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Museo Boncompagni Ludovisi: un contenitore prezioso e i suoi ninnoli intriganti

Museo Boncompagni Ludovisi: un contenitore prezioso e i suoi ninnoli intriganti
luglio 25
21:47 2018

Abiti da sera, da giorno, cappelli, ceramiche, vetrate, dipinti, arredi d’epoca in un villino dei primi del novecento, il Museo Boncompagni Ludovisi


Donazioni di collezionisti, di mercanti d’arte, di stilisti. Persino un lascito dell’Istituto femminile Margherita di Savoia e il legato testamentario di un intero villino in stile eclettico. Il risultato è il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.
Il primo museo in Italia interamente dedicato alle arti decorative dell’800 e del ‘900.

Tutto nasce nel 1970 quando Alice Blanceflor de Bildt, vedova del principe Andrea Boncompagni, fa testamento. Lascia allo Stato Italiano, con l’intento di farne un luogo di cultura, il villino di via Boncompagni. Esempio del barocchetto romano, cui si mescolano elementi liberty, il palazzo del 1901 era già stato un importante riferimento nella vita culturale della città.

Dopo venti anni di travagliate vicende, nel 1995 finalmente nasce un Museo che a una esposizione permanente di arredi originali affianca mostre a rotazione di raccolte di oggetti d’arte decorativa, di abiti e accessori.

E sono proprio gli abiti di celebri stilisti e importanti sartorie che illuminano sulla storia del costume. Mostrano l’evoluzione della moda italiana dalla fine del 1800 fino agli ultimi decenni del XX secolo.
Nel 1996 inizia a formarsi la collezione di abiti d’Alta moda del Museo. Alcune celebri maison romane e due giornaliste di moda cercano di far nascere un’associazione culturale a favore della creazione di un Museo della moda a Roma. Fioccano le generose donazioni di stilisti e si crea un nucleo di abiti che rappresenta la Storia dell’Alta Moda Italiana. Cui presto si aggiungono preziosi fondi di note sartorie romane e guardaroba di donne famose nel mondo della cultura.

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Gli abiti da sera nel primo piano del villino si affiancano a quelli di Gattinoni, delle sorelle Fontana, di Sarli, e ai soprammobili decó, agli arredi originali di casa Boncompagni. Un insieme di neobarocco e suggestioni orientali. Dalla Galleria degli Arazzi si passa al Salottino della principessa, tappezzato di carta cinese, interamente dedicato alla culla dei Savoia. Pezzo acquistato dallo Stato italiano nel 1995, realizzato nel 1901 per la nascita della primogenita Jolanda, al quale fanno corona il ritratto bronzeo della Regina Margherita e la poltroncina in legno intagliato che appartengono al lascito fatto dall’Istituto femminile Margherita di Savoia.

Nel Salone delle Vedute di Villa Ludovisi si ammirano i dipinti con gli scorci del parco e della seicentesca Villa. Prima che la lottizzazione della fine dell’800 ne decretasse la demolizione. Il Salone è monopolio degli abiti da sera e porta alla Sala da pranzo dedicata all’illustre antenato della famiglia Boncompagni, Papa Gregorio XIII.

Ma il Museo Boncompagni Ludovisi continua nel secondo piano, in origine destinato alla zona notte della famiglia. Dove si può infatti ammirare ancora la salle de bain degli anni trenta, fatta costruire con grande cura nella scelta dei marmi, degli arredi e delle tende. Questa è la Sala dedicata proprio agli anni trenta, con abiti e acconciature che rappresentano un decennio che ha espresso un gusto tipicamente italiano. Attento a dare risalto a particolari dell’abbigliamento frutto di piccole manifatture locali, produttrici di merletti, agli abiti dal taglio disinvolto, ai cappelli a tesa larga di foggia barocca.

Ne possiede una cospicua collezione, di capelli, il Museo Boncompagni Ludovisi. Datati tra la fine dell’800 e gli anni ‘60 testimoniano un settore importante della moda, fatto di artigianato di alta qualità e creatività.
E insieme si trovano riviste originali degli anni cinquanta, figurini di alta moda, le foto degli atelier che mostrano la popolarità raggiunta dall’italian fashion.
Ma anche la ritrattistica della Belle Epoque che nello stile eclettico mostra l’esigenza di modernità tipica della società borghese europea.
Ancora le ceramiche, le porcellane e la vetrata con cui Duilio Cambellotti vinse il primo premio alla Mostra della Vetrata artistica del 2012. E le coloratissime decorazioni di Galileo Chini, le maggiori realizzazioni del gusto liberty in Italia.
Proprio l’Art Nouveau che aveva permesso che oggetti di uso comune, quotidiano e privato acquisissero valore estetico.

Ci imbattiamo così nell’ultima sala, la X, La Palma dell’eleganza. L’intero guardaroba che nel 1996 Palma Bucarelli dona al Museo Boncompagni. Oltre cento capi di un personaggio di indiscusso fascino, cultura e potere, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna dal 1941 al 1975. Sono esposti abiti, gioielli, accessori e fotografie di questa donna, vista attraverso inaugurazioni di mostre, balli, incontri culturali e mondani.

Promuovere il riconoscimento del valore storico e soprattutto artistico di oggetti prodotti in origine per un uso esclusivamente personale è lo scopo del Museo Boncompagni Ludovisi. Documentare la modernità e l’evoluzione del gusto della moda e del costume la sua vocazione.

MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI

via Boncompagni 18, 00187 – Roma
Ingresso gratuito
Orario: martedì – domenica h.9.30 – 19.00
Tel. 06.42824074
www.polomusealelazio.beniculturali.it
pm-laz.museoboncompagni@beniculturali.it

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