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Campidoglio, un piano LGBT per una Roma gay-friendly

Campidoglio, un piano LGBT per una Roma gay-friendly
aprile 08
17:16 2015

App per attirare il turismo LGBT nazionale ed internazionale, formazione e prevenzione regolamentata per le PA comunali e la scuola, helpline, eventi culturali e sportivi: la ricetta per una Roma gay friendly dell’assessora Cattoi ed il Sindaco Marino passa per il piano LGBT varato il 2 aprile 2015

«Roma Capitale impronta l’esercizio delle sue funzioni […] al divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o […] l’orientamento sessuale». Così recita l’Articolo 1 dello Statuto di Roma Capitale dal 2013: è però solo dallo scorso 2 aprile 2015 che il Campidoglio si è dotato di un vero e proprio Piano LGBT per la Città Eterna. Un piano di battaglia che prevede servizi, regolamenti per le amministrazioni pubbliche capitoline ed eventi volti a sostenere e promuovere una parità concreta anche nelle piccole cose alla comunità gay, lesbica e trans romana: alle soglie del nuovo Giubileo, il Sindaco Ignazio Marino ha deciso di promuovere Roma Capitale dei diritti, di tutti.

L’aria che tira è sicuramente delle migliori. La recente approvazione in Commissione Giustizia al Senato del testo base nazionale sulle unioni civili con l’inedita maggioranza PD, SEL e M5S gonfia forti le vele della nave dei diritti LGBT: dopo le secche dell’ottobre scorso che hanno portato allo scontro istituzionale fra comuni e prefetture sui registri delle unioni civili e l’inserimento dei matrimoni omosessuali contratti all’estero, ormai sembra soffiare vento da ponente. Una battaglia combattuta anche a Roma dal Sindaco Marino: il riconoscimento il 18 ottobre 2014 di 16 coppie gay sposate all’estero, l’altolà dell’allora Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e del Ministro Alfano, e la recente istituzione del registro delle unioni civili in Campidoglio il 28 gennaio 2015 hanno aperto la strada al nuovo regolamento sul tema LGBT.

Il piano LGBT. «Roma è la capitale dei diritti non solo in momenti cruciali […] ma anche ogni giorno, con una serie di misure concrete per garantire la piena cittadinanza delle persone LGBT e per favorire un clima sociale rispettoso delle differenze». Così l’assessora Alessandra Cattoi al Patrimonio, alle Politiche UE, alla Comunicazione e alle Pari Opportunità ha promosso il nuovo regolamento varato il 2 aprile 2015. Un piano che nelle sue componenti più istituzionali spazia «dalla ricerca alla formazione del personale capitolino per sviluppare competenze teoriche e pratiche sui temi delle differenze di genere, di orientamento affettivo e sessuale e sulle nuove configurazioni familiari»: sette aree di intervento che abbracciano i risultati istituzionali già raggiunti (il registro delle unioni civili), la prevenzione attraverso la ricerca sulle condizioni di vita e la percezione sociale dell’omosessualità a Roma, la formazione sia a livello di pubblica amministrazione che nelle scuole, e che non dimenticano di calarsi nella realtà quotidiana cittadina.

Roma città (più) gay-friendly. Nel piano promosso dalla Cattoi sono previste infatti misure concrete in termini di servizi, eventi culturali e sportivi e strategie di promozione turistica di Roma al pubblico LGBT nazionale ed internazionale.  «La helpline per segnalare episodi di omofobia e avere supporto psicologico» e «il sostegno all’inserimento lavorativo delle persone transessuali» sono fra le misure che la Cattoi ha ricordato, ma non mancano «un’app dedicata al turismo, tornei sportivi negli impianti comunali, rassegne ed eventi culturali in occasione – ad esempio – della Giornata Internazionale contro l’Omofobia o della Settimana Rainbow». Iniziative che si affiancano agli eventi teatrali e alle pubblicazioni già proposte dal 2014.

Le associazioni. Positive le reazioni delle associazioni LGBT romane, come quella del Coordinamento Roma Pride che ricorda come «il piano, formulato negli scorsi mesi attraverso un proficuo e costruttivo lavoro di confronto con le Associazioni del territorio, costituisce una piattaforma integrata di interventi su tutti i campi di competenza comunale e si pone come un modello di buona politica».

Non solo grandi eventi come il Roma Pride – in partenza anche quest’estate, il 13 giugno 2015 – ma segni concreti per aiutare la comunità LGBT sul territorio, nella sua vita quotidiana.