Roma da Leggere

News

Pearl Jam a Roma: il ritorno della parte “classic” del grunge

Pearl Jam a Roma: il ritorno della parte “classic” del grunge
giugno 27
12:46 2018

Dopo Padova e Milano la band di Seattle chiude il suo minitour italiano con un concerto per i deboli di cuore, volenterosi.


Sono passati 22 anni dall’ultimo concerto dei Pearl Jam nella Capitale. L’attesa di oltre due decenni è stata ripagata (alla stragrande) ieri, 26 giugno 2018. I Pearl Jam chiudono il loro tour italiano in uno Stadio Olimpico gremito. La band di Seattle non tradisce le attese e regala ad oltre 40 mila fan un esibizione di oltre 3 ore, uno dei miglior live secondo il personale parere di chi scrive. Eh già, perchè Eddie Vedder e compagni hanno saputo trasmettere a tutti una gioia e una vivacità sempreverde, mai sottotraccia in un concerto fantastico e muscoloso. Il rock nelle vene, le parole che si fanno emozione. I Pearl Jam sono sentimento. Anche contrastante. Il ruggito di Vedder è stato tagliente, così come è stato il grido di “Aprite i porti” dopo la cover di Imagine di John Lennon: “Siamo via da casa e quando torneremo il nostro Paese sarà cambiato. Pace” dice Eddie Vedder.
L’immagine di un gruppo a tutto tondo che sa come intrattenere il pubblico e lasciarlo sbigottito ogni minuto che passa (ma quel minuto vorresti non passasse mai). I piatti principali della band che intervallano i classici di oggi e di ieri presentano anche diverse cover: da Interstellar Overdrive dei Pink Floyd a Eruption dei Van Halen per proseguire poi con Again Today di Brandi Carlile, Imagine di John Lennon. E ancora Black Diamond dei Kiss, Confortambly Numb sempre dei Pink Floyd e Rockin’ in The Free World che come sempre dura una decina di minuti (ma va bene così, poteva tranquillamente durare tutta la serata).
Chi scrive è andato in uno stadio stracolmo ad ascoltare e godersi un gruppo famoso. Tutti, chi più chi meno, conosceva le canzoni, ma quando salti, applaudi e batti il tempo ti senti tutt’uno con chi canta, chi suona o chi hai a fianco. La magia della musica è questa. I dieci minuti della cover di Neil Young stringono un atto finale di un concerto che di sicuro ha avuto la maestria e la bellezza di cambiare almeno per tre ore il mondo che ti circonda e dall’alto sembrava che una luna piena nel cielo sopra l’Olimpico quasi volesse dire qualcosa. Le notti romane iniziano a scaldarsi ma la voce di Eddie Vedder ci rinfresca. Eddie Vedder. Beh che dire, è un giovanotto che ci sa fare: rabbioso, giocondo, serio, intenso. A Roma lui e i suoi compagni di avventure hanno fatto capire che ancora ci sanno fare. E hanno ancora molto da raccontare.

La scaletta del concerto a Roma – 26 giugno 2018

Release
Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
Interstellar Overdrive
Corduroy
Why Go
Do the Evolution
Pilate
Given to Fly
Even Flow
Wasted Reprise
Wishlist
Lightning Bolt
Again Today
Untitled
MFC
Immortality
Unthought Known
Eruption
Can’t Deny Me
Mankind
Animal
Lukin
Porch

Encore:
Sleeping by Myself
Just Breathe
Imagine
Daughter

Encore:
State of Love and Trust
Black Diamond
Jeremy
Better Man

Encore:

Comfortably Numb
Black
Rearviewmirror
Alive
Rockin’ in the Free World

0 Commenti

Ancora nessun Commento!

Non ci sono commenti per ora, vuoi aggiungere uno?

Scrivi un commento

Scrivi un Commento