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Olimpiadi 2024, il si alla candidatura di Roma

Olimpiadi 2024, il si alla candidatura di Roma
giugno 27
12:23 2015

Con 39 voti favorevoli, il 25 giugno 2015, dal Campidoglio è arrivata l’approvazione alla candidatura di Roma alle prossime Olimpiadi 2024. La Capitale si prepara a competere con Amburgo, Parigi, Boston e Budapest, in una sfida difficile ed ambiziosa che punta a riportare Roma al centro dell’attenzione ed ammirazione internazionale, ricordando i Giochi Olimpici e Paralimpici del 1960

Sulle note dell’inno di Mameli e con la bandiera ufficiale dei giochi olimpici del 1960 issata, l’aula Giulio Cesare ha approvato – nella seduta del 25 giugno 2015 – la mozione per la candidatura di Roma alle prossime Olimpiadi 2024: l’ennesima occasione di riscatto per una città che vuole guardare al futuro, lasciandosi alle spalle il sempre più fitto intreccio di interessi e speculazioni di quel mondo di mezzo nel mirino dell’inchiesta Mafia Capitale. Presenti in aula diversi rappresentanti di federazioni e associazioni sportive, tra cui il cestista Carlton Myers ed il pallavolista Andrea Lucchetta.

Con 39 voti favorevoli (non 38 come aveva registrato il sistema elettronico), 6 contrari e nessun astenuto – il si arriva a diverse settimane dall’inizio dei lavori sul testo della proposta, che ha tenuto conto anche delle osservazioni emerse durante il tavolo tecnico di martedì scorso in Campidoglio tra i capigruppo capitolini e i vertici sportivi nazionali – tra cui il presidente del Coni Giovanni Malagò ed i rappresentanti del Comitato promotore della candidatura olimpica, Luca Cordero di Montezemolo e Luca Pancalli.

Una votazione che non è stata unanime – sebbene siano stati molti gli appelli di maggioranza, Sindaco e Comitato promotore sull’importanza dello scendere in campo – ma che, inaspettatamente, è andata oltre le polemiche di questi giorni sulle dimissioni di Marino ed il commissariamento di Roma Capitale per mafia. «Stiamo tutti insieme guardando ad un evento che è collocato temporalmente al di là dei nostri mandati – ha dichiarato Ignazio Marino, durante il suo discorso in aula – E’ davvero un voto istituzionale e di prospettiva, di sguardo lungo: quello che ci sta a cuore è il futuro della città, il suo orgoglio, la sua capacità di affrontare i problemi e le sfide».

E se dai banchi dell’aula Giulio Cesare i più scettici abbiano sollevato non pochi dubbi sulla preparazione della città ad affrontare una sfida di simile portata e a competere con le altre città candidate (Amburgo, Parigi, Boston e Budapest), il primo cittadino è di tutt’altra opinione: «La sfida che ci prepariamo a lanciare è difficile e ambiziosa – ha proseguito il Sindaco – ma questa città con le sue antiche e nobili tradizioni, insieme alla sua voglia di modernità e cambiamento, ha tutte le carte in regola per vincerla. Roma può mettere in campo qualcosa di straordinario: la sua bellezza, il fascino straordinario della sua storia, il fatto di essere ed essere stato uno dei grandi attrattori e produttori di cultura».

Guardando alle opere urbanistiche compiute per le Olimpiadi del 1960, la Capitale si candida oggi a diventare, ancora una volta, sede di un evento planetario ed il centro delle attenzioni internazionali. Circa la bellezza del patrimonio storico, culturale ed artistico della città, non vi sono dubbi; resta da chiedersi se le amministrazioni – al di là dei risvolti politici – saranno in grado di cimentarsi in un’impresa senza precedenti, nella speranza di restituire un volto nuovo alla città ed un futuro all’altezza del suo glorioso passato.