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Pagelle Lazio-Genoa 3-1: Felipe Anderson incanta, Strakosha una sicurezza | Top&Flop

Pagelle Lazio-Genoa 3-1: Felipe Anderson incanta, Strakosha una sicurezza | Top&Flop
novembre 20
20:03 2016

Pagelle Lazio-Genoa 3-1: i biancocelesti, nella tredicesima giornata di Serie A disputata domenica 20 novembre 2016, superano la formazione rossoblù con i gol di Felipe Anderson, capitan Biglia e Wallace. Inutile la rete di Ocampos. È l’ottavo risultato utile consecutivo

La Lazio vince 3-1 e convince, nel match di domenica 20 novembre 2016 che vale per il 13esimo turno di Serie A, contro un Genoa di Pavoletti apparso un po’ troppo sottotono rispetto alle ultime uscite. Ed è dolce, questa volta, il rientro dalla sosta per la formazione guidata da Simone Inzaghi , dopo che nei due precedenti casi (con il Chievo prima e con il Bologna poi) non era mai andata oltre il pareggio ed offrendo, peraltro, una prestazione negativa. Questa volta, però, la musica è stata diversa. Una vittoria, la settima in questo campionato, che proietta i biancocelesti a quota 25 punti e con i piedi ben saldi nelle zone nobili della classifica.

La partita – Che la Lazio sia tornata dalla sosta con la fame e la cattiveria che la contraddistingueva prima dello stop lo si intuisce dal ritmo elevato imposto dagli uomini di Simone Inzaghi.

Il match, però, inizia un po’ in sordina con le due squadre che fanno girare tanto la palla e si studiano a vicenda per una decina di minuti. Quanto basta per la Lazio accendere l’interruttore e portarsi in vantaggio al 10’: sugli sviluppi di un corner svetta Perin che respinge la sfera lontano dall’area, raccoglie Felipe Anderson che al limite sgancia un destro potente che trafigge l’estremo difensore rossoblù. È 1-0.

Il Genoa, però, c’è. Gli uomini guidati da Ivan Juric dimostrano di non essere venuti a Roma per fare da comparsa e provano a rendersi pericolosi, come solo loro sanno fare, con i guizzi di Laxalt, prontamente neutralizzati dall’attento e ordinato quartetto difensivo biancoceleste composto da Wallace e Radu centrali e Basta e Lulic ai lati.

Al 39’ ghiotta occasione per il Genoa con Ocampos che, dopo aver raccolto un cross, di testa gira bene di testa ma trova l’ottimo intervento di Strakosha che, con un guizzo felino, evita il gol. Lo stesso centrocampista argentino avrà modo di rifarsi nella ripresa quando, al minuto 52 e con la Lazio rientrata dagli spogliatoi un po’ imballata, pareggia i conti con una botta da fuori area che si insacca all’angolino basso di sinistra, lì dove Strakosha non può arrivare.

Il gol subìto sveglia gli uomini di Simone Inzaghi dal torpore e da qui iniziano nuovamente a dettare legge. Passano sei minuti e la Lazio torna in vantaggio. Lo fa grazie ad un calcio di rigore, concesso dal signor Di Bello dopo un intervento in scivolata di Laxalt su un incontenibile Felipe Anderson, trasformato da capitan Lucas Biglia, bravo a spiazzare Perin.

I biancocelesti mettono il punto esclamativo sul match al 66’ quando su una mischia in area Wallace sbuca dal nulla e batte il portiere per il 3-1 definitivo. Non bastano, nel finale, gli assalti del Genoa (che chiuderà in dieci per il rosso comminato a Orban) con l’irriducibile Laxalt e il neoentrato Ninkovic ad impegnare Strakosha. Al triplice fischio a sorridere è la squadra di Inzaghi. Una squadra che può arrivare lontano.

Top & flop

Top

Felipe Anderson – Quando è in giornata contenere uno così è praticamente impossibile. Le accelerazioni della freccia brasiliana sono uno spauracchio per la retroguardia genoana. Il gol, poi, è un’autentica perla.

Strakosha – Per l’ennesima volta dimostra di essere una sicurezza fra i pali e non fa rimpiagere Marchetti. Il giovane albanese difende bene la sua porta prodigandosi anche con interventi difficili, su tutti il colpo di testa di Ocampos.

Wallace – Arrivato in estate come un oggetto misterioso e fra lo scetticismo generale smentisce tutti giganteggiando in difesa, annichilendo un pezzo da novanta come Pavoletti e segnando un gol.

Flop

Immobile – In evidente affanno il centravanti napoletano. La stanchezza accumulata dagli impegni con la Nazionale probabilmente non li ha ancora smaltiti. Non gestisce a dovere i palloni che gli capitano fra i suoi piedi, l’impegno però c’è.

Milinkovic-Savic – Qualche giocata utile ma la sua prestazione non supera la sufficienza. Resta nei ranghi per tutta la partita e ci rimane fino alla sostituzione. Poco incisivo rispetto alle ultime uscite.