asta, ed emissione ed utilizzo di fatture false, nonché indebite compensazioni d’imposta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Gli investigatori avrebbero accertato che l’imprenditore Amore fosse più che sicuro dell’aggiudicazione della gara, avendo stipulato contratto ed effettuato dei pagamenti in acconto a dei subappaltatori già alcuni giorni prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte per la gara d’appalto.

Le dimissioni del capogruppo Pd in Regione

Questo ulteriore “scossone” alla mala-politica locale è stato seguito, nel corso della giornata , da un altro evento legato alle indagini su Mafia Capitale: le dimissioni di Marco Vincenzi (ex sindaco di Tivoli) da capogruppo del Partito Democratico in Regione Lazio. La sua decisione di lasciare il ruolo, però, non segue – come dallo stesso Vincenzi sottolineato in un comunicato – alcun ricevimento di avviso di garanzia. Anzi, l’ormai ex capogruppo si ritiene “estraneo ai fatti  e non corrispondono nel modo più assoluto a verità le affermazioni di Salvatore Buzzi sul mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra. Di conseguenza non possono essere stati approvati in Consiglio regionale emendamenti del sottoscritto per elargire fondi ad Ostia, agli altri municipi o al Comune di Roma”.

Caos in Campidoglio, proteste e tensioni fuori la seduta

Intanto, il pomeriggio di mercoledì 10 giugno non è stato da meno rispetto alla mattina e il clima rovente si spostato da dentro le stanze dalla politica all’aperto, in particolare dinanzi all’ingresso del Campidoglio, dove si sono registrati momenti di tensione tra i vigili di Roma Capitale e alcuni manifestanti che si sono riuniti per far sentire la propria voce invocando “dimissioni”, “onestà” e “fare piazza pulita”. A manifestare, oltre ai lavoratori Multiservizi che protestavano per la perdita dei posti di lavoro, anche gli attivisti del Movimenti 5 stelle e militanti di di Noi con Salvini, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Nuovo Centro Destra. A tutti questi è stato impedito l’accesso in Campidoglio, dove si è svolta una seduta lampo dell’assemblea capitolina (alla presenza del sindaco di Roma, Ignazio Marino) con l’approvazione della surroga dei quattro consiglieri comunali arrestati nel corso dell’inchiesta per Roma Capitale e quindi decaduti: Massimo Caprari (Centro democratico), Mirko Coratti (Pd), Pierpaolo Pedetti (Pd) e Giordano Tredicine (Pdl). I quattro sono suppliti da Daniele Parrucci (Cd), Liliana Mannocchi (Pd), Cecilia Fannunza (Pd) e Alessandro Cochi (Pdl).

Sindacati e comunità rom e sinti in piazza

E se la giornata di mercoledì ha visto la partecipazione degli attivisti e dei militanti dei partiti e dei movimenti politici, mercoledì 10 giugno 2015  sarà la volta dei sindacati (CGIL, CISL e UIL) e dei lavoratori che, uniti, scenderanno in piazza alle ore 17,3o in Piazza SS. Apostoli per la fiaccolata per la Capitale (LEGGI L’ARTICOLO); mentre giovedì 11 giugno 2015 sarà la volta della comunità rom e sinti che manifesterà alle ore 15 in Piazza Montecitorio per il rispetto dei diritti e della legalità e contro le discriminazioni, esponendo striscioni per dire “basta al razzismo contro i rom” (LEGGI L’ARTICOLO).