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Negrita al Rock in Roma 2012, dalla neve alla luna rossa

Negrita al Rock in Roma 2012, dalla neve alla luna rossa
luglio 19
13:14 2012

Negrita al Rock in Roma 2012inviato da  lrigyenohteews (Roma)

Con il concerto dello scorso 5 luglio i Negrita hanno fatto la pace con Roma. Già, perché tra la band aretina e una parte dei loro fan si era aperta una ferita, quando, a febbraio, il concerto al Palalottomatica fu prima rinviato di un giorno e poi eseguito lo stesso, malgrado molti fan avessero oggettive difficoltà a raggiungere il palazzetto, tra la neve, il ghiaccio e l’ordinanza comunale che impediva di circolare entro il raccordo senza a bordo le apposite catene da neve. Dopo quell’evento, tra molti fan dei Negrita è montata la rabbia e la delusione, soprattutto quando l’organizzazione dell’evento (la Live Nation) ha provato addirittura  a negare al legittimo rimborso del biglietto costringendo i fan ad inondare la società con richieste in massa – coordinate attraverso appositi gruppi di protesta creati su Facebook – e persino con solleciti da parte di avvocati!
Per cui, per molti di coloro che seguono da tempo la carriera di Pau&compagni, l’occasione del 5 luglio al “Postepay Rock in Roma” è stata l’occasione per riconciliarsi con questa splendida band che mette l’anima ogni volta che sale sul palco. Questa volta non c’era la neve (“la Santa Neve di Dio” come l’aveva ribattezzata su Facebook il chitarrista Drigo), ma una grande e romantica luna rossa.
Malgrado la scaletta sia un po’ cortina (non raggiunge le due ore di esibizione), l’energia che sprizza dal palco è immensa, complice anche un Pau Bruni – il leader nonché voce del gruppo – che si agita, si muove a scatti con fare quasi epilettico, sentendo dentro di sé la forza della musica e scaricandola verso il pubblico con una gestualità molto accentuata, che ha anche quel non so che di sensuale.
Il pubblico è reattivo, sebbene Pau lo inciti più volte ad una partecipazione ancora maggiore, ma l’effetto del battere le mani all’unisono, che si vede dalla tribuna, è davvero da brividi.
L’avvio è ingannevole, nel senso che dopo l’apertura con il primo storico singolo della carriera dei Negrita, “Cambio”, la scaletta si indirizza verso gli ultimi album prodotti dal gruppo, alternando i brani di “Dannato vivere” con quelli di Helldorado, tra cui “il libro in una mano” e “Radio Conga”. Stessa storia con “Bambole”, seguita, poi, da un’altra serie di canzoni più recente “Che rumore fa la felicità”, “Il giorno delle verità” (con l’applauditissimo Drigo a cantare) e “La vita incandescente”. Non mancano canzoni dedicate all’amore e al gentil sesso, come le osannatissime dal pubblico “In ogni atomo” e “Magnolia”, intervallate dal singolo “Brucerò per te” con cui i Negrita hanno iniziato la promozione del loro ultimo album “Dannato vivere”. Pau parla poco e quel poco che dice lo pronuncia con una simpatica forzatura in romanesco, prima di tornare al, per lui, più naturale “toscanaccio”. La band e tutto il pubblico si scatenano in un crescendo di ritmo a cavallo della pausa, con “A modo mio”, prima di riprendere in maniera sfrenata con la poco “politically correct” “Transalcolico” e con “Sex”. Un altro boato di approvazione parte poi sulla storica “Ho imparato a sognare”, mentre nel finale del concerto si raggiunge il picco di adrenalina con “Mama maè”. La band si congeda con “Gioia infinita”, la stessa infinita gioia che hanno provato i cinquemila di Rock in Roma per una serata vissuta all’insegna del genuino rock dei Negrita.