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I Pink Floyd Legend a Roma hanno celebrato i 40 anni di “Animals” | RECENSIONE

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I Pink Floyd Legend a Roma hanno celebrato i 40 anni di “Animals” | RECENSIONE
marzo 11
15:45 2017

I Pink Floyd Legend a Roma hanno proposto all’Auditorium Conciliazione, venerdì 10 marzo 2017, un concerto tributo dedicato ai 40 anni del disco Animals

Uno spettacolo fedele e ben realizzato quello dei Pink Floyd Legend a Roma per festeggiare i 40 anni dall’uscita del disco Animals (1977) della storica band. Dopo l’importante omaggio con coro ed orchestra ad Atom Heart Mother ed il tour del 2016 dedicato al celebre disco The Dark Side of the Moon, l’apprezzata tribute band italiana ha riproposto i brani più amati e l’intero disco (Animals), dai temi crudi ed incisivi, collocato tra il successo di Wish you were Here e quello di The Wall.

Il concerto si è svolto venerdì 10 marzo 2017 nell’elegante cornice della sala grande dell’Auditorium Conciliazione a Roma, con un pubblico eterogeneo composto da giovanissimi a più adulti che li ha accolti calorosamente tra incoraggiamenti ed applausi. Un tuffo indietro nel tempo, con suggestive scenografie grazie a laser show, effetti speciali e giochi di luce sullo sfondo, insieme alla proiezione di contenuti tridimensionali, i video dei brani sul caratteristico schermo circolare retrostante. Musica ed effetti speciali hanno riproposto i Pink Floyd nel modo più fedele possibile, con una cura particolare per i dettagli, così gli arrangiamenti e la strumentazione vintage come la tastiera Kurzweil Midiboard, la chitarra Stratocaster nera, il basso Sunburst, la batteria con la doppia cassa e il grande gong al centro del palco richiamano insieme all’aspetto visivo e scenografico i suoni e le atmosfere originali.

La formazione composta da: Fabio Castaldi (basso e voce), Andrea Fillo (chitarra e voce), Emanuele Esposito (batteria),Simone Temporali (tastiera e voce), Paolo Angioi (chitarra,basso, voce), Michele Leiss (sax), Andrea Arnese (effetti audio/video,chitarra acustica)  e le tre coriste Martina Pelosi, Sonia Russino e Giorgia Zaccagni ha realizzato uno spettacolo diviso in due tempi. Ad aprire il concerto è il brano In the Flesh, quando sotto al palco delle guardie dell’SS armate di manganelli individuano tra il pubblico due spettatori (attori) che indossano la Kippah, aggredendoli e portandoli fuori dalla sala, mentre lo scenografico aereo da guerra termina il suo volo dirigendosi verso il palco. A seguire i suoni di brani intensi come Shine on you crazy Diamond Time accompagnano gli spettatori fuori dal tempo e dallo spazio grazie anche ai successivi virtuosi soli esibiti dalle coriste. Nel frattempo le immagini alienanti di The Wall continuano a scorrere prepotentemente sullo schermo circolare a sottolineare i messaggi forti, ricchi di riferimenti storici e politici, del disco.

La prima parte del concerto raggiunge la sua massima intensità con Another brick in the Wall, quando un problema tecnico crea un blackout quasi a voler spezzare la tensione emotiva creata fino a quel momento. E’ proprio dalla stessa Another brick in the Wall che il concerto può ripartire, mentre nei video e sul palco  il gigante pupazzo del maestro di The Wall balla immerso tra giochi di luce e martelli che marciano. La prima parte del concerto si conclude con brani quali Money High Hopes. Durante l’intermezzo dello spettacolo un ospite speciale, il giornalista Andrea Scanzi racconta in un video la nascita e gli aneddoti che hanno caratterizzato Animals.

Lo spettacolo riprende in un secondo tempo ed è tutto dedicato ad Animals, quando Algie, il maiale che vola sopra la centrale elettrica di Battersea Power Station, in una delle immagini più iconiche del rock, scende sotto forma di gonfiabile dall’alto del palco dominando la scena per tutta la seconda parte del concerto. L’album viene suonato per intero con grande minuzia di fronte ad un pubblico rapito. Così brani come Pigs, DogsSheep e Pigs on the Wing parte I e II raccontano un disco importante, che segna un profondo cambiamento nei rapporti e nel futuro musicale dei Pink Floyd, l’inizio dei dissidi del bassista Roger Waters con gli altri membri. Un disco crudo e realistico, con chiari riferimenti all’attualità e alla politica, ispirato all’opera letteraria Animal Farm di George Orwell, in cui gli  animali (i cani, i maiali e le pecore) rappresentano tipologie stereotipate degli uomini. Il maiale, simbolo della copertina dell’album, rappresenta leader e uomini di potere che utilizzano un finto moralismo al fine di comandare.

Uno spettacolo articolato ed intenso che ha riproposto suoni, dettagli e scenografie originali “catapultando” lo spettatore nel lontano 1977.