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Appunti di vita in città, “Più verdi di prima” e la rinascita del Parco di Pineta Sacchetti

Appunti di vita in città, “Più verdi di prima” e la rinascita del Parco di Pineta Sacchetti
ottobre 29
17:59 2016
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Ogni settimana il giornalista e scrittore Paolo Marcacci raccoglie per Roma da Leggere i suoi Appunti di vita in città. La ventiseiesima puntata è dedicata alla manifestazione “Più verdi di prima” che si terrà giovedì 3 novembre 2016 nel Parco di Pineta Sacchetti, promossa e organizzata da Daniele Liberatore con il quale l’autore ha conversato

A colloquio con Daniele Liberatore, Dirigente della scuola media “Maria Capozzi”, promotore e organizzatore, con l’ausilio dell’associazione RomaNatura, della manifestazione “Più verdi di prima”, che si terrà nel Parco di Pineta Sacchetti la mattina di giovedi 3 novembre, allo scopo di veicolare la voglia di rinascita dell’area e dei suoi abitanti, dopo il rovinoso incendio dello scorso 23 agosto.

Professor Liberatore, che ferita è stata per gli abitanti della zona attorno a Pineta Sacchetti l’incendio che il 23 agosto ha devastato ettari di parco?

«Direi che un incendio è già scioccante di per sé, sempre, per la maniera in cui si manifesta: fiamme, cenere, fumo, odori…in più bisogna considerare che gli abitanti del quartiere son sempre vissuti in simbiosi col parco e che, negli anni, molti di loro hanno dato il proprio contributo al suo miglioramento e al suo sviluppo, ognuno prestando la propria opera, a seconda delle proprie competenze. Proprio per questo direi che si è trattato di un vero e proprio trauma.»

Quanto gli abitanti delle zone limitrofe vivono in simbiosi col parco?

«Non voglio essere ipocrita, quindi non intendo ignorare le problematiche di gestione e tutela, così come non voglio tacere circa i rischi di degrado che alcune aree del parco presentano; però mi piace sottolineare che una moltitudine di gente, delle età più varie, frequenta il parco abitualmente e ne gode in varie maniere: non soltanto gli sportivi, che corrono e vanno in bicicletta, ma anche gli appassionati raccoglitori di funghi, coloro che vanno per asparagi, chi ne approfitta per passeggiare e raccogliere la cicoria…inotre sono molte le scolaresche che visitano il parco e la biblioteca al suo interno.
Possiamo affermare che, pur con tutte le difficoltà a cui facevo riferimento, il parco di Pineta Sacchetti, o del Pineto che dir si voglia, è un parco vissuto e goduto dagli abitanti del quartiere e non solo.»

La manifestazione “Più verdi di prima” come sarà articolata?

«Sarà una kermesse legata sia al tema ambientale che a quello culturale: il momento più significativo e simbolico sarà quello durante il quale assieme ai nostri ragazzi, studenti dell’Istituto Comprensivo “Maria Capozzi” e della succursale “Sisto IV”, che è a pochi metri dal parco, si impegneranno nella piantumazione di 76 esemplari di querce “Roverelle”, pagate dalla nostra scuola e mi piace sottolinearlo. Abbiamo scelto questo tipo di quercia perché le nostre passeggiate scolastiche all’interno del parco e i percorsi che copriamo durante i seminari sul “Nordic walking” ci hanno fatto notare che era in atto un ripopolamento di questi esemplari e anche di querce da sughero.
Questo perché il parco merita di essere risarcito da tutti noi; inoltre, a livello simbolico, l’incendio è fumo che copre, ma alla fine non acceca mai del tutto: quando si dirada torna a brillare il verde, simbolo supremo di vita.
Avremo poi un’esposizione dei disegni che i nostri ragazzi hanno realizzato con i “carboncini” naturali del parco, cioè con i residui di rami bruciati; l’artista Alfonso Maria Isonzo esporrà una scultura realizzata per l’occasione; l’ormai storica associazione di street-art “Pinacci nostri” esporrà i suoi bellissimi murales. Spero vengano in tanti e in particolare il mio invito è rivolto alle famiglie.»

Al di là di ciò che è accaduto lo scorso 23 agosto, quali misure sono da mettere in atto per migliorare la vita del parco?

«Sarebbe scontato parlare di incentivi alla tutela, al controllo, parlare di salvaguardia del patrimonio ambientale…Tutti concetti sacrosanti che mi auguro si traducano sempre di più in misure pratiche. In questo momento però vorrei lanciare soprattutto un appello affinché il parco di Pineta Sacchetti possa essere vissuto, sempre di più, da giovani e anziani. Perché, mi creda, a chi lo vive il parco restituisce emozioni.»

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