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Voci dal Primo Maggio 2014: Enrico Capuano, Piotta, i Velvet e i Kutso

Voci dal Primo Maggio 2014: Enrico Capuano, Piotta, i Velvet e i Kutso
maggio 02
17:14 2014

Voci dal Primo Maggio 2014: Enrico Capuano, Piotta, i Velvet e i Kutso

voci dal primo maggio 2014

Da sinistra: Piotta, Enrico Capuano, Velvet e Kutso (foto di Enrico Di Paola)

Roma, primo maggio 2014, Piazza San Giovanni in Laterano. La solita folla di giovani – settecentomila per alcuni, un milione per gli organizzatori – anima ogni centimetro di spazio della piazza per lo storico “Concertone” del giorno della festa dei lavoratori. Nonostante la “concorrenza alternativa” del concerto di Taranto, l’edizione 2014 della kermesse romana è stata animata da numerosi e importanti artisti italiani che non hanno voluto far mancare il loro apporto alla giornata. Alle spalle del palco, il backstage dell’evento è invece animato da giornalisti alle prese con un lavoro frenetico e senza sosta e da numerosi protagonisti della vita pubblica, artistica e sociale del nostro Paese. Sono presenti il giornalista Rai, conduttore della fortunata trasmissione politica “Ballarò”, Giovanni Floris, ed il segretario nazionale della CGIL Susanna Camusso, solo per fare degli esempi, ma anche e soprattutto gli artisti che con la loro musica hanno animato il palco. Nell’arco della giornata abbiamo avuto l’occasione di incontrarli e raccogliere le loro voci riguardo una giornata che, a dispetto delle difficoltà vissute in questo momento storico, continua ad essere un punto di riferimento per tutti i suoi numerosi partecipanti. Si è parlato di musica, di politica, ma non solo. Nei giorni antecedenti alla manifestazione molte erano state le polemiche sollevate circa l’opportunità di questa kermesse, nel giorno della festa dei lavoratori, in un momento complicato dal punto di vista dell’occupazione. Diversi artisti ci hanno detto la loro opinione sul concerto e su ciò che rappresenta, mostrando pareri a volte del tutto discordanti. C’è chi come Pierluigi Ferrantini, voce dei Velvet, afferma la sua felicità per essere ancora una volta presente su questo grande palco, aggiungendo poi però che per lui “a livello etico, politico e sociale non rappresenta niente“, e che proprio per questo mai pronuncerà “una parola riguardo al lavoro e alle difficoltà dei ragazzi, che se conosci eviti di prendere in giro da sopra un palco“.

Guarda l’intervista ai Velvet:

C’è poi chi, come Enrico Capuano, quest’anno nella doppia veste di artista e conduttore, la pensa molto diversamente ricordando che “il primo maggio è una festa ‘nostra’, la festa dei lavoratori e dei disoccupati, una giornata che abbiamo preso con il sangue e in cui deve essere anche presente la riflessione. Un’occasione in più per poter parlare di lotte là dove è vietato, là dove c’è precarietà e discriminazione. Il Primo maggio deve rinnovarsi in questo, diventare ancora di più un  momento di lotta e di riflessione“.

Guarda l’intervista ad Enrico Capuano:

Sulla stessa linea anche lo storico esponente dell’hip-pop italiano “Piotta“, che rispondendo alle polemiche degli ultimi giorni afferma di essere “molto contento che ci sia questa festa, che spero ci sia per sempre. C’è la voglia su questi palchi così importanti, con artisti storici, di far passare grazie alla musica quelli che sono i problemi di questo Paese, fare un pò una fotografia. Alcuni anni è stata felice e colorata mentre e negli ultimi anni più buia, oscura e negativa. Siamo qui per tentare di far tornare la luce a questa vecchia polaroid sbiadita”. 

Guarda l’intervista a Piotta

Infine c’è spazio anche per parlare solo di musica, e raccontare la non-emozione degli esordienti “KutSo”, per la prima volta sul palco di Piazza San Giovanni ed approdati grazie alla vittoria del “1M Festival”. Matteo Gabbianelli, frontman della band originaria dei Castelli, ci ha raccontato di non essere “consciamente emozionato, ma il fatto che avessi il fiato corto vuol dire che lo ero. E’ stato bello, c’era tanta gente, anche se secondo me dal palco non ti rendi conto veramente di quanta gente sia, perchè l’occhio arriva fino a un certo punto e la prospettiva ti inganna. In realtà siamo arrivati qui non troppo emozionati perchè è un lungo percorso, suoniamo da tanti anni a livello nazionale e, lo dico con arroganza, ci siamo arrivati tardi qua”. La freschezza di questa giovane band, con la sua sfrontatezza, ci ricorda infine che, mettendo da parte le polemiche, alla fine ci si trova sempre ad un concerto dove, per definizione, è solo la musica ed il piacere del pubblico a contare.

Guarda l’intervista ai Kutso: