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Nube tossica a Roma, cresce l’allarme dopo l’incendio alla “Eco-X” di Pomezia

Nube tossica a Roma, cresce l’allarme dopo l’incendio alla “Eco-X” di Pomezia
maggio 09
15:28 2017

La nube tossica a Roma, causata dall’incendio dell’impianto Eco X di Pomezia, ha creato allarmismi sulla qualità dell’aria e sulla possibilità di inquinamento di prodotti della terra come frutta e verdura. L’Arpa Lazio, dopo i primi accertamenti, rassicura i cittadini della capitale e delle zone a sud di essa

Come al solito, i guai non vengono mai uno alla volta, ma tutti insieme. E i guai di natura ambientale sono sempre quelli che portano alla lunga le conseguenze peggiori alla popolazione. E in questi primi giorni di maggio, non basta la riesplosione del caos rifiuti, con la mancata raccolta della spazzatura in almeno tre municipi della Capitale: ecco anche l’allarme ambientale generato dalla nube tossica scaturita dall’incendio dell’impianto Eco X di Pomezia.

Le dinamiche del rogo di Pomezia  che ha causato la nube tossica a Roma

Fiamme, esplosioni, una colonna di fumo nero visibile fino a Roma. Il rogo di venerdì 5 maggio 2017 ha distrutto completamente lo stabilimento industriale Eco X, a Pomezia, che riciclava vari materiali fra cui la plastica. Secondo i primi rilievi, a prendere fuoco sarebbero state alcune balle compresse di rifiuti accatastate tra un capannone e l’altro. I vigili del fuoco sono intervenuti in forze con dieci squadre e carri schiuma per domare le fiamme. Le verifiche svolte dall’Arpa Lazio ( Agenzia Regionale Protezione Ambientale) hanno riscontrato la presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell’impianto, ma precisa che la qualità dell’aria provocata dalla nube tossica non supera i limiti imposti dalla legge. La preoccupazione per la salute pubblica e la qualità dell’aria che respirano i cittadini romani, è dunque ai massimi livelli, in particolare, il rischio di polveri inquinanti contenute nella nube tossica a Roma ha indotto le associazioni preposte a compiere rilevamenti scientifici. Per il momento la popolazione è tranquillizzata, la nube non dovrebbe provocare danni, anche se è stato consigliato di tenere le finestre chiuse.

Nube tossica a Roma: la situazione attuale e i provvedimenti dei magistrati

Sono arrivati i sigilli per la Eco X di Pomezia, dove l’azienda è accusata, dai magistrati di Velletri, per incendio colposo. La Procura ha chiesto degli accertamenti sulla diossina diffusa nell’aria e su la possibilità di fibre di amianto all’Arpa Lazio. Il procuratore ha avviato anche accertamenti sul corretto operato dell’azienda rispetto alle autorizzazioni.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria nelle zone coinvolte dal rogo, specialmente quelle a sud di Roma, i risultati delle analisi svolte, non riscontrano un superamento dei limiti di sicurezza. Il sindaco della capitale, Virgina Raggi, al termine di un incontro con i cittadini del Municipio 8 ha assicurato che “per quanto ci risulta dalle comunicazioni della Asl 6 i fumi non si sono dispersi sulla città di Roma, per cui al momento non abbiamo situazioni di criticità in città”.

Intanto il Centro Agroalimentare di Roma (Car), il centro logistico e distributivo dal quale passano i prodotti ortofrutticoli che finiscono sulle tavole di Roma e del Lazio,  sta disponendo controlli a campione su tutti i prodotti che arrivano in sede dalle zone del Lazio interessate, in particolare sulle verdure a foglia. L’operazione, spiegano dal Car, riguarda soprattutto l’eventuale presenza di diossina negli alimenti a livelli di guardia. Dal CAR, che teme un effetto “psicosi” tra i consumatori, sottolineano però che per ora non sono pervenute indicazioni in senso restrittivo dalle autorità regionali preposte e che, in ogni caso, i prodotti da serra sono sicuri.

Nel Car si è ormai raggiunta la totale rintracciabilità dei prodotti che vi transitano sulla base dei documenti di commercializzazione e trasporto. Questo porta, al momento, a non accreditare fenomeni di allarmismo.

Anche se, nelle ultime ore, il Dipartimento servizi educativi e scolastici di Roma Capitale ha disposto, in via precauzionale, il divieto immediato di approvvigionamento delle derrate alimentari provenienti da un raggio di 50 km dal luogo dell’evento fino a nuova disposizione.