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Primal Scream live a Roma: una prova superlativa per un concerto da ricordare! | RECENSIONE

Primal Scream live a Roma: una prova superlativa per un concerto da ricordare! | RECENSIONE
luglio 17
00:21 2017

Break a leg, dicono gli Inglesi per augurare buona fortuna a qualcuno. Non è andata così a Bobbie Gillespie, frontman dei Primal Scream che, a causa di una gamba fratturata, ha dovuto interrompere il tour dello scorso anno per poter rimettersi in sesto. Saltò pure la data romana, i Primal Scream si ricordano del mancato concerto ed hanno recuperato prontamente, domenica 16 luglio 2017, per il Viteculture Festival, la nuova entusiasmante creatura dell’estate romana 2017 in scena fino ai primi di agosto presso l’Ex Dogana, il nuovo “place to be” delle notti capitoline. Si parte puntuali alle 22,30 con Moving On Up, classicone del periodo Screamadelica che ha nel suo groove il marchio di fabbrica che ha reso unici i Primal Scream, seguita da Slip Inside This House, una cover dei 13th Floor Elevator che le maracas e la sexy-voce di Bobbie rendono spettacolare e che trova il suo hype in un finale di moderna psichedelia in cui i nostri sono maestri. Jailbird ha il DNA degli Stones tatuato sul pentagramma e la chitarra di Andrew Innes che ne lacera le trame, mentre Dolls (Sweet Rock’n’Roll) è potente pur nella sua classicità. It’s Alright, It’s OK suona sincopata e caraibica al tempo stesso grazie alle percussioni che pervadono il pezzo, mentre la nuova (Feeling Like a) Demon ha un beat quasi italo-disco ed un basso che ti cattura dall’inizio alla fine. La band, tutta in grande forma,  suona coesa e massiccia con la voce di Gillespie a far da maestro di cerimonia ed il pubblico è tutto per loro. Proprio il pubblico è benzina per la band che, dopo un inizio fulgido ma distaccato, si è fatta coinvolgere dal calore della platea ed ha aggiunto un pò di romanità all’algida anima scozzese, migliorandone decisamente la performance. I’m Losing More Than I’ll ever Have, pezzo storico dei Primal anni ’80, ponte tra la prima e la seconda parte della loro carriera, rallenta i ritmi del concerto che esploderà nuovamente con  Swastika Eyes (che ha l’imprinting inconfondibile dei Chemical Brothers) e soprattutto con Loaded, pezzo bomba che trascina il pubblico in un coro infinito tra lo stupore di Bobbie Gillespie che s’improvvisa direttore d’orchestra dei sentimenti, e delle gole,dei fans. Country Girl e la maestosa Rocks, con la sua chitarra che profuma di deserto e piante grasse, chiudono il concerto prima dei bis che Bobbie annuncia come “two more songs from Screamadelica”, inutile dirlo, il loro album capolavoro e spesso usato, talvolta maldestramente, come pietra di paragone per l’intera loro discografia. Si comincia con Higher Than The Sun, pezzo senza tempo che, a mio avviso, non ha mai avuto nei loro live una resa come meriterebbe la bellezza della canzone, per poi finire con la splendida Come Together cantata dal pubblico che vorrebbe tenere ancora con se questi eroi per una notte, che però se ne vanno senza troppi saluti! Un’ora e mezza di magia sonora per una band  che dopo 35 anni di attività, continua a sfornare grandi album e grandi canzoni. Una resa sul palco che, anno dopo anno, migliora sempre di più. Bobbie Gillespie è definitivamente il Mick Jagger della generazione C86 (dal nome di una celebre cassetta regalata dal settimanale musicale NME che definiva  le coordinate sonore di una nuova generazione di musicisti britannici), quasi idolatrato dal pubblico che lo osanna come pochi artisti hanno il piacere di provare sulla propria pelle. Una bella domenica sera, un grande concerto…se siete andati a vedere gli U2, avete fatto male!

Playlist:

-Movin’ On Up

-Slip Inside This House

-Jailbird

-Dolls (Sweet Rock’n’Roll)

-It’s Alright, It’s OK

-(Felling like A) Demon

-I’m Losing More Than I’ll Ever Have

-100% Or Nothing

-Swastika Eyes

-Loaded

-Country Girl

-Rocks

Encore:

-Higher Than The Sun

-Come Together